Per Bartolomeo Romano, già membro "laico" del Csm dal 2010 al 2014, «combattere il sovraffollamento nelle celle significa favorire la sicurezza collettiva, non il contrario. Zuppi e la Cei ci incoraggiano, con noi ci sono già anche l'Anm e le Camere penali. Ora risposte da cultura e politica»
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