giovedì 6 luglio 2017
La terribile vicenda che stanno vivendo i genitori del piccolo Charlie riaccende il dibattito in Gran Bretagna su chi dovrebbe avere l’ultima parola sulla vita di un bambino malato
«Rapito» e guarito. I genitori lo portarono a curarsi a Praga
COMMENTA E CONDIVIDI

La terribile vicenda che stanno vivendo i genitori del piccolo Charlie riaccende il dibattito in Gran Bretagna su chi dovrebbe avere l’ultima parola sulla vita di un bambino malato, anche in condizioni estreme come il piccolo di 11 mesi ricoverato a Londra. Un dibattito che nel 2014 dominò l’opinione pubblica e i media quando i genitori di un altro bambino malato - all’epoca aveva 5 anni, Ashya King - decisero di portarlo via dall’ospedale di Southampton senza il consenso dei medici.

Volevano portarlo a Praga per curare il suo tumore al cervello con una terapia alternativa che non era disponibile in Gran Bretagna. Brett e Naghemeh King vennero arrestati a Malaga, in Spagna, con l’accusa di aver "trascurato" il figlio. Furono trattati come "sequestratori" del bimbo. Le accuse furono poi cancellate e i coniugi ricevettero il permesso di portare Ashya a Praga dove fu sottoposto alla terapia.

Il bambino oggi sta bene, ha sconfitto il cancro e frequenta quotidianamente la scuola come ogni altro studente della sua età. «Ci sentimmo completamente abbandonati dall’ospedale – racconta oggi la mamma – e le accuse di maltrattamenti furono le più dure da digerire». La "protonterapia" sarà presto disponibile anche in Gran Bretagna e attualmente sono in costruzione tre centri finanziati da Proton Partners International: accetteranno pazienti della Sanità sia pubblica che privata.

© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: