Insegnare l'ascolto del cuore

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May 15, 2026

Numero #2| INSEGNARE L'ASCOLTO DEL CUORE

Grazie. Sentivamo il bisogno di iniziare il secondo numero di Ora Libera con questa parola. Grazie perché siamo già una comunità numerosa, ma grazie soprattutto per i consigli, le domande e le proposte che state facendo scrivendo alla nostra mail oralibera@avvenire.it. Continuate a passare parola, a chi ancora non sa della newsletter, condividendo il link per iscriversi: https://mn.avvenire.it/oralibera. 
In questa lunga volata di fine anno – piena di adempimenti burocratici, non solo per i tanti che sono in anno di prova – papa Leone XIV ci ha ricordato uno degli aspetti più complessi e affascinanti del lavoro di insegnante: «Fare scuola – ha detto all'incontro con i docenti di religione – significa formare le persone all'ascolto del cuore». «Educare richiede la pazienza di seminare senza pretendere risultati immediati – ha poi proseguito – nel rispetto dei tempi di crescita della persona. E soprattutto, Newman insegna, richiede amore». Un dialogo educativo che dal cuore si amplifica a tutta la persona: per dirlo il Papa cita Agostino, guida sicura all’interiorità (anche oggi)
Se il terzo Meeting degli insegnanti di religione aveva come titolo «Il cuore parla al cuore», motto proprio di san John Henry Newman, il Papa ha chiesto proprio di ascoltarlo, questo cuore. Anzi, questi cuori: quelli dei bambini e dei ragazzi che ogni giorno passano più tempo a scuola che a casa. Si tratta di formare persone libere, consapevoli e capaci di futuro attraverso autorevolezza, ascolto e umanità, dice un professore leggendo il testo del Papa. Non è semplice, e non risponde alla logica del mondo di oggi, che vuole il tutto e subito, il risultato immediato. È un mondo che non sembra avere tanto tempo per il cuore. L’ha detto – nello stesso Meeting – anche il cardinale Zuppi: il ruolo dell’insegnante di religione è «insegnare a capire il senso della vita».  
C’è chi il suo cuore lo ha ascoltato. Su Avvenire, Elena Molinari ha raccontato la storia di Mike Prysner: nel 2003 andò in Iraq con l'esercito. Poi ha fatto dietrofront: «Il nostro nemico non è mai stato il popolo iracheno – ha detto – ma chi ci manda a combattere guerre per i propri interessi». Oggi dirige il Center on Conscience and War, un'organizzazione fondata nel 1940 per assistere chi, per ragioni di coscienza, non vuole partecipare a una guerra.  
Sembra di assistere all'eco di quel soldato americano della canzone di Ligabue, Jovanotti e Piero Pelù, «Il mio nome è mai più», che si lancia in una appassionata denuncia: «E voglio i nomi di chi ha mentito/ di chi ha parlato di una guerra giusta/ Io non le lancio più le vostre sante bombe».   
Ma c’è anche un ascolto del cuore che spinge a decidere di donare la vita: ascoltare la vocazione nell’era dei social è questione tutt’altro che facile, ma possibile. A quali condizioni lo scrive papa Leone nel Messaggio per la Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni, nel quale abbiamo provato a mettere in fila le suggestioni tra digitale e realtà. E tra le storie dei sacerdoti appena ordinati nella diocesi di Roma c’è il senso di una ricerca che parte dal proprio cuore
Riuscì ad ascoltare il proprio cuore anche Tamara Lunger, che nel 2016 stava per diventare la prima donna a scalare una montagna alta ottomila metri in una prima salita invernale. A 70 metri dalla vetta rinunciò: «Ero davvero vicina ma dentro di me ho sentito questa frase: “Se vai in cima non rientri più” – ha poi raccontato al settimanale "Credere" –. Dio mi ha fermata giusto in tempo». Il mondo le avrebbe detto di raggiungere la vetta, il trionfo. Tamara ha deciso di non far correre un rischio a se stessa e ai propri compagni di cordata. Per compiere un gesto simile, bisogna davvero sapere ascoltare il proprio corpo. E il proprio cuore.  

Pronti, via: il secondo numero di «Ora Libera» inizia da qui.

🧮 Se non basta...

Lo stesso tema, altre storie

 Il Papa alla Sapienza: «Siamo un desiderio, non un algoritmo»
Le parole fresche fresche pronunciate ieri da Leone XIV nella sua visita all'Università La Sapienza di Roma sembrano quasi un'appendice alla riflessione condivisa il 25 aprile in Aula Nervi:  «Il malessere spirituale di molti giovani ci ricorda che non siamo la somma di quel che abbiamo, né una materia casualmente assemblata di un cosmo muto», ha detto il Papa. Inserendo un vero e proprio "sprone" al cuore del suo discorso. Anzitutto, per invitarli a «non cedere alla rassegnazione, trasformando invece l’inquietudine in profezia».
Ascoltare il cuore di un figlio e cambiare completamente vita
Il cuore di suo figlio e il suo l'ha ascoltato Vito Alfieri Fontana. Aveva una fabbrica che produceva mine antiuomo, poi un giorno suo figlio di 8 anni ha trovato un catalogo in auto e gli ha chiesto: "Ma allora papà tu sei un assassino?". Da quel momento ha ascoltato il figlio e scavato nel suo cuore: ha riconvertito la fabbrica al civile, ha aderito alla campagna antimine, alla fine ha fatto lui stesso lo sminatore in Bosnia.  

🚸 Qui primaria

Lo spazio a misura di bambino

 Ci vuole coraggio per ammettere una dipendenza: lo ha avuto una ragazza ventenne, il primo caso di dipendenza da Intelligenza artificiale preso in carico da un Serd, a Venezia. Dopo ore, giorni e mesi passati ad avere come unico interlocutore un algoritmo, lì troverà chi -  in carne, ossa e cuore - la ascolterà davvero.
Viviamo in un'epoca di surrogati dell'ascolto, dove la tecnologia riempie i vuoti lasciati da una comunicazione umana sempre più distratta o assente. Ma perché i ragazzi fanno sempre più ricorso ai chatbot per avere consigli e aiuto? Perché non si sentono ascoltati. Banale, forse, ma vero: lo spiega l'articolo uscito sul numero di maggio di PopUp, il mensile per i preadolescenti, basato su una ricerca di OpenPolis tra i giovani che hanno tra gli 14 e i 19 anni.
Controllo o comprensione? Spesso è questa la risposta degli adulti: il controllo al posto del dialogo. Invece di interrogarsi sul perché un figlio senta il bisogno di confidarsi con un'entità digitale su temi sensibili, si sceglie la via della supervisione tecnica. Meta darà ai genitori la possibilità di leggere le chat dei figli, un tentativo di proteggere i giovani dai rischi, senza risolvere il problema alla radice: la mancanza di una connessione profonda.  

Biennale contestata, addio Zanardi, server sottomarini: 5 notizie spiegate ai bambini

Ascolta qui la nuova puntata de Le notizie della Illy, il podcast di rassegna stampa per i più piccoli.   

🌐 Sguardi sul mondo

Pezzi d'attualità che meritano un po' di attenzione

 Come evitare di trasformare l'Intelligenza artificiale in un idolo.
Non è con l’intelligenza artificiale finirà di nuovo con l’adorazione degli idoli? Qui il teologo Antonio Staglianò ci dice che possiamo abitare il mondo digitale senza perdere noi stessi. 
Allarmi su nuovi virus, ma non è una pandemia
Ma alla fine cosa "conta" davvero?
C’è un modo più umano di “pesare” il progresso? Un pool di studiosi chiamati dall’Onu dice di sì. Il titolo del loro Rapporto dice tutto: “Contare ciò che conta”
Non arrendiamoci all'odio e alla sue parole
Quanto odio nella comunicazione... Ma come ha fatto a dilagare? E come possiamo fermarlo? Qui ci riflette il direttore di Avvenire nella sua audizione alla Commissione del Senato contro intolleranza, razzismo e antisemitismo. 
E all'odio non si abbandona neppure Davide, che anzi ha perdonato i suoi aggressori
La "sconvolgente" e commovente lettera di Davide Simone Cavallo che è stato accoltellato da un gruppo di ragazzi (anche minorenni) riportando gravissime ferite. E che a loro, in cuor suo ha già perdonato. E a loro dice: non siete perduti per quel che avete fatto. Ecco il testo della lettera che Avvenire ha pubblicato per primo.
La testimonianza di pace di don Primo Mazzolari
In questo scenario abbiamo sempre più bisogno di testimoni: come don Primo Mazzolari, che ci parla di pace e guerra grazie ad alcune lettere inedite
Qual è il concetto di "felicità" per i ragazzi?
Ragazzi e adulti hanno lo stesso concetto di felicità? Non proprio, come spiega Luigi Ballerini, psicoterapeuta.
La fede secondo Carboni
La fede interroga tutti: anche le popstar (ad ascoltarli, a volte si direbbe soprattutto loro). Ad esempio, Luca Carboni.  

La Parola in classe

Bando agli eccessi

di Rosanna Virgili
“Quello che siamo basta” è il titolo di un libro appena uscito di Roberto Pasolini – l’attuale predicatore della Casa Pontificia – che elogia la saggezza del chiedere a Dio - ed anche a sé stessi - quello che basta, il non eccedere, insomma, nell’ansia di volere di più, non contenti di quello che siamo. È il messaggio che egli coglie nella figura di Ester, la protagonista del libro biblico omonimo che, in un momento cruciale della sua storia, mostra proprio questa natura discreta e raffinata. Finita da giovane ebrea nell’harem del Gran Re di Persia, Ester si prestò al make up per un anno, ad una cosmesi essenziale, senza esagerare. E riuscì a compiere imprese incredibili con il maquillage necessario senza ambire a imprigionare sé stessa nella maschera di un’altra persona.
È quella giusta misura di cura che serve anche a noi per sentici degni e capaci del ruolo che abbiamo, della professione che svolgiamo, di essere docenti di serie “A”, come gli altri, e non di serie “B”. Una buona dose di umiltà miscelata con altrettanta autostima ci aiuterà a fare del nostro meglio a scuola, senza l’angoscia di dover puntare ogni giorno a degli effetti speciali. Che lasciano il tempo che trovano. “Io non so parlare perché sono giovane” replicò Geremia a Dio che lo voleva profeta “delle nazioni” (Ger 1,6). Ma Dio volle mandare proprio lui. Una bella lezione anche per tanti dei nostri studenti e studentesse. C’è una chiave per entrare in quest’ottica ed è in una bellissima frase che riguarda il re David - che era piccolo rispetto al grande re Saul ma che Dio preferì a quest’ultimo: “Non conta quel che vede l'uomo: infatti l'uomo vede l'apparenza, ma il Signore vede il cuore" (1Sam 16,7).   

🏫 Tutti in aula

Con i miei studenti io ho fatto così...

  «Conflitti dimenticati» è il nome di un percorso che propongo alle classi quarte della scuola secondaria di secondo grado. Dopo una riflessione condivisa sul tema dell’informazione oggi, offro una breve panoramica del contesto geopolitico mondiale, con l’obiettivo di suscitare curiosità verso le numerose situazioni di conflitto presenti nel mondo. A partire da questa introduzione, chiedo agli studenti di scegliere, in piccoli gruppi di due o massimo tre persone, un Paese attualmente coinvolto in un conflitto.  Il lavoro di ricerca che segue è guidato da indicazioni precise. Gli studenti devono innanzitutto costruire una sintesi chiara del conflitto, dalle origini fino ai giorni nostri. Tale sintesi deve essere accessibile anche ai compagni che non hanno approfondito l’argomento. Nel realizzare una presentazione da condividere con la classe, devono confrontarsi con la difficoltà di reperire informazioni su alcuni conflitti e di cogliere come le stesse notizie possano essere presentate in modo molto diverso a seconda delle fonti. Per questo motivo, suggerisco alcuni siti affidabili, tra cui il portale di Caritas dedicato ai conflitti dimenticati e quello dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (Ispi), invitandoli a utilizzare fonti attendibili e a sviluppare un approccio critico. Un’attenzione particolare è riservata al tema dei diritti umani. In questo percorso, infatti, ci muoviamo all’interno delle sollecitazioni del Magistero, da «Pacem in terris» fino a «Fratelli tutti», senza dimenticare gli interventi dell’ultimo pontefice sull’importanza della fraternità universale. Gli studenti sono così guidati a leggere i conflitti non solo in chiave geopolitica, ma anche alla luce dei valori fondamentali della dignità umana. Al termine della ricerca – una fase che generalmente richiede due lezioni – ogni gruppo presenta il proprio lavoro ai compagni. A conclusione dell’esposizione, i diversi gruppi propongono anche un Kahoot con alcune domande sul conflitto trattato, permettendo così alla classe di verificare in modo interattivo la comprensione dei contenuti principali. A completamento del percorso, invito il Centro Missionario Diocesano della mia città, Modena, che interviene con due incontri. Il progetto proposto, intitolato «Il Nord visto da Sud», affronta il tema della povertà nel mondo e del rapporto tra Paesi ricchi e Paesi poveri. Al termine di questo percorso, il Centro Missionario presenta ai ragazzi la possibilità di partecipare a esperienze missionarie estive all’estero. Si tratta di periodi di tre o quattro settimane in cui i giovani, accompagnati da educatori, possono vivere a contatto con realtà segnate dalla povertà, partecipando ad attività semplici – come l’animazione dei bambini – ma soprattutto imparando a condividere il tempo e la vita con le persone del luogo. L’aspetto più significativo di queste esperienze è proprio la relazione: l’incontro autentico con l’altro. In questo modo, il percorso «Conflitti dimenticati» diventa non solo un’occasione di apprendimento, ma anche un’esperienza formativa capace di educare alla responsabilità, alla consapevolezza e alla fraternità universale.  
Daniela Pantaleoni, scuola secondaria di secondo grado, Modena

Parole d'Ufficio

Studenti e studentesse stanno facendo il conto alla rovescia per la fine della scuola. E gli insegnanti? Desiderare ritmi più lenti dopo l’impegno quotidiano in classe è naturale, allo stesso tempo è opportuno vivere ancora con determinazione le ultime settimane. Sono l’occasione per fare sintesi del percorso compiuto, favorendo un confronto su “cosa rimane”. Proporre spunti, ad esempio, su quanto può essere importante intrecciare i temi affrontati con le sfide che loro vivono in famiglia, con gli amici, con loro stessi e con Dio.  
don Alberto Gastaldi 
Responsabile del Servizio nazionale per l’Insegnamento della Religione cattolica e direttore dell’Ufficio nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università della Cei   

💬 La vostra voce

Gli insegnanti si raccontano, scrivici anche tu

Grazie per i tanti grazie che ci avete inviato per il primo numero di Ora Libera. Ne pubblichiamo uno per tutti! Continuate a scriverci a oralibera@avvenire.it.
Mi preme particolarmente ringraziarvi per questo prezioso format che finalmente ci fa sentire "visti". 
Sono docente di religione cattolica alla secondaria di secondo grado e lavoro su indirizzi diversi, tra cui il professionale. Non saprei mai raccontare quanto tempo, sforzo e impegno richiede il  preparare il lavoro da svolgere in classe. I testi, per quanto sempre più ricchi, non sono all'altezza dell'impresa. 
Questa newsletter di Avvenire (quotidiano che amo molto) arriva come manna dal cielo (!) che ristora le nostre menti, aiutandoci a organizzare le idee e proponendoci temi finalmente collegati al vissuto, per quanto universali.
Ho già divorato la prima email e ho già trovato tanto materiale, davvero valido.
Maria Teresa

🎧 Leggere, vedere, ascoltare

Per distrarsi, o concentrarsi

  • Parte Ci Sto!, il progetto di Avvenire e Iusve per educarsi a un'informazione umanaÈ partito ufficialmente ieri con la pubblicazione dei primi contenuti "Ci sto", un progetto transmediale di formazione all'informazione (la "media literacy") strutturato sulla metafora del corpo umano: è curato da Avvenire e Iusve, l'Istituto universitario salesiano di Venezia (Iusve) e il giornalista Gigio Rancilio, con la collaborazione dell'Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei e il supporto di Assicurazioni Generali. Da ieri e per otto giovedì, ogni settimana, verranno messi a disposizione gratuitamente otto pacchetti di contenuti dedicati a un'informazione di senso e di gusto. Gli 8 episodi mappano temi chiave sulle parti del corpo, metafora vivente della custodia umana contro l’invasione algoritmica. Il percorso è ispirato al magistero di Papa Leone XIV e in particolare al messaggio per la 60esima Giornata delle comunicazioni sociali che si celebra domenica 17 maggio. Trovi tutto qui, all'interno del sito di Avvenire.  
  • Un webinar su San FrancescoL’Issr all’Apollinare (Pontificia Università della Santa Croce) organizza per mercoledì 20 maggio, dalle 17.30 alle 19, un webinar dal titolo «La battaglia di san Francesco, cavaliere di Dio». L’iscrizione è gratuita. Questo il link per registrarsi all’evento. 
  • La forza della mitezza, il documentario di Tv2000 su papa LeoneSi intitola la "forza della mitezza" il documentario di Tv2000, in onda venerdì 8 maggio alle 21.10, dedicato ai primi dodici mesi del pontificato di Leone XIV, curato da Gennaro Ferrara.Il documentario è disponibile on demand su Play2000, l’App di Tv2000 e inBlu2000.

Fuori registro

La prima volta

di Lorenzo Galliani
La prima volta, lo ammetto, ci sono rimasto male. Ero convinto che quel ragazzino della penultima fila con la maglietta granata avesse una domanda interessante da fare, e già pregustavo il dibattito che ne sarebbe sorto. Stavo proprio parlando di… in realtà non me lo ricordo, ma la mia lezione frontalissima si sarebbe certamente trasformata in un dialogo acceso e appassionato. Invece Arturo – questo il suo nome – aveva alzato la mano per un motivo leggermente diverso: «Prof, posso andare in bagno?». Da allora mi ha rivolto questa domanda centoventisei volte, scegliendo sempre il momento meno opportuno: non l’inizio dell’ora, quando ancora sto litigando con il registro elettronico e uno studente assente dall’aula non si perde nulla. Al contrario, Arturo captava il momento meno adatto, per esempio dopo che io avevo pronunciato frasi del tipo: «Mi raccomando, ragazzi, questo è il concetto più importante». Talvolta era un trascinatore, una specie di influencer: alzava la mano lui, e da ogni angolo della classe partiva un «anche io!», «anche io!». «Ragazzi, se volete sposto la cattedra in bagno e facciamo lezione lì», ho detto una volta (e una volta sola, perché c’era chi mi aveva preso sul serio e voleva aiutarmi con il trasloco dell’arredo scolastico).  Così mercoledì scorso, quando ha alzato la mano per la centoventisettesima volta, ho un po’ sbottato: «Arturo, è da novembre di due anni fa che ho detto che con me potete andare in bagno senza chiedere permesso, così almeno non si interrompe la lezione». «Sì, ma io…». «Non te lo ricordavi, eh? Comunque non è un problema, vai pure». «Prof, ma io ho una domanda da fare, sulla lezione!». Nella classe è piombato il silenzio, interrotto dal mormorio dei compagni, stupefatti come me: «Lo ha detto davvero?». Mi sono fatto piccolo piccolo, e ancora di più quando – due secondi dopo – ho dovuto riconoscere che la domanda era davvero interessante. Non mi ero mai vergognato davanti ad Arturo. Ma, ormai dovrei averlo capito pure io, c'è sempre una prima volta.   

🗣️ Restiamo in contatto  

Si chiude qui il secondo numero di Ora Libera, la newsletter di Avvenire in collaborazione con il Servizio nazionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica e l’Ufficio scuola della Cei che desidera informare, ispirare, connettere gli insegnanti di religione, ma non solo.
Siamo appena partiti: se ti piace o ti interessa, falla conoscere. Se ancora non sei iscritto, procedi con il login, poi vai sul sito di Avvenire nella sezione “newsletter” e clicca su Ora Libera. Hai una storia da raccontare o un tema da suggerire? Una domanda da farci o da porre a colleghi e colleghe di tutta Italia?   📩 Scrivici a oralibera@avvenire.it   
Torneremo da te venerdì 29 maggio.

👋 Alla prossima!

— A questa newsletter hanno lavorato, in particolare, Massimo Dezzani, Marco Ferrando, Paolo Ferrario, Lorenzo Galliani, Nicoletta Martinelli, Francesco Ognibene, Francesco Riccardi

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