martedì 9 luglio 2019
Nel 2017 sono state mezzo milione le vittime di omicidio e che il luogo più pericoloso in cui vivere è l'America centrale. Femminicidio troppo spesso ignorato
La protesta contro le uccisioni di giornalisti in Messico (Ansa)

La protesta contro le uccisioni di giornalisti in Messico (Ansa)

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Nel mondo si muore molto più per mano della criminalità che non per il terrorismo o per i conflitti armati.

Lo rileva un rapporto delle Nazioni Unite secondo cui nel 2017 sono state mezzo milione le vittime di omicidio e che il luogo più pericoloso in cui vivere è l'America centrale, regione dove il tasso di omicidi è di 62,1 ogni 100 mila persone a fronte di una media mondiale del 6,1.

Nel solo Messico, nel 2017, ci sono state 25.339 vittime. La percentuale sale in Africa e arriva al 13,0 ma ancor più negli Usa dove il tasso di omicidi è del 17,2. Il rapporto rileva che un morto su cinque è da attribuire al crimine organizzato e sottolinea come nel mondo il femminicidio, assassinio commesso per la maggior parte dal partner o in famiglia, sia ancora "troppo frequentemente ignorato e sottostimato".

Infine l'Onu rileva che i luoghi più sicuri dove vivere si trovano in Asia, Europa e in Oceania con un tasso di omicidi che varia tra 2,3 e 3 ogni centomila abitanti.

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