sabato 16 novembre 2019
Le vittime a Sacaba, nel centro del Paese, negli scontri tra forze di sicurezza e sostenitori del presidente dimissionario ed esule Evo Morales che accusa la polizia di non difendere la popolazione
Gli scontri a Sacaba (Ansa)

Gli scontri a Sacaba (Ansa)

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La Bolivia è ormai sull'orlo della guerra civile, a un passo dal conflitto etnico che sta già cominciando a dilaniare il Paese a poche ore dalla fuga del presidente Evo Morales. Ed è di almeno otto morti il bilancio degli scontri a Sacaba, in Bolivia, tra forze di sicurezza e sostenitori del presidente dimissionario Evo Morales. Lo ha denunciato il rappresentante del Difensore del popolo di Cochabamba, Nelson Cox, secondo quanto riporta il giornale “Opinion”. Cox ha precisato che si contano anche 115 feriti negli scontri tra forze di sicurezza e coltivatori di coca, schierati con Morales. Sacaba si trova nel dipartimento di Cochabamba, nel centro del Paese.

Un arresto a Sacaba, nel dipartimento di Cochabamba, nel centro del Paese (Ansa)

Un arresto a Sacaba, nel dipartimento di Cochabamba, nel centro del Paese (Ansa)

la reazione dei cocaleros davanti alla polizia (Ansa)

la reazione dei cocaleros davanti alla polizia (Ansa)

Evo Morales, dall'esilio messicano, condanna invece le violenze e chiede alle forze di sicurezza di "fermare il massacro". "Condanno e denuncio davanti a mondo che il regime golpista, che ha preso il potere con un assalto nella mia amata Bolivia, reprime con le armi delle forze armate e della polizia il popolo che reclama la pacificazione e il ripristino dello stato di diritto - ha twittato il presidente dimissionario - Ora uccidono i nostri fratelli a Sacaba, a Cochabamba".

I reparti antisommossa a Sacaba (Ansa)

I reparti antisommossa a Sacaba (Ansa)

Lo scointro tra manifestanti e polizia a Sacaba (Ansa)

Lo scointro tra manifestanti e polizia a Sacaba (Ansa)

"Chiediamo alle forze armate e alla polizia di fermare il massacro - ha aggiunto - Le divise delle istituzioni della patria non possono macchiarsi con il sangue del nostro popolo". Morales è stato costretto domenica scorsa a dimettersi e si è rifugiato in Messico, denunciando un golpe.


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