martedì 2 maggio 2017
A Caracas la folla è stata dispersa con i gas lacrimogeni. Sei Paesi latino-americani aderiscono all'appello di papa Francesco
Scontri nei cortei anti Maduro a Caracas: in Venezuela le proteste vanno avanti da un mese (Ansa)

Scontri nei cortei anti Maduro a Caracas: in Venezuela le proteste vanno avanti da un mese (Ansa)

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Migliaia di persone sono nuovamente scese in piazza ieri in Venezuela per protestare contro il governo del presidente Nicolas Maduro. Le manifestazioni anti Maduro vanno avanti ormai da un mese e sono spesso sfociate nella violenza: si sono già contati 30 morti.

L'APPELLO DEL PAPA «In Venezuela cessi la violenza»

Gli scontri del Primo maggio

A Caracas uno dei cortei indetti per il Primo maggio, partito dalla zona ovest della città, è sfociato in violenti scontri con le forze dell'ordine quando i manifestanti hanno cercato di raggiungere, superando i blocchi degli agenti in assetto antisommossa, l'ufficio delle commissione elettorale nazionale e la sede della Corte Suprema: la folla è stata dispersa con gas lacrimogeni. Negli scontri è rimasto ferito un deputato dell'opposizione. Lo stesso è avvenuto con il corteo che partiva dalla zona est della capitale: quando i manifestanti hanno cercato di entrare in una delle strade principali gli agenti hanno cominciato a usare lacrimogeni per allontanarli.

Manifestazione del Primo maggio a Caracas, contro il governo di Maduro (LaPresse)

Manifestazione del Primo maggio a Caracas, contro il governo di Maduro (LaPresse) - LaPresse

Maduro annuncia una Costituente

Parlando in occasione della tradizionale sfilata della Festa dei Lavoratori organizzata nel centro di Caracas, il presidente Nicolas Maduro ha annunciato ieri il voto per una nuova Assemblea costituente "della classe operaia". "Sto parlando di una Costituente profondamente operaia, decisamente operaia, che appartenga profondamente alle comune", ha dichiarato.

Un blindato della polizia cerca di tenere sotto controllo inneschi di incendi lungo i cortei di protesta (LaPresse)

Un blindato della polizia cerca di tenere sotto controllo inneschi di incendi lungo i cortei di protesta (LaPresse) - LaPresse

Sei Paesi latino-americani: aderiamo all'appello del Papa

Dopo l'appello di papa Francesco perché cessi la violenza in Venezuela, oggi il ministero degli Esteri argentino ha diffuso una nota in cui si dichiara che "i governi di Argentina, Brasile, Cile, Colombia, Costa Rica, Perù, Paraguay e Uruguay aderiscono alle espressioni di Sau Santità Papa Francesco pronunciate nelle ultime ore, in relazione alla situazione che vive il Venezuela". "Come ha sottolineato il Sommo Pontefice - prosegue la nota - è imprescindibile avere 'condizioni molto chiare' per un esito negoziato dalla crisi politica, economica e umanitaria che vive questo paese fratello. Con questo sentimento, concordiamo con Papa Francesco che 'tutto quello che si può fare per il Venezuela va fatto, ma con le garanzie necessariè, per cui ribadiamo che è necessario la fine degli atti di violenza, la piena affermazione dello Stato di diritto, la liberazione dei detenuti politici, la piena restituzione delle prerogative alla Assemblea nazionale, e la definizione di un cronogramma elettorale".

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