giovedì 4 agosto 2016
​Sarà verde e spettacolare. La grande musica brasiliana e 12 scuole di samba. In regia Marco Balich, l’uomo dell’Albero della Vita di Expo. Appuntamento alla mezzanotte di venerdi (Alberto Caprotti)
A Rio de Janeiro la grande cerimonia d'apertura delle olimpiadi
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Musica, natura, ecologia, un richiamo forte alla conservazione del pianeta: sarà una Cerimonia molto “verde” quella che venerdì sera (alle ore 19 di Rio de Janeiro, mezzanotte in Italia) aprirà ufficialmente la XXXI edizione dei Giochi Olimpici, la prima della storia in Sudamerica. Il copione è segreto, ma ognuno dei 10.500 atleti che sfileranno allo stadio Maracanà, porterà in mano un seme per piantare un albero. Prima e dopo l’accensione della fiaccola olimpica, con Pelè quasi certamente ultimo tedoforo, varrà dato spazio anche alla voce delle favelas: Elsa Soares con le sue melodie roche, ma anche l’omaggio a Tom Jobin e alla sua ragazza di Ipanema, il Pais Tropical di Regina Casè, il pop di Jorge Ben, la bossa nova, Vinicius de Moraes, l’esibizione di 12 scuole di samba, 15 mila ballerini. L’idea della storia che guarda a “un mondo nuovo”, come recita lo slogan che il Cio ha appiccicato addosso a questa edizione. Senza spiegare bene di che mondo si tratti. Da tradizione, la Grecia aprirà la sfilata. Poi tutti gli altri Paesi in ordine alfabetico. L’Italia è il numero 101, arriverà a metà Cerimonia, con Federica Pellegrini a portare la bandiera. Aspetteremo la squadra senza Patria dei rifugiati, riuniti sotto la bandiera neutra del Cio. La Palestina che sfila senza le sue giacche d’ordinanza bloccate per dispetto insieme al materiale d’allenamento alla dogana di Israele. La prima volta in assoluto del Kosovo. La seconda del Brunei: ancora con un solo atleta in gara ma con cinque dirigenti al seguito. Fino all’esplosione finale, l’ultimo fuoco d’artificio che illuminerà la notte di Rio. Marco Balich, l’uomo dell’Albero della Vita di Expo, l’italiano che è il produttore esecutivo della Cerimonia, ne ha viste e confezionate altre e promette che sarà bellissima: “Il Brasile – dice – esprimerà la gioia di vivere e contemporaneamente darà un messaggio sul futuro del pianeta. Vogliamo offrire una prospettiva lontana dagli stereotipi. Il disagio sociale qui è molto forte, ma questo evento potrebbe essere una grande iniezione di autostima dopo tanti anni di difficoltà. Basta con il gigantismo di altre edizioni, fuori dal tempo e dalla realtà di oggi. Questa apertura di Olimpiade sarà diversa, più delicata, a misura di uomini semplici e di sentimenti veri…”.
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