Ci Sto!, Avvenire e Iusve per un'informazione umana e consapevole

Presentato a papa Leone XIV il percorso di formazione per insegnanti, educatori, genitori: da domani ogni settimana saranno pubblicati contenuti transmediali per riscoprire il valore e il gusto di informarsi "di persona", senza delegare tutto all'IA
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May 13, 2026
Ci Sto!, Avvenire e Iusve per un'informazione umana e consapevole
L'informazione che non ci arriva, ma anche quella di cattiva qualità o - peggio ancora - eterodiretta, è un problema enorme. Non solo di giornali e giornalisti in crisi di attenzione, ma di tutti. Perché l'informazione scadente moltiplica il disinteresse, fa chiudere ognuno nella propria bolla, genera livore, soffoca sul nascere qualunque tentativo di partecipazione. L'allarme cresce, ma occorre fare qualcosa. Ed è per questo che Avvenire e Iusve,  l'Istituto universitario salesiano di Venezia, hanno unito le forze e lanciano il progetto Ci sto!, un percorso di "formazione all'informazione" pensato per insegnanti, educatori, genitori e costruito in formato transmediale, in modo che possa essere condiviso con le nuove generazioni.
Ispirato al magistero di Papa Leone XIV e in particolare al messaggio per la 60esima. Giornata delle comunicazioni sociali che si celebrerà domenica 17, il progetto è stato presentato ieri al Pontefice al termine dell’udienza in piazza San Pietro di mercoledì13. Coordinato da Gigio Rancilio, giornalista esperto di informazione digitale, e vede la collaborazione dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei e il supporto di Generali e da domani vedrà pubblicati i contenuti multimediali realizzati per l’occasione da docenti Iusve, giornalisti e professionisti della comunicazione. Ogni giovedì, su una sezione dedicata del sito www.avvenire.it, verranno pubblicati un testo, un video, un podcast e un’infografica, formati diversi per gusti ed esigenze diversi per consentirne la maggiore fruibilità possibile.
«Riscopriamo, insieme, l’informazione come il primo passo per partecipare a tutto ciò che ci sta intorno, per riscoprirne il senso, e il gusto», dice il direttore di Avvenire, Marco Girardo, nel video della prima tappa. Ognuna di essere vede associato a una parte del corpo umano un tema specifico legato alla creazione o alla fruizione di news. In questa prima tappa non si poteva non partire dalla testa, perché il primo sforzo da fare è di pensiero: pensare e gustare l’informazione con le persone al centro. «Noi che facciamo Avvenire, ma anche chi fa altri giornali o prodotti di informazione, siamo ostinatamente convinti dell’utilità, della necessità oggi di rispondere al grande bisogno di trovare senso, di trovare direzione in mezzo al caos e alla ridondanza«. Un'operazione di testa, un'operazione che nasce dalla volontà di isolare e comprendere ciò che è rilevante in mezzo l rumore di fondo. E che richiede consapevolezza: da parte dei giornalisti, che selezionano e interpretano i fatti, e del pubblico, che deve alzare l'asticella di ciò che cerca e desidera trovare.
«Ci sto! è un’iniziativa di media literacy – sottolinea don Nicola Giacopini, direttore Iusve – costruita su misura per chi ogni giorno si trova a fare i conti con smartphone, social, IA e piattaforme senza avere sempre strumenti adeguati per leggerne in profondità logiche e conseguenze». «È un progetto che sono convinto sarà molto utile a studenti, ragazzi, insegnanti, educatori e genitori dentro e fuori il mondo cattolico», evidenzia Gigio Rancilio. «Di fronte all’evoluzione tecnologica e alle sfide dell’IA - osserva Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana – siamo chiamati a un surplus di responsabilità, soprattutto, come ci invita a fare Leone XIV, per custodire voci e volti umani. La formazione diventa così fondamentale: non può essere episodica o appannaggio di qualcuno. In quest’ottica, il progetto Ci sto! può aiutare scuole, parrocchie e famiglia ad avere strumenti per abitare il mondo digitale in modo consapevole». «La qualità dell’informazione, e la consapevolezza delle persone su rischi e opportunità offerti dall’IA sono requisiti indispensabili per una società aperta e orientata al futuro – avverte  Simone Bemporad, Group Chief Communications and Public Affairs Officer di Generali - per questo abbiamo deciso di supportare questo progetto che riteniamo possa favorire concretamente la consapevolezza dei cittadini, in particolare i più giovani, e favorire la partecipazione alla vita delle comunità di cui si sentono parte».
«cegliere un giornale richiede di fermarsi, di concentrarsi, di leggere qualcosa che non hai scelto tu. Tre azioni che vanno controcorrente rispetto a tutto quello che la vita digitale ci spinge a fare. Eppure noi continuiamo, ostinatamente, a credere che valga la pena. Perché siamo convinti che quel momento di pausa, quella piccola interruzione nel flusso, possa fare la differenza tra chi consuma notizie e chi si informa davvero. FA LA DIFFERENZA PERCHÉ È UN ESERCIZIO DI CONSAPEVOLEZZA.

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