Tutti al mare! Per aiutare
Giovani volontari alla Spiaggia dei Valori, accessibile anche alle persone con disabilità
La spiaggia di Punta Marina di Ravenna quest’estate si riempirà di seicento ragazzi. Non per fare il bagno e prendere il sole bensì per occuparsi di persone in condizioni di fragilità. Questo tratto di litorale da quasi dieci anni ospita la Spiaggia dei valori, uno stabilimento attrezzato che permette a persone con disabilità e malattie (anche gravi) di passare una vacanza al mare. Per rendere possibile la villeggiatura sono state predisposte passerelle speciali, gazebo al posto dei semplici ombrelloni, sollevatori e prese elettriche per alimentare i macchinari medici. Ma occorrono anche volontari, pronti a dare una mano. «Ogni anno – spiega la fondatrice Debora Donati – arrivano seicento ragazzi da parrocchie, associazioni, scuole e anche studenti dell’università di Bologna». Tra loro c’è Gaia Venturi, 25 anni, che dopo aver conosciuto la Spiaggia ha deciso di dedicarle la tesi in Medicina: «Ho scoperto che un’attività comune come andare al mare migliora la salute di chi è malato. E che si può essere felici anche nelle difficoltà»
Sotto l’ombrellone inclusivo
«Nel 2018 – spiega Debora – io e mio marito, malato di Sla, cercavamo una spiaggia adatta per andare al mare con le nostre tre bambine. Ne abbiamo trovata una in Puglia, a 800 chilometri da casa: abbiamo deciso di realizzarne una più vicina». Nasce così la Spiaggia dei Valori, che oggi offre cento ombrelloni comuni ma anche 18 postazioni per persone con disabilità gravi e 12 per chi è in condizioni più lievi. «Un’esigenza della nostra famiglia è diventata un’opportunità anche per tanti altri. E una ricchezza per i tanti volontari che ci aiutano»
Una spiaggia senza barriere
Per capire la Spiaggia dei Valori, Gaia non ha esitato a dedicare tutta la sua estate – da luglio a settembre – a frequentare il litorale: «Inizialmente non nascondo che è stata un’esperienza strana: a noi studenti di medicina di solito insegnano a tenere una certa distanza con i pazienti. Invece qui, con gli ospiti, è caduta ogni barriera: tutti mi hanno accolto e hanno lasciato un impatto importante su di me con le loro storie, insegnandomi la capacità di reagire e la voglia di sperimentare il mondo»
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 





