giovedì 19 gennaio 2023
Uno striscione del beato padre Puglisi nel quartiere Brancaccio di Palermo

Uno striscione del beato padre Puglisi nel quartiere Brancaccio di Palermo - Gambassi

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L'asilo di Brancaccio non si farà. Lo sfregio alla memoria di don Puglisi

Un simbolo tradito. Una speranza delusa. Nei giorni in cui si festeggia per l’arresto di Matteo Messina Denaro, a Palermo, sempre da Palermo, da Brancaccio, dal quartiere che ha visto le azioni benefiche e il martirio di padre Pino Puglisi, ucciso dalla mafia, arrivano pessime notizie. L’asilo sognato da un sacerdote gentile e instancabile rischia di sfumare definitivamente. «A causa di una poco accorta gestione politica e burocratica degli adempimenti necessari alla costruzione, i tre milioni di euro stanziati dal governo Conte, nell’aprile del 2019, il 31 dicembre 2022 sono andati definitivamente persi. Quindi niente più asilo a Brancaccio». Sono parole di Maurizio Artale, presidente del Centro Padre Nostro che segue le orme di don Pino. Una storia di ordinaria incapacità amministrativa di cui fanno le spese i cittadini più fragili. I particolari nella cronaca di Roberto Puglisi.

Il boss catturato e l'omertà che l'ha protetto per 30 anni. La nuova sfida per lo Stato

Trent’anni, ossia 1.560 settimane. Tanto è durata la latitanza del boss siciliano Matteo Messina Denaro. E non è stata una vita da recluso. Ed ecco il punto: senza una coltre di omertà una latitanza non arriva al trentennio. Le prime notizie dalle indagini ci parlano di una fetta di borghesia mafiosa che certamente lo ha aiutato e non è affatto detto, come scrive Vincenzo R. Spagnolo in un commento, «che la cattura eccellente faccia incrinare quel muro di silenzi che ha reso possibile la sua vita trentennale da “fantasma”. La mafia ha subito un duro colpo, ma non è vinta. In questi decenni la società civile ha sviluppato molti anticorpi. E gli onesti, in Sicilia e altrove, non sono soli né pochi, sono la maggioranza. Ma finché resisteranno sacche d’omertà e d’interesse, estirpare la malapianta resterà impresa non semplice». Anche il giornalista e scrittore Paolo Borrometi auspica dalle pagine di Avvenire che l'arresto di Messina Denaro non faccia abbassare la guardia su un altro genere di mafia, quella degli affari, la nuova “cosa nostra” che probabilmente già da tempo non aveva al suo vertice il superboss.

I REPORTAGE DELL'INVIATO NELLO SCAVO E TUTTI GLI ARTICOLI SULLA CATTURA DI MATTEO MESSINA DENARO

L'INTENSA LETTERA SCRITTA DA DON MAURIZIO PATRICIELLO AL BOSS FINALMENTE IN CARCERE

Putin è vivo? È malato? E intanto il fronte occidentale manda in Ucraina altre armi pesanti

«Non siamo sicuri che Putin sia vivo». «Falso, ha fatto il bagno nelle acque gelide di un fiume». A questo è arrivata la tragica guerra d'Ucraina, nella settimana che oltrepassa i 330 giorni di combattimenti. La mitologia del capo da una parte, le voci su presunte malattie dall'altro, motivate dalle sue assenze dalla scena pubblica. Intanto il fronte occidentale ieri si è riunito a Reimstein, in Germania, per concordare nuovi massicce forniture di armi a Kiev, tranne i carri armati tedeschi Leopard. L'escalation militare non si ferma. Leggete l'analisi puntuale del nostro Andrea Lavazza.

Ma davvero una Madonna con bambino è un'offesa alla laicità dello Stato? Suvvia...

Davvero un'icona della Madonna è uno «schiaffo alla laicità dello Stato»? Se lo chiede la nostra Marina Corradi in un commento all'assurda querelle che sta tenendo banco in questi giorni a Venezia. I fatti: all'Ospedale Civile, reparto di Ginecologia e ostetricia, è esposta un'icona della Sacra famiglia. Apriti cielo: per la Cgil locale i simboli religiosi «potrebbero mascherare comportamenti da Stato etico». Il Pd chiede di rimuovere «le rappresentazioni religiose che vanno contro la sensibilità delle donne e il rispetto dei loro diritti». Ed ecco cosa scrive Marina Corradi (qui tutto l'articolo): «Una Sacra famiglia in ospedale – e se poi mettesse in crisi una donna che va lì ad abortire? – si domandano. Dove il più sacro dei diritti è, evidentemente, l’aborto, e il mettere al mondo figli invece un’eventualità secondaria. Di fatto, la crisi demografica del Paese è grave come mai in passato. Vien da pensare che siano occhiali vecchi quelli di chi è incapace di vedere che mentre in Italia l’aborto è garantito dalla legge, venire al mondo è nella realtà sempre più difficile (...) L’Italia è un Paese ormai di vecchi, e le aziende faticano a trovare la manovalanza necessaria, frullano da certa politica ancora parole al vento, polemiche fatte d’aria – come questa a Venezia, città della celeberrima e amatissima Santa Maria della Salute. Semplicemente, tanto stonato rumore per nulla».

Una Golf malconcia, un padre al volante, un figlio autistico... il nuovo romanzo di Mencarelli raccontato da Zaccuri

Una malconcia Golf guidata da Pietro, barba troppo poco curata e vestiti troppo sportivi per i suoi cinquant’anni. Comincia così Fame d’aria (Mondadori, pagine 180, euro 19), primo romanzo di Daniele Mencarelli dopo la trilogia autobiografica d'esordio. Se in quest'ultima l’autore presentava sé stesso nella condizione di figlio, in Fame d’aria il punto di vista diventa quello di un padre che non riesce a sopportare il peso di una responsabilità che diventa sempre più crudele. Pietro infatti non viaggia da solo. Nel sedile a fianco c’è il figlio diciottenne Jacopo, affetto da una forma grave di autismo. Ne parla Alessandro Zaccuri.

Il gran rifiuto di Ardern: non debolezza, ma coraggio (e non si inchioda alla poltrona)

Jacinda Ardern è «esausta»: 5 anni alla guida del governo della Nuova Zelanda logorano. Il potere logora. Ci voleva una premier donna, la seconda al mondo ad aver partorito durante il suo mandato (la prima fu la pachistana Benazir Bhutto) per dimostrare che sì, si può anche rinunciare alla poltrona più importante del Paese perché le forze si sono esaurite, perché si è convinti che qualcun altro potrebbe fare meglio quel lavoro. Ci voleva una donna per piangere e insieme rallegrarsi perché potrà dedicarsi ai suoi affetti, alla figlia e al compagno che ora sposerà. Un esempio per tante giovani future leader: posso smettere quando voglio. Un messaggio più ambiguo per le coetaneo che oggi hanno faticosamente conquistato il ruolo di premier, soprattutto in Europa: non sempre si riesce, la società maschilista non aiuta. Ne parla in questo commento Antonella Mariani.

Meno preghiere, più armi: la proposta della premier danese

Meno preghiere, più armi. Detta in breve, suona in sostanza così la proposta della premier danese, Mette Frederiksen, che per finanziare l’aumento della voce di spesa “Difesa” fino al 2% del Pil entro il 2030, come richiesto dalla Nato (non solo) per la guerra in Ucraina, vorrebbe cancellare la festività dello Store bededag, il Grande giorno di preghiera. Ecco perché e cosa succede nel racconto di Anna Maria Brogi.

I tappini di plastica ora legati alla bottiglia: ma riciclarli per beneficenza si può ancora

Una direttiva dell'Unione Europea obbliga le aziende che producono bevande in bottiglie di plastica monouso a "legare" il tappino alla ghiera con una linguetta entro il 2024. Il tappo è inquinante ed è tra gli oggetti in plastica che si trovano più frequentemente sulle spiagge. Ma c'è un ma: da decenni il riciclo dei tappini colorati è diventato fonte di finanziamento per innumerevoli associazioni solidaristiche. Con la vendita si acquistano sedie a rotelle, si costruiscono pozzi in Africa, si sostengono malati oncologici. Ebbene, tutto questo non cambierà: solamente, si dovrà staccare il tappino dalla linguetta che lo tiene attaccato alla bottiglia. Qui tutte le spiegazioni.

Il Vangelo di domenica 22 gennaio commentato da padre Ermes Ronchi

Quell'invito a diventare pescatori d'uomini. Il Vangelo di domenica 22 gennaio commentato da padre Ermes Ronchi

III Domenica Tempo ordinario - Anno A «Quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao (...)» LEGGI QUI

Il meglio degli altri

1) Padre Roman Laba, parroco di una chiesa che si trova a 200 metri dal luogo in cui si è schiantato l'elicottero ucraino, racconta come ha soccorso i bambini in fuga dall'asilo - da Agensir.it

2) La puntata di oggi, sabato 21 gennaio, de "I viaggi del cuore", su Canale 5 alle 8.50, condotto da don Davide Banzato, va alla scoperta degli angoli solitamente inaccessibili della Città del Vaticano - da Vaticannews.va

3) La bellissima storia dei "punti di luce" missionari nelle baraccopoli e nei centri commerciali della diocesi di Kalookan, nell'enorme area metropolitana di Manila, nelle Filippine - da Fides.org

L'intelligenza artificiale, Soledar e due gemelli morti insieme: i più letti di avvenire.it

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