Quattro sfide per l'estate

È iniziata l'estate, anche intorno alla scuola si tirano le fila, si chiudono i registri, si sta per spegnere la luce. Anche Ora Libera si prepara alle vacanze, quelle di chi insegna e quelle di chi studia.
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June 26, 2026

Numero #5 | QUATTRO SFIDE PER L'ESTATE

È iniziata l'estate, anche intorno alla scuola si tirano le fila, si chiudono i registri, si sta per spegnere la luce. Anche Ora Libera si prepara alle vacanze, quelle di chi insegna e quelle di chi studia. La differenza non è molta, ma pensando soprattutto a questi ultimi, e a quello che ci piacerebbe loro vivessero in questi mesi alle porte, ci siamo fatti ispirare da Marco Erba, insegnante e scrittore, amico di Avvenire. Buona lettura!
Cosa possiamo fare noi adulti per aiutare i ragazzi, soprattutto gli adolescenti, a vivere il tempo estivo in modo costruttivo? Quel tempo fatto di uscite, di adrenalina, di amicizie, di amori, di avventure, ma spesso anche di noia e ore di letargo? 
Una ricetta magica non esiste. Di certo però possiamo lanciare alcune sfide. 
La prima sfida è proporre attività di volontariato e di cura. Fare l’animatore in un oratorio o in un centro estivo oppure fare il volontario con persone fragili per un adolescente è un’esperienza meravigliosa, che fa sperimentare che fatica e bellezza possono stare insieme. Un adolescente animatore o volontario torna a casa stremato, ma felice. Felicità è dare il proprio contributo al mondo: poche attività come il prendersi cura degli altri lo fanno sperimentare. 
La seconda sfida è far sì che l’estate sia un momento in cui progettiamo attività insieme ai nostri figli. Progettare insieme un’escursione in montagna o pianificare un viaggio è molto stimolante. Un adolescente così non è più trascinato in un viaggio che i genitori vogliono fare, ma è protagonista di un’avventura condivisa. 
La terza grande sfida è la disconnessione, che non può essere solo un’imposizione ai figli; dobbiamo essere noi adulti i primi a crederci, i primi a farlo. Disconnettiamoci anche solo un’ora al giorno e decidiamo che quello sarà il tempo di un gioco di società tutti insieme, oppure il tempo in cui leggiamo un libro, noi il nostro e i nostri figli i loro.  
Infine, l’estate può essere il tempo i cui noi adulti ci avviciniamo al mondo degli adolescenti: ascoltiamo la loro musica, guardiamo una serie TV, ci lasciamo raccontare le loro passioni, le loro opinioni. Un tempo in cui ascoltiamo prima di parlare. Un tempo in cui, invece che osservare il loro mondo dall’alto in basso, proviamo ad entrarci, portando domande. Senza censure e con tanto senso critico. 

🧮 Se non basta...

Lo stesso tema, altre storie

No ai social sotto i 16 anni?
Alberto Pellai riflette sul rapporto degli adolescenti con smartphone e reti sociali e sull’ipotesi di porre un limite per legge, avanzata dal governo inglese. Qui il suo editoriale su Avvenire.
Impariamo a chiamare per nome le emozioni
"Che ansia!": a sentire i ragazzi, pare che la gran parte di ciò che provano sia catalogabile in questo semplice concetto. Lo psicoterapeuta Luigi Bellerini propone di prendersi il tempo per riconoscere le differenze.
La rivoluzione di Francesco: una comunicazione che nasce dalla vita
Il messaggio del Santo di Assisi contro il “rumore” di fondo e l’eccesso di notizie del nostro tempo: un richiamo all’essenziale, alla verità dei gesti e alla fraternità (l'estate è il tempo per liberarsi dal "troppo"...). Ci riflette il direttore di Avvenire Marco Girardo.

🚸 Qui primaria

Lo spazio a misura di bambino

Finite le lezioni, le giornate si allungano e si aprono davanti a noi infinite possibilità. Ma come possiamo impiegare al meglio questo tempo per non farlo scivolare via inutilmente? Il segreto sta nello scegliere come investire le nostre energie. Da un lato, l'estate può essere il momento perfetto per riflettere sul proprio futuro, preparandosi ai grandi cambiamenti che ci aspettano e imparando a guardare il mondo degli adulti con occhi nuovi, come suggerisce lo scrittore e insegnante Marco Erba sulla copertina di Popotus di giovedì 25 giugno (leggila qui) Dall'altro lato, la libertà dell'estate diventa ancora più bella quando decidiamo di spenderla per gli altri. Quella passione di cui parla Erba possono accendersi anche attraverso esperienze concrete di condivisione e solidarietà, capaci di trasformare una semplice vacanza in una vacanza indimenticabile. È quello che succede, per esempio, a tantissimi giovani ogni anno a Punta Marina: lo racconta sempre Popotus e sempre sul numero in edicola ieri (puoi leggerlo qui).   

🌐 Sguardi sul mondo

Pezzi d'attualità che meritano un po' di attenzione

Da Babele a Gerusalemme: un percorso dentro l’IA
Nella guida a più voci per leggere l’enciclica Magnifica humanitas di Leone XIV Avvenire ospita anche l’intervento – tra evocazioni bibliche e cultura algoritmica – di un sacerdote-studioso delle tecnologie digitali come don Luca Peyron. Ecco il suo commento

L’Arca di Agostino, da Pavia a noi
Visita al luogo agostiniano per eccellenza del nostro Paese, dove tutto parla del Vescovo di Ippona. Ci è appena stato il Papa (qui il suo discorso), ci accompagna la “guida” di Paola Muller, studiosa di Filosofia medioevale.

Droghe “leggere” e percezione del rischio
Le nuove droghe cosiddette leggere in circolazione leggere non sono affatto: la quantità di principio attivo le rende sempre più pericolose per gli adolescenti e la loro salute mentale. Un articolo scientifico per capire come stanno le cose.

Le “lezioni spagnole” di Leone
Teniamoci stretti i discorsi del Papa nel suo viaggio tra Madrid, Barcellona e le Canarie. In tutto sono 22, troppi per ricordarli tutti, d’accordo. Ma ce ne sono almeno quattro che potranno tornare utili in classe: la formidabile lezione al Parlamento spagnolo su dignità umana e democraziail dialogo con i giovani e le loro domande; la meditazione sulla vita come progetto “incompiuto” nella Sagrada Familia; e il discorso sulle migrazioni nell’isola dove termina la rotta più pericolosa per i loro viaggi per mare.

La relazione salva dalla domanda di farla finita
I ripetuti casi di suicidio assistito interrogano le coscienze di tutti su cosa spinge a chiedere di interrompere la propria vita, e cosa è in grado di evitare il prevalere di tanta sofferenza. La riflessione di un giurista-umanista.

La Parola in classe

Il "sabato" del tempo estivo

di Rosanna Virgili
Ed ecco le vacanze, finalmente! Di solito ci si arriva sfiniti e nervosi per gli ultimi impegni da onorare con l’aggravio – peraltro – di un caldo soffocante. E se per gli studenti italiani le vacanze sono un tempo libero che possono riempire con quello che loro stessi decidono di fare, quando non un tempo vuoto che – per i più pigri – genera pure noia, cosa sono per noi le vacanze? Semplicemente tempo di riposo? Occasione per andare al mare o in montagna o fare bei viaggi, come fanno tanti?  Certo le ferie per quei docenti supplenti che vengono licenziati a fine giugno sono diverse da quelle degli altri. All’allentamento della tensione dell’impegno di scuola subentra l’ansia per la mancanza dello stipendio e, per i supplenti senza una cattedra fissa, anche per il dilemma delle ore che ci saranno o meno in settembre, e dove e come. Insomma, ci sono vacanze e vacanze...  Ma un “sabato” nella settimana del tempo – e non solo d’estate – è indispensabile. Poiché è tutt’altro che un intermezzo. Piuttosto una “notte” in cui nell’intimità l’anima si rigenera. Nessun esempio è più suggestivo di quello del Cantico dei Cantici: dalla notte del “sonno” dell’amore fiorirà la luce del mattino, «Di buon mattino andremo nelle vigne; vedremo se germoglia la vite, se le gemme si schiudono» (Ct 7,13). La spiritualità biblica, si sa, è paradossale: non è dalla “prestazione” feriale che si accendono la vita e il mondo, ma da quel “cessare” che apre l’opera al suo compimento, al suo senso, alla sua fecondità.   

🏫 Tutti in aula

A scuola abbiamo fatto così...

Metti un giro al santuario con i maturandi
Nella sua immancabile “Lettera alla scuola” per l’inizio delle lezioni il cardinale Matteo Zuppi aveva dato appuntamento ai maturandi bolognesi 2026 una sera di giugno al santuario di San Luca, che custodisce la città dall’alto del suo colle: «Sarebbe un bel modo per guardare il cielo, per guardare in alto, per smettere di guardare gli altri dall’alto in basso e per capire che siamo tutti importanti». Così è stato, e lunedì 15 giugno maturandi, insegnanti e accompagnatori si sono incontrati per un momento assieme di condivisione e la promessa di un bel gelato a conclusione dell’evento. Già dall’Arco del Meloncello, prima della salita, alcuni studenti si ritrovano con i loro docenti per sfidare il caldo: c’è chi indossa la maglia della propria scuola superiore, chi attiva gli smart watch per controllare le calorie consumate, chi inizia a intonare la canzone di Cremonini dedicata proprio a San Luca. Una volta arrivati in cima al Colle, ci si ritrova tutti insieme, con anche quelli che sono arrivati direttamente a San Luca, dentro la Basilica in attesa del cardinale. 
Quando arriva Zuppi, i ragazzi lo accolgono con un lungo applauso, iniziando il vero e proprio momento di riflessione e preghiera. Viene letto un testo ai ragazzi su come la “Notte prima degli esami”, com’è intitolato l’evento, sia solo una delle prime tante notti che affronteranno prima di vedere realizzarsi molti dei loro obiettivi professionali e personali. A seguire, un altro momento molto partecipato: ogni maturando riceve una penna (“Portatela all’esame”, dirà Zuppi) e un foglietto sul quale scrivere una paura per la maturità e una speranza per il loro futuro. I ragazzi in silenzio scrivono i loro pensieri e li consegnano tutti in un cesto, senza sapere che il cardinale andrà proprio a pescare lì prima di iniziare la sua riflessione. Zuppi parla con forza, dice che non possiamo pensare che la Madonna di San Luca si sostituirà a loro per avere un buon risultato ma che possono essere certi che li accompagnerà in ogni prova della loro vita. Ricorda che il momento più importante è nello “stare insieme”, come ci ha insegnato Gesù nella notte del Getsemani, la «notte più notte prima degli esami», e lì ha voluto accanto a sé i suoi amici, Pietro, Giacomo e Giovanni, perché insieme le prove si affrontano meglio. 
I maturandi lo ascoltano, e quando vengono letti alcuni dei loro foglietti ritrovano nelle paure degli altri le loro e capiscono che condividono anche tante speranze, non solo per l’esame di maturità ma per la vita che li aspetta. Si arriva così alla conclusione: dopo aver rivolto alla Madonna di San Luca le preghiere per gli studenti, per gli insegnanti, per le loro famiglie e per quei compagni che sono impossibilitati per malattia a svolgere le prove o che purtroppo non potranno mai svolgere perché ci hanno lasciato per la casa del Padre, come Fallou, che viene ricordato. (Fallou Sall, allora 16enne ucciso a coltellate a Bologna nel settembre 2024).Al termine del momento di preghiera i ragazzi sono già tutti in fila pronti per ricevere il gelato che il cardinale gli aveva promesso (“È proprio buono, prof...”), si parla, si sorride poi, parte da una cassa l’intramontabile canzone di Venditti, “Notte prima degli esami”, e tutti si trovano a cantarla. Mentre riecheggia «la matematica non sarà mai il mio mestiere» passa Zuppi, pronto a ripartire in macchina, abbassa il finestrino e ridendo confida ai ragazzi che quella frase proprio gli appartiene perché i numeri non sono mai stati il suo forte. E saluta i “suoi” maturandi: «Forza ragazzi”, la vita vi aspetta!».
Agnese Angellotti, scuola secondaria di secondo grado, Bologna  

Parole d'Ufficio

L’estate degli insegnanti di religione può trasformarsi in un’officina creativa. I mesi caldi offrono il tempo opportuno per rinnovare la didattica, spaziando oltre i libri di testo. È il momento di esplorare podcast, film e mostre d’arte da trasformare in stimoli per lezioni future. Programmare in anticipo è una responsabilità per non rincorrere dopo i ritmi incalzanti dell'anno scolastico. Individuare ad esempio percorsi digitali interattivi e laboratori di dialogo interculturale permette di arrivare a settembre pronti a intercettare le grandi domande e la sensibilità delle nuove generazioni.
don Alberto Gastaldi 
Responsabile del Servizio nazionale per l’Insegnamento della Religione cattolica e direttore dell’Ufficio nazionale per l’Educazione, la Scuola e l’Università della Cei   

💬 La vostra voce

Gli insegnanti si raccontano, scrivici anche tu

La fine della prova

Qualcuno ha già iniziato a brindare. Il colloquio con il Dirigente scolastico è l’ultimo atto dell’anno di formazione e prova per i circa 4.500 insegnanti di religione che a settembre hanno firmato il contratto a tempo indeterminato a seguito del concorso straordinario. È stato un anno più complesso degli altri, tra ore da dedicare all’osservazione delle lezioni del tutor assegnato (e viceversa), formazione e adempimenti burocratici vari. Infine, il colloquio, che va effettuato dopo le attività didattiche e prima del 31 agosto, davanti al tutor, al Nucleo Interno di Valutazione e al Dirigente scolastico, cui spetta la decisione definitiva sul superamento dell’anno di prova.  
Complimenti a chi ha terminato l’anno di formazione e prova, e in bocca al lupo a tutti gli altri! 
L’anno di prova si è svolto serenamente e ho portato avanti la mia esperienza di un quarto di secolo alla scuola primaria (sempre la stessa). Il supporto dei colleghi storici è stato di grande ispirazione. L’esame è stata una chiacchierata sulla mia formazione personale, scambio di valutazione sulle buone pratiche. Il dirigente è rimasto stupito positivamente dal percorso interdisciplinare in cui ho messo a frutto i corsi di aggiornamento svolti durante l’anno. Sono uscita dopo un’ora soddisfatta e rincuorata dal fatto che il mestiere che svolgo è il più bello del mondo. Ad attendermi con un applauso e un abbraccio corale le mie amiche/colleghe che hanno gioito con me! 
Caterina Serafini, scuola primaria, Parma
Dopo anni trascorsi con i bambini, quest'anno ho affrontato la sfida della scuola superiore. Ero curiosissima di mettermi alla prova in un contesto così diverso! Non nascondo un po’ di tensione iniziale per l'osservazione del Dirigente in classe, ma è stata un'esperienza formativa. Il momento più bello? Sicuramente la collaborazione con il mio tutor: tra una lezione e l'altra ci siamo regalati momenti di pura gioia e confronto. Il colloquio finale è stato la ciliegina sulla torta: in un ambiente grande come quello della scuola superiore, è stato prezioso ritagliarsi uno spazio per ridere, scherzare e conoscersi davvero. Un anno di prova intenso, ma che rifarei domani! 
Denise Severini, scuola secondaria di secondo grado, Torino 

Parliamo dell'Infanzia!

Ringraziamo Chiara, neo iscritta a Ora Libera, per questa "provocazione"  che non ci lascia indifferenti e che condividiamo volentieri qui.  
Perché nella riflessione sull'insegnamento della religione cattolica non viene MAI dato spazio specifico all'ambito della scuola dell'infanzia con le sue peculiarità? 
Questo accade, non solo in questa newsletter, ma in generale: ad esempio per i materiali disponibili o per la riflessione "teorica". Sembra che la scuola dell'infanzia sia, passatemi il termine, "l'ultima ruota del carro". È importante, al contrario, ribadire il valore dell'insegnamento della religione cattolica in ogni ordine e grado di istruzione, poiché, sia pur con finalità e modalità differenti, si tratta di delineare diverse tappe progressive del medesimo percorso. 
Penso sia importante prendere consapevolezza di questa lacuna, che è a mio parere grave, perché ogni grado di istruzione ha specificità che chiedono una riflessione dedicata.  A maggior ragione, avendo come utenza un'età così particolare come quella dei piccoli della scuola dell'infanzia è urgente stimolare una riflessione adeguata e diffondere buone pratiche per sostenere e formare gli insegnanti e alimentare così il desiderio e la passione di continuare su questa strada.
Nutro la speranza che questo appello non cada nel vuoto e che, davvero, possa  accendere un dibattito e che sia stimolo per un cambiamento possibile (e quanto mai urgente!). 
Chiara, docente Irc infanzia

🎧 Leggere, vedere, ascoltare

Per distrarsi, o concentrarsi

Rondoni & san Francesco: la Festa di Avvenire a Grado“
La ferita, la letizia. Faccia a faccia con san Francesco” è il tema della Festa di Avvenire di Grado, alle 21 del 26 giugno, nella piazza della basilica (mozzafiato) di Sant’Eufemia. Sul palco per la tradizionale chiacchierata d’estate il poeta Davide Rondoni, in dialogo con la giornalista di Avvenire Angela Calvini.
Verso la Gmg di Seul/1: qualche buon motivo per andarci
La prossima Giornata mondiale della Gioventù in programma a Seul (3-8 agosto 2027) è un viaggetto piuttosto impegnativo, ma può valere la pena cominciare a pensarci. Lo suggeriscono i giovani che hanno esperienza di altre Gmg. E raccontano com'è cambiata la loro vita.
Verso la Gmg di Seul/2: una preghiera per (e con) i giovani
Il Servizio nazionale di Pastorale giovanile della Cei rilancia la proposta degli organizzatori della Gmg del prossimo anno in Corea del Sud: “Un miliardo di decine del Rosario”.
Cinema: “Toy Story 5” ci interroga sullo strapotere degli schermi
Il nuovo film della saga Pixar (il primo della serie uscì nel 1995...) pone il tema della dipendenza dagli schermi di figli e genitori. Un tema importante, con lo stile sorridente: secondo la recensione dello scrittore Alessandro Zaccuri, una visione utile per chi ha a che fare con bambini e ragazzi. Per più di un motivo. (“Gutenberg”, l’inserto culturale di Avvenire, ha dedicato un numero monografico al nostro rapporto con i giocattoli).
Letture: com'è il nuovo libro di Emmanuele Carrère "Kolchoz"
Una recensione ragionata del romanzo nel quale il celebre scrittore francese racconta la storia del matrimonio dei suoi genitori, «con quel tanto di mistero che sempre conserva per i figli».  

Ciopìn

La media a scuola

di Lorenzo Galliani
Tre anni fa stravinse Luca, con una tesina sul Jazz nella quale definiva Louis Armstrong «un famosissimo trombone». Ma è ora di aggiornarsi: signore e signori, benvenuti agli Oscar degli esami di terza media. 
Miglior incipit a Davide, che ha deciso di portare il famosissimo compositore “Ciopìn”, facendo soffocare la prof di musica.Miglior costume a Samuele detto Samu. Si presenta in camicia e giacca per il suo esame e quando, poco dopo, torna in aula per assistere all’orale di un suo compagno, lo ritroviamo in braghini corti e canottiera. 
Migliore interpretazione a Gabriele. La prof di Francese gli chiede come mai non abbia portato la carpetta con i lavori svolti, lui risponde che ha dormito dalla nonna e non ha avuto tempo per passare di casa. Un futuro da politico assicurato. 
Premio per l’umiltà per Sofia. Chiede i voti degli scritti: «Guarda – risponde il coordinatore –, in Italiano hai preso 6, in Matematica 4 e nelle Lingue 5”. “Ah, pensavo peggio», risponde lei, che evidentemente si aspettava un meno dodici. Menzione d’onore per Antonio, che alla domanda: «Hai portato come tema l’ingiustizia, è molto interessante. Puoi spiegarci come mai l’hai scelto?», risponde, da maestro: «Ah, boh, così a caso». Chi ben comincia è a metà dell’opera. 
Targa originalità per Martina: «Ho portato come argomento Martin Luther King, perché se ne parla troppo poco». Ovviamente la sua era la 629esima presentazione della giornata su Martin Luther King.  
Miglior casting per Alice che ha deciso di chiamare per il suo orale giusto un paio di amiche, i genitori, i nonni, dodici cugini e l’intera popolazione della Basilicata. Per l’occasione, la scuola ha deciso di spostare l’esame al Circo Massimo. 
Miglior colonna sonora per Fabio: tre anni a studiare violino – che non è semplice, lo sappiamo bene – e dieci minuti di esecuzione nel vero senso del termine, nel senso di uccisione (la vittima si chiama Musica). Neanche una nota azzeccata in seicento secondi: non era facile. 
Ci sono stati anche esami senza strafalcioni ed esami meravigliosi nonostante gli strafalcioni. Prendere in giro gli studenti – sapendo che loro prendono in giro noi – è un modo per parlare di esami senza dire l’essenziale: e, cioè, che questi ragazzi ci mancheranno. Che non venga mai meno la nostra gratitudine verso loro. E verso Ciopìn.  

🗣️ Restiamo in contatto  

Si chiude qui il quinto numero di Ora Libera, la newsletter di Avvenire in collaborazione con il Servizio nazionale per l’Insegnamento della Religione Cattolica e l’Ufficio scuola della Cei che desidera informare, ispirare, connettere gli insegnanti di religione, ma non solo.
Siamo partiti da poco: se ti piace o ti interessa, falla conoscere. Se ancora non sei iscritto, procedi con il login, poi vai sul sito di Avvenire nella sezione “newsletter” e clicca su Ora Libera.
Hai una storia da raccontare o un tema da suggerire? Una domanda da farci o da porre a colleghi e colleghe di tutta Italia?📩 Scrivici a oralibera@avvenire.it 
Con l'estate anche noi rallentiamo un po': per non perderci completamente di vista torneremo da te venerdì 24 luglio, in versione "estiva".  

👋 Alla prossima!

— A questa newsletter hanno lavorato, in particolare, Massimo Dezzani, Marco Ferrando, Paolo Ferrario, Lorenzo Galliani, Nicoletta Martinelli, Francesco Ognibene, Costanza Oliva, Francesco Riccardi

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