Torino, 13 misure cautelari per i disordini nei cortei
di Redazione
I manifestanti sono indagati a vario titolo per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata e rapina in relazione a fatti avvenuti nei cortei del 2024
Sono 13 i militanti destinatari, a Torino, di misura cautelare e indagati a vario titolo per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, violenza privata aggravata e rapina in relazione a fatti avvenuti durante manifestazioni e cortei di piazza di novembre e dicembre 2024. Per loro sono scattati l'obbligo di presentazione quotidiano alla polizia giudiziaria e l'obbligo di dimora nel capoluogo piemontese, con la prescrizione di non allontanarsi dall'abitazione dalle 19.30 alle 7.30.
Gli episodi comprendono l'irruzione nell'azienda Leonardo, gli scontri in occasione di uno sciopero indetto da Cgil e Uil, quelli terminati con le scritte pro-pal su tricolore della Mole Antonelliana e i tentativi di accesso alla sede Rai di Torino. Sono nove i poliziotti rimasti feriti in questi episodi. Il primo caso - fa sapere la questura di Torino - risale al 13 novembre 2024 quando «un gruppo di circa settanta manifestanti» aveva fatto irruzione nell'azienda Leonardo. Alcuni avevano bloccato l'accesso mentre altri avevano «imbrattato e danneggiato diversi padiglioni, in uno dei quali era in corso un evento anche alla presenza di partner stranieri». Poi «i manifestanti più violenti» erano entrati negli «uffici, interrompendo l'attività lavorativa dei dipendenti», quindi avevano «spintonato e colpito il personale di vigilanza dell'azienda nonché il personale della Digos».
Il secondo episodio riguarda il corteo organizzato il 15 novembre 2024 per la "Giornata nazionale dello studente": «circa 700 manifestanti», si erano diretti «verso la prefettura» per poi «scagliare oggetti contro i reparti schierati, venendo respinti». I manifestanti hanno quindi raggiunto la sede della Rai, dove con calci e aste di bandiera hanno colpito alcuni mezzi dei reparti di polizia, imbrattandone alcuni con scritte. In 70 poi erano saliti sulla Mole Antonelliana «dopo aver aggredito il personale addetto ai controlli», per poi rimuovere le bandiere istituzionali, sostituirle con quella della Palestina, e «imbrattare il Tricolore italiano con le scritte "Free Gaza - 1312 - W Gaza - Free Tiziano".
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