lunedì 15 aprile 2019
L'invito ai ragazzi nella Giornata della gioventù: pregate per la pace in Terra Santa. In settimana il probabile incontro con l'attivista ambientalista 16enne Greta
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Attenzione alla mondanità spirituale, "maggior pericolo e tentazione più perfida che minaccia la Chiesa". Papa Francesco ieri, durante la celebrazione della Domenica delle Palme ha elevato ancora una volta il suo no ai trionfalismi e invitato i moltissimi ragazzi presenti, in occasione della ricorrenza diocesana della XXXIV Giornata della Gioventù a non vergognarsi nel manifestare l'entusiasmo per Gesù.

Il tutto mentre la sedicenne ambientalista svedese, Greta Thunberg, diventata simbolo della lotta ai cambiamenti climatici, annuncia via Twitter di essere in viaggio verso Roma (parteciperà venerdì allo sciopero per il clima in piazza del Popolo, ndr), dove vedrà anche papa Francesco. Da tempo si parlava di una presenza nella Capitale dell'attivista e in molti si sono attivati affinché la giovane possa essere ricevuta in udienza dal Pontefice la cui enciclica "Laudato sì" è uno dei documenti alla base dell'impegno di Greta in favore della cura e protezione dell'ambiente, del clima e degli ecosistemi. L'incontro con il Papa potrebbe essere mercoledì 17 aprile, giorno dell'Udienza generale.

Tornando alla celebrazione della Domenica delle Palme, Francesco ha ribadito il suo no al trionfalismo che "cerca di avvicinare la meta per mezzo di scorciatoie, di falsi compromessi. Punta a salire sul carro del vincitore. Il trionfalismo vive di gesti e di parole che però - afferma il Papa - non sono passati attraverso il crogiolo della croce; si alimenta del confronto con gli altri giudicandoli sempre peggiori, difettosi, falliti.... Una forma sottile di trionfalismo è la mondanità spirituale, che è il maggior pericolo, la tentazione più perfida che minaccia la Chiesa", sottolinea citando il gesuita cardinale Henri de Lubac che nel suo libro Meditazioni sulla Chiesa riprende la frase 'mondanità spirituale' del benedettino dom Anscar Vonier.

Per il Pontefice "nei momenti di oscurità e grande tribolazione" bisogna "avere il coraggio di tacere, purché sia un tacere mite e non rancoroso". Questa mitezza, precisa, "ci farà apparire ancora più deboli, più umiliati, e allora il demonio, prendendo coraggio, uscirà allo scoperto. Bisognerà resistergli in silenzio, 'mantenendo la posizione'". Occorre avere pace nel cuore che "non è distacco, non è impassibilità o superomismo, ma è abbandono fiducioso al Padre e alla sua volontà di salvezza, di vita, di misericordia", perché con la Croce "non si può negoziare, o la si abbraccia o la si rifiuta".

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Ai ragazzi quindi l'invito di ricordare i giovani santi, "specialmente quelli 'della porta accanto'", di non vergognarsi di manifestare entusiasmo verso Gesù, e di non avere paura "di seguirlo sulla via della croce". Alla fine della celebrazione, prima dell'Angelus, è stato donato a tutti i presenti in piazza un rosario e Francesco ha esortato a pregare per la pace, "in modo particolare per la pace in Terra Santa e in Medio Oriente". E un ultimo invito sempre ai giovani: "Vivere nella quotidianità le indicazioni della recente Esortazione apostolica Christus vivit", testo nel quale ogni ragazzo "può trovare spunti fecondi per la propria vita e il proprio cammino di crescita nella fede e nel servizio ai fratelli".

Eccezionale la presenza dei fedeli: 50mila in piazza San Pietro al momento dell'Angelus-


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