«Io, vescovo in Nigeria, vi dico che è in corso un genocidio dei cristiani»

di Paolo Lambruschi, inviato a Makurdi (Nigeria)
Monsignor Wilfred Anagbe guida la diocesi di Makurdi, nel sud est del Paese africano, dal 2015. «I terroristi Fulani cercano i contadini casa per casa, bruciano i villaggi e cacciano le persone dalle campagne. Rompiamo la cospirazione del silenzio»
January 19, 2026
«Io, vescovo in Nigeria, vi dico che è in corso un genocidio dei cristiani»
Monsignor Wilfred Anagbe, vescovo della diocesi di Makurdi, in Nigeria
«Non ho paura a chiamarlo genocidio dei cristiani. Sono stati uccisi migliaia di cristiani e decine di migliaia sono stati scacciati dalle campagne. La diocesi ha perso 21 parrocchie in villaggi rurali non più accessibili perché dopo gli attacchi dei terroristi sono arrivati i Fulani dalla Nigeria e da altri paesi a sostituire i contadini cristiani». Wilfred Anagbe, 60 anni, vescovo di Makurdi dal 2015 definisce senza esitazioni quel che la sua comunità sta vivendo nello Stato di Benue e nella sua diocesi dove il primo campo per sfollati è stato aperto nel 2001. In un discorso al Parlamento Europeo nell’ottobre 2022, Anagbe aveva paragonato la situazione dei cristiani nel Paese a «una Jihad avvolta con molti nomi: terrorismo, rapimenti, pastori assassini, banditismo, altri gruppi di milizie» e ha invitato la comunità internazionale ad abbandonare la “cospirazione del silenzio”. Non tutti i vescovi nigeriani condividono la sua posizione, ma lui non polemizza e prova a dare voce al dramma dimenticato della sua gente.
Che situazione vede a Makurdi?
Terribile. C’è secondo me un'agenda chiara e pianificata per islamizzare la Nigeria centrale a partire da qui, dove la maggioranza della popolazione è cristiana, per cambiare la demografia, con attacchi sistematici dei terroristi Fulani. Lo schema è lo stesso, con villaggi saccheggiati e bruciati e i contadini cristiani uccisi, cercati casa per casa. Gli attacchi negli ultimi anni sono aumentati e i campi per sfollati aperti dallo stato regionale si sono riempiti. Eppure sento ancora parlare di mutamenti climatici, scontri tra pastori e contadini, e banditismo. Ma allora perché avvengono i massacri e perché le terre non vengono restituite dallo stato federale a comunità che vogliono solo vivere in pace? E in quale Paese si uccide per i cambiamenti del clima? Ci sono diversi gruppi terroristici in Nigeria a partire da Boko Haram, tutti hanno la stessa agenda che prevede rapimenti, stupri e uccisioni di cristiani. Ma l’Occidente, l’Europa, non vuole capirlo.
Quando è cominciata l’escalation jihadista nel territorio del Benue?
Nel 2018, quando ci sono stati oltre 70 contadini uccisi mentre in un attacco nel villaggio di Mbalom durante un funerale sono state ammazzate 16 persone, tra cui due sacerdoti. Il governatore di allora chiese giustizia e lo stato federale reagì, ma non è cambiato nulla. Le terre non sono mai state restituite. Circa 2.600 persone, per lo più donne e bambini, sono state uccise dopo attacchi a 50 comunità di Benue tra gennaio 2023 e febbraio 2024, secondo Amnesty International. E nel 2025 le cose sono andate peggio. Benue viene definita “cestino alimentare della nazione” e ora la produzione agricola è in crisi.
Ma se c’è una persecuzione religiosa, come mai il governatore dello stato dal 2023 è il prete cattolico (oggi sospeso a divinis, ndr) Hyacint Alia, popolare per le sue guarigioni?
Alia ha scelto di rinunciare al sacerdozio scendendo in politica e si è allineato alla narrazione politicamente corretta del suo partito, quello del presidente federale Tinubu. Dovrebbe almeno umanizzare le condizioni dei campi .
Come vivono gli sfollati?
La situazione è intollerabile. Si sta diffondendo la prostituzione anche minorile, la tratta anche di bambini che qui non vanno a scuola. Ci sono famiglie che hanno venduto un figlio per sfamare g li altri. La diocesi fa quel che può. Mancano gli aiuti, c’è malnutrizione, ci sono malattie. Gli sfollati faticano a trovare lavoro, devono tornare presto alle loro terre. Chiediamo aiuto per avviare ad esempio cure per disturbi post traumatici e assistenza psicologica a chi ha perso i familiari.

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