In Nigeria è terrore con un'altra strage di 200 persone in due attacchi jihadisti

Nel mirino un villaggio dello Stato di Kwara dove le scuole, chiuse da settimane per l’insicurezza, erano appena state riaperte. Raid pure nello Stato di Katsina. In arrivo militari statunitensi
February 4, 2026
In Nigeria è terrore con un'altra strage di 200 persone in due attacchi jihadisti
Fosse comuni dopo un attacco sanguinoso sferrato da una milizia armata nello Stato nigeriano di Katsina, il 4 febbraio, in un fotogramma tratto da un video / Reuters TV/via REUTERS
Almeno 170 persone sono state uccise in un attacco condotto da uomini armati contro gli abitanti di Woro, un remoto villaggio nello Stato di Kwara, nella Nigeria centrale. Lo ha riferito a Reuters un legislatore locale, Saidu Baba Ahmed, mentre le autorità e i soldati continuavano a setacciare la boscaglia circostante alla ricerca dei sopravvissuti. L’assalto, confermato dalla Croce Rossa, è il più sanguinoso registrato quest’anno nel distretto al confine con lo Stato federale del Niger, un’area sempre più nel mirino di bande armate e jihadisti che fanno irruzione nei centri abitati, rapiscono i residenti e saccheggiano il bestiame.
L’aggressione, questa è la ricostruzione di Ahmed, è avvenuta martedì. Gli uomini armati arrivati a Woro hanno radunato gli abitanti, gli hanno legato le mani dietro la schiena e li hanno infine trucidati. Poi sono passati a incendiare case e negozi. Diverse persone, alcune ferite, sarebbero riuscite a fuggire nella boscaglia circostante. «Mentre parlo, mi trovo nel villaggio insieme al personale militare, a sistemare i corpi», ha raccontato con la voce rotta Ahmed.
Il portavoce della polizia statale, Adetoun Ejire-Adeyem, ha confermato le operazione di ricerca e soccorso disposte nell’area ma non ha fornito dettagli né sul numero esatto delle vittime né sulla matrice dell’assalto. Secondo alcuni testimoni raggiunti da Reuters, gli aggressori erano jihadisti che spesso predicavano nel villaggio e che avevano chiesto agli abitanti di rinunciare alla loro fedeltà allo Stato nigeriano e di adottare la Sharia, la legge islamica. Al «no» della popolazione sarebbe stato aperto il fuoco. Secondo alcuni analisti il massacro è stato effettuato dalla fazione Jas di Boko Haram permeata nel Paese.
Il governatore dello Stato di Kwara, AbdulRahman AbdulRazaq, ha parlato dell’accaduto come di «una codarda» reazione di alcune «cellule terroristiche alle campagne antiterrorismo in corso» in alcune zone dello Stato. L’alto livello di insicurezza aveva costretto le autorità a imporre il coprifuoco e a chiudere le scuole per diverse settimane prima di ordinarne, lunedì, la riapertura.
La Nigeria è alle prese con molteplici crisi interconnesse, tra cui un’insurrezione jihadista nel Nord-est e nel Nord-ovest, un aumento dei saccheggi e dei rapimenti a scopo di riscatto da parte di gruppi di banditi nelle regioni nord-occidentali e centro-settentrionali, e una persistente violenza intercomunitaria negli Stati centrali. In un attacco separato, martedì, uomini armati hanno ucciso almeno 13 persone anche nel villaggio di Doma, nell’area di Faskari, nello Stato di Katsina, nel Nord-ovest. La scorsa settimana, ancora, estremisti armati nel Nord-est hanno ucciso almeno 36 persone in attacchi separati contro un cantiere e una base dell’esercito. Il bilancio dell’ultima ondata di terrore supera in tutto le 200 vittime.
Anche la Casa Bianca, preoccupata per le penetrazioni dal Sahel, è intervenuta contro i frequenti raid jihadisti nel Paese. A dicembre, il presidente Donald Trump, ordinò un «potente e letale attacco contro l’Isis nella Nigeria nordoccidentale», mosso anche dall’idea, smentita dal governo di Abuja, che i cristiani siano vittime di un «genocidio» perpetrato dai terroristi. Martedì, gli Usa hanno annunciato il dispiegamento nel Paese di una «piccola squadra» di personale militare.

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