Brindisi accoglie i calzari di san Francesco a 800 anni dalla sua morte: è la prima volta che la reliquia lascia Assisi

di Filippo Rizzi
Il 4 ottobre si chiude nella città pugliese la peregrinatio organizzata in occasione dell’VIII centenario del transito del Santo, avvenuto il 3 ottobre 1226.
Google preferred source
October 3, 2026
Brindisi accoglie i calzari di san Francesco a 800 anni dalla sua morte: è la prima volta che la reliquia lascia Assisi
I calzari di san Francesco custoditi in una teca e collocati nella chiesa di San Francesco a Brindisi per la peregrinatio che si concluderà il prossimo 4 ottobre /Web
I calzari indossati da san Francesco (1182-1226) nell’ultimo tratto della sua breve vita, otto secoli dopo la sua morte, hanno lasciato il Sacro Convento di Assisi per raggiungere in Puglia, nel cuore del Salento, Brindisi. La città pugliese è così diventata, in questi giorni, la custode dei calzari del patrono d'Italia nella chiesa parrocchiale di San Francesco d'Assisi nel quartiere La Rosa. I sandali sono giunti nel capoluogo adriatico nell’ambito della peregrinatio organizzata in occasione dell’VIII centenario del transito del Santo, avvenuto il 3 ottobre 1226. Dal 28 settembre fino domenica 4 ottobre è stato così possibile venerare, da parte dei fedeli, la reliquia appartenuta al Poverello di Assisi a otto secoli dalla sua morte. I sandali in pelle sono custoditi in una teca ricavata in vetro e legno. San Francesco che in realtà camminò quasi sempre scalzo utilizzò i calzari in pelle solo nell'ultimissimo tratto di vita quando camminare gli costava fatica e oltre alle piaghe aveva le stimmate e la quasi cecità. A testimoniarci tutto questo è una fonte francescana di primaria importanza: la Leggenda Maior di san Bonaventura da Bagnoregio.
Un momento delle celebrazioni per la peregrinatio della reliquia con la Messa presieduta dall'arcivescovo di Bari-Bitonto Giuseppe Satriano. Accanto al presule il parroco don Cosimo Schena/ Dal profilo Instagram di don Schena
Un momento delle celebrazioni per la peregrinatio della reliquia con la Messa presieduta dall'arcivescovo di Bari-Bitonto Giuseppe Satriano. Accanto al presule il parroco don Cosimo Schena/ Dal profilo Instagram di don Schena
Il 4 ottobre si terrà la conclusione della peregrinatio con la Messa, alle 18.30 presieduta dall’arcivescovo di Brindisi-Ostuni, Giovanni Intini. A seguire la processione per le vie del quartiere. Il Poverello di Assisi conobbe da “vicino” questo angolo di Puglia. Qui sostò dopo il pellegrinaggio in Terra Santa, Siria ed Egitto compiuto tra il 1219 e il 1220. «Si è trattato per noi di un evento eccezionale, unico, irripetibile – ha spiegato il parroco don Cosimo Schena - perché i calzari si muovono dopo 800 anni e hanno un valore immenso, usati negli ultimi anni prima della morte di Francesco. A livello di fede e di testimonianza, diventano un momento di incontro perché attraverso i passi di Francesco possiamo seguire i passi di Gesù». Ad aprire le celebrazioni di questa peregrinatio delle reliquie è stato, il 28 settembre scorso, l’arcivescovo di Bari-Bitonto e presidente della Conferenza episcopale pugliese, di origini brindisine, Giuseppe Satriano. «Accogliere questi sandali diventa una provocazione: mettersi in cammino – ha spiegato Satriano - non sentirsi mai arrivati ed essere, come Francesco, mendicanti di luce». L’arcivescovo che proprio il 28 settembre festeggiava il suo 41esimo della sua ordinazione presbiterale ha invitato a riscoprire un’esistenza fondata sull’essenziale e sui valori capaci di restituire dignità alla vita. La peregrinatio in terra brindisina arriva inoltre in un anno eccezionale per il mondo francescano. «È come se ci fosse un ritorno di Francesco nella nostra terra brindisina.  È un santo amato – ha spiegato ancora don Schena -da tutti per la sua semplicità, la gioia e lo stupore che porta nella vita di chi lo incontra».
La teca con i calzari custoditi nella chiesa di San Francesco a Brindisi/ Dal profilo Instagram di don Cosimo Schena
La teca con i calzari custoditi nella chiesa di San Francesco a Brindisi/ Dal profilo Instagram di don Cosimo Schena

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire