venerdì 30 luglio 2010
A Grenoble, il presidente francese ha annunciato un nuovo pacchetto di misure sulla sicurezza. Ai criminali «nati all'estero» che attenteranno alla vita degli agenti di polizia o dei pubblici ufficiali verrà tolto il passaporto francese. E annuncia espulsioni dei rom che commetteranno crimini.
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Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha dichiarato che la Francia toglierà la nazionalità francese ai criminali «nati all'estero» che attenteranno alla vita degli agenti di polizia o dei pubblici ufficiali (in caso di omicidio, Sarkozy ha proposto una pena obbligatoria di 30 anni di carcere). Travolto dallo scandalo Bettencourt e dalle ultime recenti ondate di violenza scoppiate a Grenoble e Saint Aignan, Sarkozy ha annunciato un nuovo pacchetto di misure sulla sicurezza.Solo questa settimana Sarkozy ha detto che rispedirà in Europa dell'est i rom che commetteranno dei crimini. Ora, il presidente francese, promette il pugno di ferro contro gli stranieri che delinquono. «La nazionalità verrà revocata a qualsiasi persona d'origine straniera che volontariamente attenti alla vita diun agente di polizia, di un gendarme o a qualunque altro depositario della pubblica autorità», ha spiegato Sarkozy nel corso di un intervento a Grenoble, teatro degli scontri esplosi tra polizia e manifestanti armati.Il presidente francese ha detto inoltre che i minori condannati non dovrebbero più avere l'acquisizione automatica della cittadinanza una volta divenuti adulti; e ha promesso di rivedere il sistema di benefici a cui hanno accesso i sans papiers.«Grenoble è uguale a Chicago. E al Capone è uguale a  Sarkozy». Con questo slogan hanno manifestato oggi a Grenoble alcune centinaia di persone contro il presidente Nicolas Sarkozy, giunto stamane nella città del sud della Francia, teatro di scontri tra polizia e ragazzi della banlieue, per nominare il nuovo prefetto Eric Le Douaron e annunciare un giro di vite in materia di sicurezza.In particolare, i circa 300 manifestanti hanno protestato contro "la politica spettacolo" del capo dello Stato. Per molti di loro la presenza di Sarkozy a Grenoble «non ha senso. Sarebbe stato meglio che i soldi spesi per il suo spostamento fossero stati usati per creare posti di lavoro», ha detto l'ex preside di un liceo, Jacques Pitiot, che guidava la protesta. «Non vogliamo poliziotti Robocop», ha aggiunto. I manifestanti hanno risposto all'appello di una ventina di organizzazioni e associazioni, tra cui la Lega dei diritti umani - che accusa l'attuale presidente di riproporre «i vecchi ritornelli degli anni Trenta per attizzare l'odio contro gli stranieri» - ma anche di  partiti politici, tra cui comunisti e Verdi.
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