mercoledì 3 marzo 2010
Mentre il bilancio del tremendo sisma che ha colpito il Cile è salito a 799 morti accertati, nel Paese sudamericano cominciano ad arrivare i primi aiuti internazionali. Messaggio di solidarietà dalla presidenza dei vescovi italiani, che annuncia lo stanziamento di 1 milione di euro per le prime necessità.
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La presidenza della Cei esprime oggi "la propria vicinanza alla popolazione, vittima del violentissimo sisma e dell'impressionante sequenza di scosse, che hanno seminato morte, sofferenza e distruzione, mettendo in ginocchio il Cile" e annuncia, con un comunicato, lo stanziamento di un milione di euro dai fondi derivanti dall'Otto per mille per far fronte alle prime emergenze e ai bisogni essenziali delle persone colpite dal terremoto. La Cei invita anche le comunità ecclesiali a pregare"per coloro che sono stati colpiti dal tragico evento e a sostenere le iniziative di solidarietà promosse dalla Caritas italiana con l'obiettivo di alleviare le sofferenze di quella popolazione". L'apposito Comitato per gli interventi caritativi a favore del Terzo Mondo provvederà all'erogazione della somma stanziata, accogliendo le richieste, che gli stanno pervenendo o gli perverranno, direttamente sostenendo progetti di enti ecclesiali locali, che operano in collegamento con le istituzioni caritative della Conferenza episcopale o delle diocesi del luogo.A quattro giorni dal sesto più grande terremoto mai registrato nella storia, il Cile comincia ora a raccogliere i primi aiuti internazionali. Hillary Clinton è atterrata a Santiago per offrire il sostegno degli Stati Uniti. Il segretario di Stato Usa, che è in America Latina per un tour che è cominciato ieri a Montevideo, dove ha partecipato all’insediamento del presidente uruguaiano Josè Mujica, è arrivata in Cile portando con sé uno stock di cellulari satellitari. «Questo è quanto sul momento potevamo caricare sull’aereo – ha commentato la Clinton –. Ma certamente i nostri aiuti nei prossimi giorni saranno ben più consistenti». Il governo cileno, guidato dal presidente uscente Michelle Bachelet, ha accettato dagli Stati Uniti un ospedale da campo e attrezzature per la purificazione dell’acqua. L’Unione Europea si è detta pronta a stanziare per l’emergenza terremoto quattro milioni di dollari, il Giappone tre milioni e la Cina un milione. Intanto nella zona costiera meridionale del Paese, quella più danneggiata dal terremoto, sono arrivati dei Tir con 400 derrate di generi alimentari di prima necessità, mentre dal porto di Valparaiso sono partite le navi Valdivià e Rancaguà, che trasportano, oltre a medicine e oltre due tonnellate di generi alimentari, anche due elicotteri ed apparecchiature per rimuovere detriti e macerie. «Siamo grati alla comunità internazionale per la solidarietà che ci ha manifestato», ha subito ringraziato il presidente eletto Sebastián Piñera.Che gran parte degli aiuti siano diretti nella zona costiera vicino a Concepcion non è naturalmente casuale. Questa è la zona dove il sisma di 8,8 gradi della scala Richter di sabato scorso ha fatto più vittime: oltre la metà de gli oltre 763 morti finora ufficialmente accertati si è registrata proprio in quest’area. «La situazione della zona vicina a Concepcion – ha dichiarato il presidente eletto Sebastian Piñera, che si insedierà il prossimo 11 marzo – è purtroppo peggiore di quello che ci si poteva aspettare». Ai danni del terremoto, tra l’altro, si sono aggiunti quelli del successivo maremoto, che si è abbattuto sulle località costiere domenica scorsa dopo che le autorità cilene avevano sottovalutato il problema. Per ora non si registrano vittime di questo tsunami. Ma ad Orrego, di fronte a Constitucion, conosciuta nel posto semplicemente come “la isla” risultano 300 turisti dispersi nello tsunami che sabato scorso ha devastato diversi tratti della costa del centro-sud del Cile. Si sono salvate solo otto persone salite sulla cima di un albero che si trova nel punto più alto della “isla”, ha scritto il quotidiano El Mercurio, ricordando che una ventina di minuti dopo il terremoto di sabato notte, su Orrego si sono abbattute tre onde, l’ultima della quale alta dieci metri.Fortunatamente la Marina era riuscita a dare l’allarme permettendo a gran parte della popolazione di fuggire. Ma è molto probabile che, continuando nelle ricerche, si scoprano nuove vittime. Intanto a Concepcion al problema della devastazione si è affiancato stabilmente quello dei tumulti. I negozi continuano ad essere colpiti da atti di sciacallaggio, intere famiglie spinte dalla fame e dalla disperazione. Negli unici due supermercati della città rimasti aperti si registrano file enormi. Un terzo supermercato è stato invece incendiato, mentre alcuni, approfittano del caos costringendo chi si muove in auto a pagare un pedaggio per poter transitare nelle strade principali della città. «Il governo ha mandato qui l’esercito per mantenere l’ordine – ha dichiarato Eugenia Vissana, una donna di Concepcion il cui figlio è nella triste lista dei desaparecidos –, ma il ritardo con cui a volte arrivano gli aiuti facilitano la delinquenza». Il governo di Michelle Bachelet non ha comunque nessuna intenzione di dare partita vinta al caos. Sono stati inviati altri soldati nella zona, che fra poco conterà sull’apporto di un totale di 7mila militari muniti di carri armati. Intanto il coprifuoco è stato esteso dalle ore 20 a mezzogiorno, ed è stato decretato anche per le località vicine di Talca, Cauquenes e Constitucion. «Mi appello alla coscienza di tutti i cileni – ha dichiarato la responsabile della Protezione civile Carmen Fernandez –. Non possiamo accettare che in questa situazione l’opportunismo e la criminalità prevalgano». La situazione è invece decisamente migliore nella capitale Santiago, dove finora sono state registrate non più di una quarantina di vittime e forse già domani potrebbe riaprire l’aeroporto internazionale. Un’altra notizia positiva riguarda l’economia del Paese. Anche se la stima fatta dal neopresidente Sebastián Piñera indica in 30 miliardi di dollari il costo del terremoto (in pratica il 15% del Prodotto interno lordo del Paese), gli economisti sono concordi nel dire che il Paese può contare su una buona liquidità, grazie a una legislazione previdente che obbliga il governo a mettere da parte ogni anno l´1% del suo Pil come riserva per i momenti difficili. L’economia, poi, è uscita dalla crisi e per quest’anno ci si aspetta un aumento del Pil del 5,5%. Il terribile terremoto di sabato scorso ha devastato il Cile. Ma pare non poterne fermare il cammino verso lo sviluppo.Bilancio a 799 morti. È salito a 799 morti il bilancio del terremoto che ha colpito il Cile sabato scorso. Lo ha riferito la Protezione civile. Le vittime nella regione meridionale di Maule sono 587; nella regione di Bio Bio sono morte 92 persone, 48 a ÒHiggins, 38 nell'area metropolitana di Santiago, 20 a Valparaiso e 14 in Araucania. "Credo che il numero dei  morti aumenterà, visto quanto ho visto sul terreno. Nel caso dello tsunami, il mare sta restituendo ora i corpi, e in  qualche caso non li restituirà mai": lo ha detto la presidente del Cile Michelle Bachelet in un'intervista ad una radio, tracciando un bilancio sul terremoto di sabato nel paese.
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