sabato 14 aprile 2018
L'appello: una bandiera bianca a ogni finestra. Mobilitazione davanti al Parlamento: l'Europa si faccia portavoce di una mediazione tra Usa e Russia.
Il presidente degli Stati Uniti Trump (Ansa)

Il presidente degli Stati Uniti Trump (Ansa)

Nessuno deve sentirsi impotente, né di fronte alla guerra in Siria e nemmeno di fronte ai raid missilistici occidentali iniziati nella notte contro Assad. Davanti ai Paesi del Medio Oriente – dalla Siria allo Yemen – in cui la guerra si è fatta sempre più drammatica, non si può insomma rimanere indifferenti. Perciò l’appello della Rete della Pace, lanciato ieri da Piazza Santi Apostoli a Roma, è appunto mobilitarsi per spingere la politica ad un’azione forte in favore della pace.

A partire da una presa di posizione del nostro governo davanti alle minacce di bombardamento in Siria di Trump, poi avveratesi, perché i trattati internazionali vengano rispettati. «Ognuno si può fare protagonista con gesti simbolici di dissenso», spiega il coordinatore della rete trasversale di associazioni, Sergio Bassoli, annunciando per la prossima settimana una mobilitazione davanti al Parlamento. L’Italia – «magari con il blocco della vendita delle armi ai Paesi in guerra e lo stop delle concessioni delle basi militari » –, ma anche l’Europa – «con un intervento di pacificazione coerente con le sue carte fondative» e di «mediazione tra Usa e Russia – non possono «stare al balcone, continua Bassoli, mentre il Mediterraneo brucia».

La mobilitazione, a cui hanno aderito in poche ore molte associazioni tra cui Acli, Agesci, Focsiv, Anpi, Tavola della pace, le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil), il Gruppo Abele, Libera, Legambiente, Arci, Sbilanciamoci, adesso dovrà allargarsi sui territori in cui «se ognuno mette alla finestra anche solo una bandiera della pace – spiegano gli organizzatori – la politica non potrà più voltarsi dall’altra parte».

Il punto più alto della mobilitazione sarà proprio il 7 ottobre con la marcia della Pace di Assisi, «per far tornare il tema della pace centrale nel dibattito pubblico». Questo riguarda anche settori apparentemente lontani, «come il sindacato che sin da subito – aggiunge Giuseppe Iuliano, responsabile dipartimento politiche internazionali Cisl – ha aderito perché non si può restare indifferenti». Davanti si ha «la sofferenza umana con cui si sta giocando – gli fa eco Maria Maganò di Legambiente – con missili intelligenti e tweet stupidi, come quello di Trump».

All’appello ha aderito Pax Christi, che ribadisce la propria opposizione alla «concessione delle basi militari italiane per il bombardamento in Siria» e che rinnoverà il proprio no alla guerra, «avventura senza ritorno, inutile strage», nell’assemblea nazionale che si terrà a Molfetta il 20 e 21 aprile.

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