giovedì 4 ottobre 2018
Il presidente della Repubblica emana il decreto su sicurezza e immigrazione. E al premier Conte cita l'articolo 10 sul diritto d'asilo
Il presidente Mattarella con il premier Conte (ANSA/Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Il presidente Mattarella con il premier Conte (ANSA/Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha emanato il decreto legge in materia di Sicurezza e Immigrazione e ha contestualmente inviato una lettera al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. (QUI LA LETTERA DEL QUIRINALE)

"Signor presidente, in data odierna ho emanato il decreto legge recante: "Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica nonché misure per la funzionalità del Ministero dell'interno e l'organizzazione e il funzionamento dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata"" si legge nella lettera.

"Al riguardo - prosegue Mattarella - avverto l'obbligo di sottolineare che, in materia, come affermato nella Relazione di accompagnamento al decreto, restano "fermi gli obblighi costituzionali e internazionali dello Stato", pur se non espressamente richiamati nel testo normativo, e, in particolare, quanto direttamente disposto dall'art. 10 della Costituzione e quanto discende dagli impegni internazionali assunti dall'Italia".

L'articolo 10 della Costituzione espressamente richiamato dal presidente Sergio Mattarella nella lettera a Conte recita: "L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute. La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali. Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge. Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici".

In una diretta Facebook, il ministro dell'Interno Salvini ha esultato per la firma di Mattarella. "Finalmente dopo tre mesi di lavoro, incontri, ascolto, confronto, anche insulti, minacce e bugie, abbiamo il decreto di quel cattivone di Salvini firmato dal presidente della Repubblica. La settimana prossima il Parlamento - ha aggiunto - comincerà a discutere, migliorare e soprattutto votare queste decine di articoli che porteranno più sicurezza sulle strade italiane". E poi: "L'ho spiegato a Mattarella, rispettiamo la Costituzione, le convenzioni e i trattati internazionali ma non possiamo passare per fessi". "Ci sarà qualche vescovo che no, ma, i diritti, i doveri, le garanzie e i trattati. È nostro dovere accogliere ma, come insegna il catechismo, nei limiti del possibile. E in alcune città italiane i limiti del possibile sono già stati ampiamente superati. Quindi, porti chiusi e cuore aperti". Infine, in dialetto milanese: 'Ciapa lì e porta a cà".

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