giovedì 23 marzo 2023
"Non in vendita, non in affitto"

"Non in vendita, non in affitto" - Archivio Ansa

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Donne e bambini non sono merci: il dibattito sull'utero in affitto

L'elefante nella stanza, come dicono gli americani, è finalmente diventato visibile a tutti. C'è da rallegrarsi che la maternità surrogata (la pratica che consente a coppie benestanti di pagare una donna perché porti in grembo un figlio da cui per contratto si separerà dopo il parto), finalmente sia uscita dall'ombra, raccogliendo a destra e a sinistra più critiche che applausi. Sarà forse per un problema di consenso che nonostante le sollecitazioni la segretaria Elly Schlein non si pronuncia apertamente né indica la posizione ufficiale del Partito democratico. Nell'attesa, il presidente Stefano Bonaccini,quasi a titolo personale, si dice «nettamente contrario» alla Gravidanza per altri (Gpa), e così la capogruppo alla Camera Debora Serracchiani. Stessi toni per il leader di Azione Carlo Calenda, e la sua vicepresidente Emma Fattorini (qui l'intervista).

Tutti contro, a parole, ma in sostanza i partiti di opposizione dichiarano di voler votare contro la proposta di Fratelli d'Italia, incardinata giovedì alla Camera, per rendere l'utero in affitto (un altro modo per dirlo, il più esatto secondo la filosofa Francesca Izzo, visto che si tratta sempre di un contratto commerciale, non certo di un atto solidaristico) un reato universale.

Molto chiare, invece, le parole della Cei, che nel documento finale del Consiglio episcopale permanente si è riferita alle;«inaccettabili pratiche che mercificano la donna e il nascituro».

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Gravidanza per altri, ferita per tutto il mondo

Cento esperti di differenti discipline – soprattutto giuristi, medici, psicologi, sociologi e filosofi – e di 75 nazionalità diverse, riuniti nei giorni scorsi a Casablanca, hanno firmato una Dichiarazione in cui chiedono il bando globale della surrogazione di maternità e incoraggiano gli Stati a iniziare un processo che porti all’adozione di una Convenzione internazionale vincolante per tutti coloro che la ratificano, come fu ad esempio quella contro l’uso delle mine antiuomo nei conflitti. Ne parla qui Antonella Mariani.

Fermata la legge sui bambini in carcere con le madri: un colpo amaro alla civiltà

Nemmeno sulla spinosa questione delle madri detenute, e su quella norma di civiltà che vuole impedire che i bambini finiscano dietro le sbarre, la politica riesce a mettersi d’accordo. Ed ecco che lo scontro tra maggioranza e opposizione ha finito giovedì col travolgere e affossare la proposta di legge in tal senso, già approvata alla Camera durante la scorsa legislatura. La polemica ha riacceso i riflettori sulla ferita mai rimarginata delle madri in carcere, una condizione che riguarda soprattutto donne straniere. Secondo i dati del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria aggiornati a ieri sono 23 quelle recluse, con 26 bimbi al seguito. Sul tema Avvenire pubblica la lettera appello di Laura Liberto, di CiitadinanzAttiva, che punta il dito verso chi si è «assunto la responsabilità di aver arrestato un percorso di civiltà, che mirava unicamente a superare il problema dell’incarcerazione dell’infanzia».

Il vescovo albanese che a 16 anni arrivò in Italia su un barcone

Aveva sedici anni quando, nel 1993, salì su un motoscafo insieme a quaranta connazionali per venire in Italia, l’Eldorado sognato da tanti albanesi in fuga da una terra segnata dalla dittatura comunista e dalla crisi economica. Trent’anni dopo si ritrova a essere arcivescovo della diocesi di Tirana-Durazzo e a guidare una Chiesa che conosce una nuova fioritura. La storia di monsignor Arjan Dodaj sembra davvero segnata da un disegno provvidenziale. Il giovane Arjan ha fatto il giardiniere, il muratore, poi a Cuneo ha incontrato una comunità di preghiera. Da lì e dal ricordo antico della nonna con il rosario in mano nasce la vocazione. Una storia tutta da leggere: la racconta Giorgio Paolucci.

Avvicendamento al Forum delle famiglie: esce De Palo, entra Bordignon

È il trevigiano Adriano Bordignon il nuovo presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari. La carica è stata assegnata a Roma dall'assemblea, che ha eletto anche le due vicepresidenti, Cristina Riccardi di AiBi e Pinella Crimì del Forum della Sicilia. Bordignon succede così a Gigi De Palo che ha guidato il Forum dal 2015. Il Forum delle Associazioni Familiari, nato nel 1992, è la più vasta rete di rappresentanza delle associazioni familiari e raggruppa 50 realtà di livello nazionale e 19 Forum regionali, a loro volta composti da Forum locali e oltre 500 associazioni. Bordignon, 46 anni, sposato e padre di tre figli, da aprile 2021 è stato presidente del Forum delle associazioni familiari del Veneto. È stato educatore e dirige organizzazioni del Terzo settore.

Stonehenge non è un calendario solare, ma il "luogo degli antenati"

Stonehenge è un calendario solare? Molto probabilmente no. È la conclusione a cui sono arrivati due docenti, uno a Milano l'altro alle Canarie, che hanno sottoposto il celebre sito archeologico inglese a una lunga serie di test per verificare dal punto di vista astronomico le teorie avanzate, mentre si rafforza l'interpretazione di questo monumento, ormai piuttosto affermato tra gli archeologi come “luogo degli antenati”. Qui l'articolo.

Vuoi essere felice? Vivi in Finlandia (o in Danimarca, o in Islanda... )

La Finlandia è il Paese più felice al mondo per la sesta volta. Seguono la Danimarca e l'Islanda. Lo ha reso noto il Rapporto sulla felicità nel mondo. L'Italia invece perde due posizioni e dal 31esimo posto scende al 33esimo, dopo la Spagna e prima del Kosovo. Sei i fattori valutati per stilare la classifica, racconta Maurizio Carucci: l'aspettativa di vita in buona salute, il Pil pro capite, il sostegno sociale, un basso livello di corruzione, la generosità della comunità in cui le persone si prendono cura l'un l'altro e la libertà di prendere decisioni chiave nella propria vita. Per vivere bene, quindi, meglio trasferirsi in Nord Europa, dato che anche Svezia e Norvegia sono in cima alla classifica.

Il Vangelo di domenica 26 marzo commentato da padre Ermes Ronchi

Il Vangelo di domenica 26 marzo commentato da padre Ermes Ronchi.

"Lazzaro siamo noi. Risorgiamo perché amati"

In quel tempo, un certo Lazzaro di Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella, era malato. Maria era quella che cosparse di profumo il Signore e gli asciugò i piedi con i suoi capelli... ASCOLTA IL PODCAST (gratuito su registrazione)

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