venerdì 1 settembre 2023
Benvenuti a Caivano

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Quelle (troppe) Caivano d'Italia che attendono di essere "bonificate"

«Vorrei chiedere la carità ai signori delle città campane, e non solo, di non venire più al Parco Verde a comprare droga. Questo immondo, miserabile, criminale commercio che lacera i miei ragazzini cesserà del tutto solo quando ci risparmierete le vostre indesiderabili visite. Sogno, altresì, il giorno in cui a tutti i bambini sarà impedita la possibilità di accedere ai siti pornografici. E allora i piccoli ai quali abbiamo rubato l’innocenza potranno ritrovare la voglia e la gioia di ritornare a scuola e imparare – lentamente, serenamente, dolcemente – a diventare uomini. Speriamo che l’Italia abbia appreso la lezione. Non conviene creare i ghetti. Non conviene allo Stato far proliferare “zone franche” e lasciarle poi nelle mani di piccoli o grandi mafiosi. Non conviene fingere di non vedere il male. Conviene alla politica italiana riprendere in mano la Costituzione ed esserle fedele. Conviene – e tanto – poi per noi cristiani, mettere in pratica il Vangelo e amare gli altri come noi stessi». E' il commento di don Maurizio Patriciello all'indomani della visita della premier Giorgia Meloni al Parco Verde di Caivano, dopo l'orrore delle violenze di gruppo su due bambine. Qui il testo completo.

La presidente del Consiglio non ha avuto un approccio esclusivamente securitario: alla necessità di rafforzare «il controllo del territorio», infatti, ha affiancato una serie di proposte per ricucire un tessuto sociale lacerato. Due le sfide, a questo punto: trasformare i buoni propositi in situazioni permanenti, investendo sui giovani, e salvare «tutte le Caivano d’Italia». Che non sono necessariamente dei luoghi, ma anche modi di pensare, stati mentali, come spiega in questo editoriale il nostro Danilo Paolini.

Un mondo, quelle delle periferie malavitose, descritto alla perfezione nel libro autobiografico "Se vuoi essere felice" da Benedetto Cerlino, l'attore che ha impersonato il boss dei boss Pietro Savastano nella serie tivù "Gomorra". Lui si è salvato dal cortocircuito dal diventare manovalanza dei criminali grazie a una maestra, come spiega in una intervista ad "Avvenire". «Credo che le mafie e la subcultura potranno essere sconfitte solo da un esercito di maestri e maestre. Come è accaduto a me, servono persone che sappiano offrire ai bambini e ai ragazzi visioni e orizzonti diversi, che facciano capire loro che il mondo in cui vivono non è la realtà, ma una ipnosi collettiva, un incubo».

Il Papa in Mongolia, nel piccolo gregge come apostolo del dialogo tra le religioni

Entra oggi nel vivo, con l'incontro con il clero locale, la visita di papa Francesco in Mongolia. «Un popolo piccolo in una terra grande», ha detto nel suo viaggio di andata. I cattolici nel Paese asiatico sono appena un migliaio su una popolazione di 3 milioni e mezzo, ma questa visita ha un'importanza storica perché l'Asia, come ha detto il cardinale Giorgio Marengo, è la culla delle grandi religioni del mondo, «perciò il tema del dialogo interreligioso, della convivenza pacifica, dell'aiuto reciproco tra esponenti di varie fedi è prima una realtà che una teoria, e quindi questo può dire molto alla Chiesa e al mondo». Al cuore del viaggio del Papa c'è uno dei temi ricorrenti del suo magistero: le religioni possono e devono aiutare l’umanità alla convivenza, alla pace e alla cura per il creato. Tutto questo sarà al centro dell’incontro ecumenico e interreligioso del 3 settembre nella capitale in mezzo alle steppe. Ne scrive l'inviata Stefania Falasca.

In libreria il nostro "Noi, afghane", storie di donne che resistono all'oppressione

Da ieri è in libreria "Noi, afghane. Voci di donne che resistono ai talebani", il libro che raccoglie oltre 40 testimonianze pubblicate su avvenire.it e sul giornale tra febbraio e marzo 2023 nell'ambito della campagna di sensibilizzazione #avvenireperdonneafghane. Il libro è edito da Vita e Pensiero in collaborazione con "Avvenire" nella collana Pagine prime. Interviste, racconti e testimonianza in prima persona che documentano il dramma delle donne private di ogni diritto nell'Emirato islamico dei taleban e nello stesso tempo l'incredibile coraggio di chi non si rassegna.

L'aggiornamento della Laudato si' il 4 ottobre, festa di San Francesco

Il prossimo 4 ottobre verrà pubblicata un’Esortazione apostolica di aggiornamento dell’enciclica Laudato si’. La scelta della data non è casuale. Il 4 ottobre si festeggia san Francesco d’Assisi, patrono dell’ecologia, inizierà l’Assemblea sinodale sulla sinodalità e si conclude il “Tempo del creato”, mese dedicato in modo speciale alla tutela della casa comune. Un periodo in cui ogni anno le Chiese cristiane, a partire dal 1° settembre, promuovono riflessioni e approfondimenti sulla salvaguardia della terra, madre e sorella che ci garantisce la vita, a dispetto delle ferite che quotidianamente le procuriamo.

Schlein parla con "Avvenire": sì a collaborazione con Meloni contro la violenza alle donne

La segretaria del Pd Elly Schlein è pronta a collaborare con la premier Giorgia Meloni per impostare una politica contro la violenza sulle donne, di repressione, ma soprattutto di educazione delle fasce più giovani. Dialogo invece impossibile sulle riforme se non c’è una ”moratoria sull’autonomia differenziata”, ma no all’elezione diretta del premier. Lo dice alla nostra Roberta d'Angelo in una intervista a tutto tondo. Sui migranti, troppa propaganda negli anni da parte della destra e soprattutto troppe le distanze. La leader dem attende la seconda parte dell’Enciclica del Papa: sul clima “serve l’approccio della Laudato si’, giustizia sociale e ambientale viaggiano insieme”. Restano le divergenze interne al partito sulla maternità surrogata e sull’aumento della spesa per le armi al 2 per cento del pil, ma l’estate militante, secondo Schlein, ha compattato i suoi sui temi cari al Nazareno.

Tra i nove martiri della famiglia Ulma anche il bimbo "non nato"

C’è anche un bambino “non nato” tra i nove martiri che saranno beatificati in Polonia il prossimo 10 settembre. A rendere eccezionale l’avvenimento è che si tratta di un intero nucleo familiare: papà, mamma e 7 figli (di cui uno, appunto, ancora nel grembo materno al momento del martirio). La loro “colpa”? Aver nascosto degli ebrei. La famiglia Ulma viveva a Markowa, un villaggio nel sud-est della Polonia. Nel 1944, Josef e Wiktoria nascosero otto ebrei, tra cui dei minori, una delazione portò alla rappresaglia nazista. Furono uccisi tutti: gli otto ebrei, i due sposi e i loro sei bambini. A rendere questa vicenda ancora più straordinaria vi è la decisione relativa alla beatificazione anche del settimo figlio degli Ulma, che al momento dell’eccidio non era ancora nato. Per lui si parla di “Battesimo del sangue”, quello versato da sua mamma uccisa in odio alla fede. Un martire senza nome, ma realmente martire di un odio che ha percorso l’Europa per moltissimi anni: l’antisemitismo e l’eliminazione di chiunque aiutasse gli ebrei. La storia raccontata da Enrico Lenzi e un commento di Luciano Moia.

Caravaggio artista "maledetto"? Piuttosto, genio tormentato (e pittore cristiano)

Caravaggio è forse l’artista più amato, e forse anche il più tradito da una lunga serie di fraintendimenti che resistono nella narrazionie popolare. Gli storici dell’arte negli ultimi decenni hanno lavorato molto per superare i cliché dell’artista maledetto e cercare di ricostruirne in modo sempre più preciso la verità storica – che è sempre più complessa del mito. Maurizio Cecchetti, esperto del pittore lombardo, ha letto e raccontato due importanti libri dedicati a Michelangelo Merisi, basati su nuove fonti. Si sfata l’idea che non disegnasse, si fanno sempre più concreti gli indizi che venendo via da Milano si sia diretto verso Venezia. Ed è sempre più chiaro che il suo genio tormentato non gli impedì di essere un pittore cristiano.

Il Vangelo di domenica 3 settembre commentato da padre Ermes Ronchi

Gesù cerca seguaci vivi e coraggiosi per seguirlo

In quel tempo Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana». Ascolta il Podcast

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