mercoledì 8 novembre 2023
La piccola Indi con i genitori

La piccola Indi con i genitori - ANSA

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La piccola Indi e noi: così la vita fragile ci interpella

Il rigetto dell'ultimo ricorso da parte della giustizia inglese ha deciso la sorte di Indi Gregory, salvo colpi di scena (sempre possibili in questa vicenda): distacco della ventilazione assistita, e quindi decesso per mancanza di ossigeno, nella giornata di lunedì 13 novembre. Per la bambina di 8 mesi affetta da una malattia del dna mitocondriale e ricoverata all'ospedale di Nottingham si sono mobilitati associazioni, avvocati e un governo. Non inglesi, ma italiani. La concessione della cittadinanza da parte dell'esecutivo di Roma nel tentativo di portare la piccola nel nostro Paese, dove l'ospedale romano Bambino Gesù si è offerto di accoglierla, prendersi cura di lei e dei suoi genitori Claire e Dean e accompagnarla alla morte naturale se non ci sarà davvero nulla da fare, offre l'immagine della distanza non solo tra due sistemi ma anche tra due culture: se a Londra giustizia e medicina prendono atto dell'inguaribilità e gettano la spugna, valutando la morte come "miglior interesse" di un paziente, in Italia si cerca ancora ogni possibile strada per offrire una chance a chi soffre, di conseguenza escludendo di procurare la sua fine. Una lezione che vale soprattutto per le scelte future del nostro Paese sul fine vita. (Francesco Ognibene)

Indi e tutte le ferite ingiuste: vite fragili da custodire di Giuseppe Anzani

Transessuali e figli di persone gay, ecco la pastorale accogliente

Ha suscitato grande clamore la Nota del Dicastero per la dottrina della fede che ha ribadito la possibilità per le persone omoaffettive e per le persone transessuali di essere scelte come madrine e padrini di battesimo oppure come testimoni di nozze. Nel documento si spiega anche che le coppie omoaffettive possono decidere di battezzare i figli, anche se avuti con procreazione medicalmente assistita o utero in affitto. "Diverso il caso - si fa però osservare - per le coppie conviventi more uxorio". Una sottolineatura che non chiarisce però in modo esplicito le diverse possibilità. Ma al di là di qualche aspetto che andrà meglio articolato - il transessuale che chiede di essere battezzato sarà trascritto sul registro parrocchiale con la nuova o con la vecchia identità ? - la Nota non interviene negli aspetti dottrinali e conferma che per accompagnare ai sacramenti serve coerenza nella fede e uno stile di vita aderente al vangelo. Si tratta di un testo comunque importante perché traduce in prassi pastorale le indicazioni di Amoris laetitia secondo cui tutte le persone vanno accolte rispettando la loro dignità al di là dell'orientamento sessuale. (Luciano Moia)

L'accordo Italia-Albania sui migranti e l'altra emergenza. Quella dell'integrazione

L'accordo tra Italia e Albania per due centri per migranti salvati in mare apre molti interrogativi. E non solo sui dettagli del suo funzionamento. Il nostro Diego Motta si chiede, ad esempio, come il governo intenda affrontare un'altra emergenza, quella dell'integrazione. Gli oltre 800mila ragazzi nati nel nostro Paese da genitori stranieri chiedono di diventare cittadini di un Paese che al contrario non riesce a trattenere i suoi figli dall'emigrare all'estero. Potremo dimenticarli ancora a lungo? Perché esistono, almeno quanto i migranti di cui ci occupiamo quotidianamente perché riempiono le nostre cronache, da Lampedusa a Roccella Ionica, passando a nord per la rotta balcanica. Esistono e non possono essere cancellati: sono già nelle nostre città, abitano nei nostri condomini, popolano le nostre piazze e non se ne vergognano. Possiamo ignorarli? Il principio di realtà dice di no. L'integrazione chiama in causa il futuro delle nostre comunità, la loro coesione e la loro capacità di rispondere alle sfide cruciali del nostro tempo.

Risuoli un paio di scarpe? Rammendi una camicia? Il conto lo paga (in parte) lo Stato

Risuoli un paio di scarpe? Rammendi una camicetta? Il conto lo paga (in parte) lo Stato. In nome dell’economia circolare e del prolungamento della durata di vita dei beni di consumo, la Francia vara il "bonus riparazioni" che permetterà di ottenere uno sconto presso una rete di 600 artigiani convenzionati: 25 euro di riduzione per la nuova suola alle scarpe o 7 euro per rammendare un fastidioso buco in un vestito. Saranno indennizzate solo le riparazioni vere e proprie, ma non i ritocchi o altre modifiche, come l’orlo ai pantaloni nuovi. L’obiettivo è di superare i 20 milioni d’indumenti riparati nei prossimi anni. La dotazione del nuovo ‘fondo riparazioni’ sarà di 154 milioni di euro per il quinquennio 2023-2028. Lo racconta il nostro Daniele Zappalà.

La scuola per le ragazze emarginate: è la pachistana Sister Zeph la prof migliore del mondo

Sister Zeph a 13 anni ha dato vita, nel cortile di casa, alla sua prima scuola per coetanee povere e discriminate. Oggi, decenni dopo, è stata nominata insegnante migliore del mondo dalla Fondazione Varkey, organismo filantropico creato nel 2010 dall’imprenditore indiano Sunny Varkey e partner dell’Unesco. Il Global Teacher Prize, del valore di 1 milione di dollari, ha premiato l'insegnante pachistana che oggi gestisce un istituto scolastico femminile e una organizzazione che istruisce gratuitamente oltre 200 ragazzine di famiglie povere, dando pure lavoro a 26 persone. Lo racconta Daniele Zappalà da Parigi.

Il segreto della longevità in Sardegna passa anche dall'igiene orale

Se il dottor Faust e Dorian Gray avessero saputo che bastava la minestra di zia Consola, si sarebbero risparmiati molti pensieri. Chi mangia il minestrone della famiglia Melis, infatti, campa cent’anni. Lo sanno tutti a Perdasdefogu, una delle cinque Blu Zone al mondo, quei territori dove gli anziani stanno meglio e vivono di più. All’interno del poligono interforze di Salto di Quirra, accusato ingiustamente per anni di contaminare con l'uranio impoverito delle bombe Nato, sta nascendo un laboratorio per lo studio della longevità. Le prime scoperte sono già arrivate, e sono state pubblicate su Nature: hanno a che fare con l'alimentazione, con il microbiota e con... l'igiene orale. Leggi qui il reportage del nostro inviato Paolo Viana.

Il mistero centenario dell'esplosione di Tunguska svelato da una ricerca italiana

C'è una traccia che potrebbe finalmente fare luce sul mistero dell'«evento di Tunguska», un corpo celeste che il 30 giugno 1908, dopo aver provocato il più grande impatto del quale gli uomini siano stati testimoni, sembra sparito nel nulla. Il fatto avvenne nella Siberia centrale, nell’allora Impero Russo; decine di milioni di alberi furono improvvisamente rasi al suolo dalla terrificante onda d'urto, su un'area di oltre duemila chilometri quadrati. Quello che ancora non si sa è cosa lo abbia causato, visto che a oggi non è stato trovato nessun frammento di questo oggetto celeste. Così il mistero di Tunguska ha acceso per oltre un secolo l'interesse della scienza e la fantasia, generando le teorie più bizzarre (ne parla qui il nostro Davide Re). L'antimateria? Un attacco extraterrestre? Più probabilmente un corpo celeste, una piccola cometa o un asteroide, sui cui frammenti sono alla ricerca tre astronomi italiani. «Sarebbe la soluzione di un mistero che dura da più di un secolo e che è tempo di risolvere», dicono.

Il Vangelo di domenica 12 novembre commentato da padre Ermes Ronchi - PODCAST

«Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge... "

Quella voce nella notte capace di risvegliarci - ASCOLTA IL PODCAST

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