È il suo realismo gioioso quello che attirò i contemporanei del Poverello di Assisi attorno alla sua figura mite e dolce, «ilare nel volto e di aspetto benigno», come scrisse il suo biografo Tommaso da Celano, ma con una voce «veemente». Una presenza che ancora oggi esercita un fascino enorme. Perché la sua fede ha un “segreto” attualissimo
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