mercoledì 28 febbraio 2024
Una vittima della strage a Gaza City portata via dai parenti

Una vittima della strage a Gaza City portata via dai parenti - ANSA

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Gaza, la strage degli affamati. «Chi risponderà a Dio di questo massacro?»

Un coro di condanne: la strage di Gaza City scuote una comunità internazionale apatica e inconcludente. L’ennesimo spargimento di sangue, avvenuto giovedì mattina e costato la vita a più di 100 palestinesi, rafforza la richiesta unanime di un “cessate il fuoco”. Ma lo sdegno si è arenata in sede Onu: gli Stati Uniti hanno bloccato al Consiglio di sicurezza una dichiarazione di condanna di Israele a causa della non chiara ricostruzione della vicenda. L’esercito di Israele dapprima ha confermato di aver sparato sulla folla poiché ritenuta “una minaccia” – i palestinesi si sarebbero avvicinati troppo ai carri armati – salvo poi negare la circostanza. Le cause della morte dei palestinesi sarebbero, dunque, da addebitare alla calca e ai camion che li hanno investiti nel tentativo di riprendere la marcia. Fonti mediche palestinesi parlano, invece, di decine di corpi con ferite di arma da fuoco. «Finora si contano centomila fra morti e feriti e non si comprende perché non si riesce a porre fine a questo massacro – si chiede padre Ibrahim Faltas, vicario della Custodia di Terra Santa -. Centinaia di persone che cercavano di avere il cibo per non morire di fame sono state uccise e ferite in un attacco violento e ingiustificato. È scandaloso che a Gaza, come in altri paesi del mondo, oggi nel 2024 si muoia di fame. Centinaia di camion sostano al confine ma viene impedito o limitato l’ingresso. Chi risponderà di fronte a Dio e alla storia di questo male? Siamo tutti responsabili. Lo è chi colpisce i deboli e gli affamati, ma siamo responsabili tutti se non riusciamo a fermare il male e consentiamo il disprezzo della vita. Siamo tutti responsabili dello scandalo della guerra».

Il Manifesto per una finanza di pace: stop agli investimenti in armi

Oltre 959 miliardi di dollari sono utilizzati dalle istituzioni finanziarie nel mondo per sostenere la produzione e il commercio di armi. Più della metà dell’investimento totale nell'industria bellica è da parte degli Usa, mentre 79 miliardi provengono dai primi 10 investitori europei. E ancora, le 15 maggiori banche europee investono in aziende produttrici di armi per un importo pari a 87,72 miliardi di euro. Sono alcuni dei dati di un report commissionato da Fondazione Finanza Etica e dalla Global Alliance for Banking on Values (GABV). Nel primo raduno di GABV, a Padova e Milano, è stato presentato il Manifesto per una finanza di pace, per condannare qualsiasi tipo di conflitto e chiedere a tutte le istituzioni finanziarie di smettere di finanziare la produzione e il commercio di armi. Leggi l'articolo di Ilaria Solaini.

Minacce e intimidazioni ai preti calabresi, la solidarietà dei vescovi

Candeggina nelle ampolline usate per la Messa e auto danneggiata. Una lettera con minacce di morte e una lama affilata, un gatto morto lasciato sul cofano dell'auto. Sono due i parroci calabresi che nei giorni scorsi hanno subito pesanti intimidazioni. La Conferenza episcopale della regione ha espresso solidarietà al vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro, «facendo proprio l'appello del presule a non scoraggiarsi e a combattere il male con il bene». Lo stesso vescovo ha ricevuto, nei giorni scorsi, un bossolo posto nella cassetta delle lettere del vescovado. Sui motivi delle intimidazioni era stato molto chiaro il procuratore di Vibo, Camillo Falvo, in un’intervista di mercoledì ad Avvenire: «Quando sono due i parroci colpiti, e poiché alcune delle lettere di minacce non riguardano solo i parroci ma anche il vescovo - aveva detto il magistrato -, evidentemente si vuole colpire anche la diocesi e l’azione riformatrice portata avanti dal vescovo».

Sacerdoti minacciati dalle mafie: cari fratelli, avete già vinto di Maurizio Patriciello

L'aborto in Costituzione in Francia, i vescovi: è un'offesa alla vita. E resta il nodo obiezione di coscienza

Continua in Francia la controversia attorno all'introduzione della «libertà garantita» d’abortire nella Costituzione. Un’opzione che pare ormai destinata ad essere approvata lunedì in occasione di un voto speciale delle Camere riunite. La Conferenza dei vescovi francesi ha espresso «tristezza» in particolare per il dibattito parlamentare che non ha dato spazio al «tema delle leggi a sostegno di chi vorrebbe tenere il proprio bambino». I vescovi ribadiscono che l’aborto «resta un’offesa alla vita al suo inizio, e non può essere visto soltanto nella prospettiva del diritto delle donne». La Conferenza promette di restare attenta alla salvaguardia della «libertà di coscienza dei medici e di tutto il personale sanitario». In effetti l’iscrizione di una «libertà garantita» di abortire nella Carta fondamentale potrebbe teoricamente interferire con l’esercizio dell’obiezione di coscienza, anche se questo punto resta dibattuto fra gli studiosi.

Il caso francese di CNews: vietato dare i numeri (anche se giusto) di Lucia Bellaspiga

Il film Mary Poppins è "discriminatorio". Ma perché?

Forse la colpa è nostra, che l’abbiamo guardato con superficialità ma certo non ci siamo mai accorti che il film Mary Poppins fosse “discriminatorio”. Diseducativo e, quindi, pericoloso. E invece sì, secondo il Bbfc (British Board of film classification) l’ente che in Gran Bretagna “giudica” i film, il capolavoro Disney che racconta la tata magica più famosa del mondo, rischia di inculcare nei ragazzi valori distorti. Per questo può essere visto da minori di 12 anni solo se accompagnati da una persona adulta. Alla base della decisione, come spiega Riccardo Maccioni, l’uso dell’aggettivo, considerato denigratorio, di “ottentotti” per identificare un popolo nomade dell’Africa australe.

Così i dinosauri divennero di moda e cambiarono la storia delle scienze (200 anni fa)

Sono trascorsi esattamente due secoli da quando nacque un fenomeno culturale che non ha mai smesso di incuriosire grandi e piccini: la “dinomania”, ossia l’interesse verso i dinosauri. Era il febbraio del 1824 quando il teologo e naturalista inglese William Buckland stilò la prima esposizione scientifica di un dinosauro: una enorme mascella e giganteschi arti, rinvenuti nel XVII e XVIII secolo in una cava vicino a Oxford nel sud dell’Inghilterra, venivano descritti per quel che erano e non più come resti di draghi, di giganti o di altre creature mitologiche. Venivano tratteggiati cioè, come parti di un grande rettile, il Megalosaurus. L’impatto sul pubblico fu enorme e incise sullo sviluppo di tutte le scienze naturali dall’Ottocento in poi. Leggi l'articolo di Luigi Bignami.

Il mio cinema intriso di spiritualità: Alice Rohrwacher si racconta

Il paradiso perduto è per Alice Rohrwacher un’umanità che cammina a occhi chiusi, una comunità che ha smesso di essere tale per ridursi a somma di individui. Il paradiso perduto è, in sostanza, l’incapacità di guardare la creazione per quella che è: un paradiso già quaggiù, che il nostro egoismo sta trasformando in un inferno. La pluripremiata regista di film molto apprezzati dal pubblico e dalla critica, come ad esempio "Corpo celeste", "Lazzaro felice" e "La chimera", ha preso parte il 27 febbraio al quarto e ultimo incontro della Lectio Petri tenuta dal cardinale Gianfranco Ravasi nella Basilica Vaticana. E nell’intervista al nostro Mimmo Muolo, racconta ad Avvenire il suo cinema intriso di spiritualità.

Il Vangelo di domenica 3 marzo commentato da don Luigi Verdi / PODCAST

Tenere dentro un fuoco che brucia.

Si avvicinava la Pasqua dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio gente che vendeva buoi, pecore e colombe e, là seduti, i cambiamonete. ASCOLTA IL PODCAST

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