La lingua è bella perché è varia
Quando parliamo la precisione è importante avere un vocabolario ricco aiuta a esprimere meglio pensieri ed emozioni

Nessuno entrerebbe in gelateria chiedendo semplicemente un gelato. Che gelato? Ci si sentirebbe chiedere. Un cono, uno scodellino, un cornetto, un ghiacciolo, un semifreddo o che altro? Idem se si desidera una crostata, un ciambellone, un plum cake o una millefoglie: in pasticceria non chiederemmo soltanto un dolce. Quando parliamo, la precisione è importante. «Parlare bene è comunicare bene. Non esiste un numero ideale di parole per esprimersi al meglio, ma c’è una certezza e cioè che più ne conosciamo meglio viviamo. Non solo parleremo un italiano più corretto ma avremo rapporti migliori con le persone a cui ci rivolgiamo». La linguista Valeria Della Valle l’italiano lo studia, lo insegna e lo indaga da una vita, con la passione di chi ha a cuore una lingua viva, chiara e corretta. «Maneggiare una lingua così varia e ricca di significati e sfumature come l’italiano – spiega – significa poter discutere meglio di un argomento, possedere uno strumento utile a esprimere i propri pensieri, conoscere e difendere i diritti e raccontare i sentimenti. Al contrario quando ci mancano le parole, come succede a uno straniero che non conosce bene la nostra lingua, comunicare diventa difficile». Talvolta impossibile.
Parole da leggere, da imparare, da dire
Parlare, parlare, parlare. E leggere. I primi passi per arricchire il proprio personale dizionario sono questi: crescere in un mondo pieno di parole. Perché è come parliamo a dire chi siamo. «Chi più parla, meglio parla – racconta Valeria Della Valle – e chi si esprime poco, per timidezza, insicurezza o per altri motivi, rischia di non imparare parole nuove né di cogliere tante sfumature della comunicazione. Di conseguenza finirà per usare un linguaggio minimo, quello essenziale per sopravvivere e niente di più. Un tempo si diceva che per parlare e scrivere un italiano fluente bisognava impararlo leggendo i grandi romanzi classici. In realtà, oggi sappiamo che ci sono tanti altri maestri e che una competenza linguistica si acquisisce leggendo di tutto, i giornali, anche quelli sportivi, i fumetti, la pubblicità, i libri naturalmente. Anche quelli che vengono definiti romanzetti, che comunque esprimono un lessico vario, controllato e affatto sciatto». Valeria Della Valle segnala un altro rischio: «Chi ha poche parole per esprimersi ha meno possibilità di spiegare le proprie convinzioni e far valere le proprie ragioni, nel dialogo e nel confronto. E se non si sanno usare le parole giuste, si attinge ad altri mezzi, all’aggressività dei gesti e delle parole». Alle parole grosse, agli insulti, alla rissa.
Perché una scarpa non è solo una scarpa
Chiamare le cose con il proprio nome è un gesto di accuratezza e anche di amore per la lingua italiana, così ricca da offrire le parole più giuste per nominare con precisione la varietà e complessità delle cose del mondo. Perciò è prezioso questo dizionario illustrato, realizzato da Manon Bucciarelli, con oltre 800 parole e 50 tavole dedicate ad animali, piante, vestiti, veicoli, alimenti e strumenti, che insegna a distinguere. Questa non è una scarpa (La Margherita; 18 euro) entra nel vivo della molteplicità delle parole e del loro uso corretto. Perché chiamare semplicemente scarpa una ballerina, una decolleté, uno stivale texano o un infradito è un brutto impoverimento della lingua.
Per nonni e nipoti: grammatica in gioco
Due nonni, due nipoti e la grammatica della lingua italiana. Non un compito per le vacanze ma un gioco per l’estate progettato per coinvolgere i nonni a inoltrarsi con i nipoti nel labirinto delle parole, dall’alfabeto in su, tra vocali e consonanti, maiuscole e minuscole, articoli e nomi, singolari e plurali, aggettivi e verbi. Un’avventura tra le parole, come assicura il titolo di questo allegro volume pubblicato da ElectaKids (19,90 euro) che porta la firma eccellente di Giuseppe Patota linguista di fama. Garanzia di un viaggio non scolastico, lieve e giocoso alla scoperta della grammatica, fatto di racconti, filastrocche e consigli per i nonni, maestri estivi improvvisati. Un ripassino anche per loro.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 





