Oltre 160 fedeli rapiti in due chiese nel nord della Nigeria
di Redazione
"Gli aggressori sono arrivati in massa, hanno bloccato l'ingresso delle chiese e hanno costretto i fedeli a rifugiarsi nella boscaglia", ha raccontato il reverendo Joseph Hayab
Oltre 160 fedeli cristiani sono stati rapiti ieri nel corso di un attacco da parte di bande armate che hanno preso di mira due chiese in un remoto villaggio nello stato di Kaduna, nel nord della Nigeria. Lo hanno reso noto un pastore cristiano e la sicurezza delle Nazioni Unite. Il Paese più popoloso dell'Africa ha assistito a una recrudescenza dei rapimenti di massa da novembre, spingendo il governo degli Stati Uniti a lanciare attacchi militari il giorno di Natale nello stato di Sokoto, nel nord-ovest. Il presidente Trump ha accusato i gruppi armati nigeriani di perseguitare i cristiani, che ha descritto vittime di "genocidio".
"Gli aggressori sono arrivati in massa, hanno bloccato l'ingresso delle chiese e hanno costretto i fedeli a rifugiarsi nella boscaglia", ha raccontato il reverendo Joseph Hayab, capo dell'Associazione Cristiana della Nigeria per il nord del Paese, parlando delle violenze avvenute ieri. "Il numero effettivo di persone rapite era 172, ma nove sono fuggite, quindi 163 sono con loro", ha precisato.
E proprio oggi è giunta la notizia della liberazione dopo due mesi di prigione di padre Bobbo Paschal, parroco della chiesa parrocchiale di Santo Stefano nell'area di governo locale (LGA) Kushe Gudgu Kagarko, nello Stato di Kaduna (nel centro-nord della Nigeria) rapito nella residenza parrocchiale nelle prime ore del 17 novembre. Nell'assalto i banditi avevano ucciso il fratello del sacerdote. Fides riferisca che la sua liberazione è stata confermata con un comunicato dall'arcidiocesi di Kaduna, firmato dal cancelliere padre Christian Okewu Emmanuel secondo il quale il sacerdote è stato rilasciato sano e salvo il 17 gennaio. Monsignor Matthew Man-Oso Ndagoso, arcivescovo di Kaduna ha ringraziato le agenzie di sicurezza, i parrocchiani e a cittadini che hanno agito e pregato per la liberazione di padre Paschal. A poche ore dal suo rapimento su alcuni canali social era stata diffusa la notizia falsa della morte del sacerdote, poi smentita ufficialmente dall'arcidiocesi di Kaduna. Le circostanze e le modalità della liberazione di padre Paschal non sono al momento note.
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