giovedì 23 novembre 2023
Un murale per Giulia

Un murale per Giulia - ANSA

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Tutti per Giulia, quel che resta di questo 25 novembre

Aveva la frangetta, Giulia Cecchettin, e il sogno di diventare una fumettista. L'ha spezzato a coltellate il suo ex fidanzato Filippo Turetta, che diceva d'amarla e invece voleva solo controllarla, soffocarla, farne roba sua. La storia s'è ripetuta 83 volte dall'inizio dell'anno, ma quella di Giulia ha scosso l'Italia e riempito le piazze di rabbia e di proteste: perché Giulia è stata uccisa alla vigilia della Giornata della lotta alla violenza contro le donne del 25 novembre, perché aveva 22 anni appena, come il suo assassino, e perché fra ragazzi così giovani, istruiti, di buona famiglia, quella violenza non avremmo mai pensato potesse ancora crescere. La sfida allora è educarli alle relazioni e al rispetto, a partire dalla scuola: un piano ambizioso è stato varato in questi giorni dal governo e andrà messo a terra nei prossimi mesi e nei prossimi anni, nella speranza di invertire la rotta. Ma una lezione sui confini dell'amore - che per 12 milioni di donne nel nostro Paese porta con sé schiaffi o insulti o prevaricazione - ce l'aveva insegnata già Lucia nei “Promessi sposi”, come spiega in questa potente analisi Riccardo Mensuali.

Ammonimento, braccialetto elettronico, arresti: la nuova stretta contro la violenza sulle donne

Sull'onda dell'emozione suscitata dalla morte di Giulia, anche la politica si è moss. Il ministro dell'Istruzione Valditara ha annunciato un progetto di "educazione alle relazioni": 30 ore annuali di formazione per le scuole secondarie, facoltative ed extracurricolari, finanziati con 15 milioni di euro. Intanto il Senato con un voto unanime giovedì ha approvato in via definitiva il disegno di legge che introduce un giro di vite contro la violenza sulle donne. I 19 articoli del testo rafforzano strumenti di protezione delle vittime e di prevenzione: dall’ammonimento del questore alla distanza minima di avvicinamento, al braccialetto elettronico (che potrà essere applicato anche a “reati spia” come lesioni o minacce). Inoltre, dispongono l’arresto in flagranza differita per chi (anche con video o foto online) stalkera qualcuno. Infine, le nuove norme inaspriscono le pene, assicurano tempi rapidi per i provvedimenti dei magistrati e per i processi e fissano ristori per le vittime. Sarò sufficiente per fermare la strage?

La provocazione: Black Friday, nuovo "avvento" dell'anno liturgico della religione capitalista

Il Black Friday è diventato l’inizio dell’anno liturgico della religione capitalistica: dopo aver ormai da tempo restituito il Natale alla sua prima natura di festa pagana e dopo aver messo a reddito le ancestrali feste dei morti con Halloween, il consumismo ha introdotto il suo avvento. È questa sostituzione delle feste che dice che siamo entrati nell’era post-cristiana, come argomenta Luigino Bruni. Il consumismo è diventato religione perché il nostro mondo è immerso nel culto del consumo. Una religione di sola prassi, di solo culto, senza metafisica, in cui "il sogno del consumatore-devoto è un Black Friday di 24 ore al giorno che duri tutto l’anno (...) Con l’avanzare del nuovo culto consumista dobbiamo aspettarci una nuova proliferazione delle feste di precetto, perché il consumatore va venerato. Alle antiche trasformate se ne aggiungeranno di nuove. I nuovi sacerdoti si arricchiranno grazie ai loro 'sacrifici' (gli sconti, ndr), e i poveri saranno sempre più distratti e sempre più poveri".

Betlemme o Nazareth: l'eterno dilemma sulla nascita di Gesù

Betlemme o Nazareth? Palestina o Israele? La spaccatura creata dalla guerra non può che riflettersi anche sul Natale che viene, e non solo per le dolorose considerazioni sul tragico destino che investe la terra di Gesù. Tra gli specialisti della materia si rafforza un dilemma storico relativo alla nascita di Cristo: che il luogo della nascita del Nazareno sia da rivedere, in quanto non sarebbe il notissimo villaggio di Betlemme di Giudea – oggi in Cisgiordania, ovvero in territorio sottoposto all’Autorità palestinese – bensì la galilea Nazareth, che si trova in pieno suolo israeliano. La teoria non è nuova, ma è davvero possibile mettere in dubbio i Vangeli, Matteo e Luca, che per due millenni hanno accreditato Betlemme come patria del Messia? Le ragioni non mancano. La prima è l’appellativo di Gesù, unanimemente detto Nazareno ovvero originario di Nazareth. La seconda perplessità degli studiosi è: come poteva una donna in avanzato stato di gravidanza affrontare un viaggio di circa 140 chilometri e più giornate tra Nazareth e Betlemme a dorso d’asino? Il dibattito continua, anche se la tradizione non sembra essersene accorta. Leggi l'articolo di Roberto Beretta.

Il nostro calendario 2024: i volti delle donne afghane per non dimenticare

Dodici mesi (anzi tredici), dodici storie di donne in Afghanistan, alle prese con l’insicurezza alimentare, la povertà e la mancanza di istruzione ma nello stesso tempo in grado di trovare una speranza per andare avanti. Avvenire dedica a loro il calendario per il 2024, prosecuzione ideale della campagna #avvenireperdonneafghane, iniziata lo scorso 8 marzo per dare voce alle più invisibili. Le fotografie del calendario, realizzato in collaborazione con Nove Caring Humans, sono del fotografo Saverio Serravezza. Il calendario è messo a disposizione per l’acquisto sul sito di e-commerce di Avvenire https://abbonamenti.avvenire.it/. Il costo è di 15 euro; il ricavato servirà a sostenere un progetto di istruzione non ufficiale per le ragazze espulse dalla scuola, attraverso Caritas italiana.

Squid game: la serie violenta diventa un reality (vince chi uccide tutti). Anche per bambini

Il montepremi ammonta a 4,56 milioni di dollari – il più alto mai messo in palio in un reality show – e i concorrenti sono 456. Una macabra cabala ispirata al numero dei partecipanti alla serie tv Squid Game, cui Netflix s’è ispirata per un’operazione che ambisce a diventare il nuovo fenomeno tv per quest’inverno: trasformare il gioco (il cui obiettivo è vincere prevaricando gli altri fino ad ucciderli) in realtà, anche se nessuno alla fine muore davvero. In barba, però, a ogni forma di tutela dell’infanzia, visto che il programma è stato classificato come accessibile dai 7 anni in su. Peccato che la serie, già nel 2021, avesse sollevato l’indignazione e la protesta delle associazioni impegnate sul fronte dei diritti dei minori. Il copione si ripete, nell'attesa che qualcuno tenga al riparo i più piccoli. Leggi qui cosa dicono le associazioni sentite da Viviana Daloiso.

Non di guerra ma di pace: oggi e domani si possono visitare i bunker della Lombardia

Non di guerra ma di pace: è questo il messaggio dell'iniziativa che si terrà nelle province di Milano, Bergamo e Brescia, sabato 25 e domenica 26 novembre con l'apertura al pubblico e con visite guidate dei bunker antiaerei della Seconda Guerra Mondiale. I bunker da visitare e riaperti al pubblico sono stati per lo più costruiti in adiacenza di importanti fabbriche all’inizio degli anni ‘40 del secolo scorso per proteggere lavoratori e la popolazione civile dai bombardamenti degli Alleati: l’industria Breda di Milano (oggi nel Parco Nord di Milano), la Breda Meccanica Bresciana (oggi Leonardo), le acciaierie Dalmine (Bg). Tutti obiettivi militari sensibili e presi di mira dai bombardamenti alleati del 1944. Qui le informazioni per visitare i bunker.

Il Vangelo di domenica 26 novembre commentato da padre Ermes Ronchi

Le bilance del Signore sono tarate solo sul bene

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria... ». LEGGI QUI

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