I ragazzi parlano e nessuno li ascolta

Solo il 40% degli adolescenti tra i 14 e i 19 anni dice di essere soddisfatto dei rapporti con la famiglia e con gli amici
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May 13, 2026
I ragazzi parlano e nessuno li ascolta
I giovanissimi si fidano dei chatbot forse anche perché pochi – tra gli adulti – sembrano ascoltarli. Questa è l’impressione dei ragazzi raccontata da uno studio della Fondazione Openpolis. E non è solo una sensazione: essere ascoltati è un diritto riconosciuto a livello internazionale, ad esempio dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che stabilisce che i minori devono poter esprimere le proprie opinioni ed essere coinvolti nelle decisioni che li riguardano. Eppure, i dati raccontano una realtà diversa. Solo il 40% degli adolescenti tra i 14 e i 19 anni dice di essere soddisfatto dei rapporti con la famiglia e con gli amici. Non è un dato bassissimo ma non è nemmeno la maggioranza... Se a casa o con gli amici le cose tutto sommato si salvano, negli ambienti più grandi – come la scuola o la società – emergono più problemi. A scuola, in particolare, il 14% degli studenti si sente solo e il 13% non crede di essere abbastanza coinvolto. A livello civile molti scelgono di non esprimere la propria opinione perché pensano che la loro voce non abbia effetti concreti e che gli adulti non siano davvero interessati ad ascoltarli. A rendere tutto più complicato c’è il fatto che i ragazzi sono sempre meno: nel 2025 per ogni ragazzo con meno di 14 anni c’erano due over 65. Ma se i minori sono così pochi, anche le loro esigenze e desideri rischiano di essere ridimensionati. E trascurati a vantaggio delle necessità degli adulti ben più numerosi.

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