giovedì 25 marzo 2010
Nuovo audio del capo di Al Qaeda: se sarà giustiziato Khaled, imputato per gli attentati dell'11 settembre 2001, ogni statunitense preso in ostaggio morirà.
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«Uccideremo gli americani che cadranno nelle nostre mani se verranno giustiziati Khaled Sheikh Mahammed e i suoi compagni». È questa la minaccia contenuta in un nuovo messaggio audio del leader di al-Qaeda, Osama Benladen, secondo quanto ha anticipato poco fa la tv araba 'al-Jazeerà. Khaled Sheikh Mohammed è considerato il regista degli attentati dell'11 settembre ed è sotto processo negli Stati Uniti.«Risponderemo con un'azione analoga, uccidendo qualsiasi prigioniero americano si trovi nelle nostre mani, se saranno condannati a morte Khaled Mohammed Sheikh e i suoi compagni», afferma Benladen nel nuovo messaggio audio diffuso dalla "al-Jazeera". «Oh popolo americano, questo mio messaggio riguarda i nostri prigionieri che sono ancora nelle vostre mani - spiega il terrorista saudita - la vostra Amministrazione segue i passi dei suoi predecessori e prosegue la guerra in Afghanistan. Per questo vi diciamo che il giorno in cui gli Stati Uniti dovessero prendere la decisione di uccidere Khaled Sheikh Mohammed e i suoi compagni deciderebbero anche l'uccisione degli americani che finiscono nelle nostre mani». «Il padrone della Casa Bianca sta proseguendo sui passi dei suoi predecessori in molte questioni - afferma ancora Bin Laden nella registrazione audio - alzando il livello dello scontro in Afghanistan e aumentando l'oppressione nei confronti dei nostri detenuti e in particolare dell'eroe Khaled Sheikh Muhammed». Il leader di al-Qaeda minaccia quindi di colpire ancora gli Stati Uniti, ribadendo le accuse al presidente Barack Obama di non aver cambiato la sua politica nei confronti del mondo musulmano. «Il padrone della Casa Bianca continua a opprimerci, in particolare aiutando gli israeliani a occupare la nostra terra che è la Palestina - conclude - Pensavano che gli Stati Uniti si trovassero in un continente al riparo dalla rabbia degli oppressi fino a quando non c'è stato l'11 settembre. La cosa più giusta è rispondere con la stessa moneta, perchè la via della guerra è segnata».
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