di Pietro Saccò
Nella città emiliana, come in altri centri, gli allarmi per possibili violenze e aggressioni nelle classi, fatte girare su social e chat, hanno spaventato le famiglie, che hanno poi tenuto i figli a casa. Erano "fake news" ma hanno creato terrore. Michele Guerra: «Messaggi allarmistici identici in Comuni diversi, è inquietante»
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