martedì 12 novembre 2019
Alta tensione fra Israele e Gaza dopo raid aerei sulle abitazioni di due capi della jihad palestinese. Le sirene d'allarme sono risuonate fino a Tel Aviv
Un miliziano di guardia alle macerie della casa di Abu al-Alta, il capo della Jihad islamica palestinese ucciso nel raid israeliano (Ansa)

Un miliziano di guardia alle macerie della casa di Abu al-Alta, il capo della Jihad islamica palestinese ucciso nel raid israeliano (Ansa)

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Si riaccende lo scontro tra Israele e le milizie a Gaza. Una pioggia di razzi è caduta su Israele, anche su Tel Aviv, dopo che, con un'operazione congiunta dell'esercito israeliano e della sicurezza interna, lo Shin Bet, è stata distrutta a Gaza l'abitazione di Bahaa Abu Al-Ata, il leader della jihad islamica palestinese.

Quasi in contemporanea Israele ha colpito l'abitazione a Damasco di un altro leader della jihad islamica, Akramal-Ajouri. Ajouri è sopravvissuto all'attacco, ma suo figlio Muadh è stato ucciso. La tv israeliana ha aggiunto che l'abitazione si trova vicino l'ambasciata libanese e nell'attacco, oltre al figlio, è morta anche una guardia del corpo.

Appena un'ora dopo le incursioni, il suono delle sirene degli allarmi anti razzi ha svegliato il centro e il sud di Israele: le sirene sono risuonate a Ashdod, Beit Elazari, Ashkelon, Zikim, Karmia, più a nord a Holon e Rishon Le Zion, e anche alle periferie di Tel Aviv, a conferma che la replica dei miliziani da Gaza non si era fatta attendere. Circa 200 razzi sono stati sparati da Gaza verso Israele. Sono 39 le persone ferite, quasi tutte non gravi. Le autorità israeliane hanno decretato la chiusura di scuole e uffici, invitato i lavoratori non essenziali a rimanere a casa. Il sistema di intercettazione dei razzi, l'Iron Dome, ha intercettato alcuni razzi su Jaffa.

Il sistema difensivo Iron Dome intercetta razzi palestinesi nei pressi della cittadina israeliana di Ashdod (Ansa)

Il sistema difensivo Iron Dome intercetta razzi palestinesi nei pressi della cittadina israeliana di Ashdod (Ansa)

La jihad Islamica palestinese ha detto che è stata «superatala linea rossa» annunciando che «l'inevitabile ritorsione scuoterà l'entità sionista». Anche Hamas ha fatto sentire la sua voce: «Uccidere Abu al-Ata non passerà senza una risposta».

Alle 4 di circa di stamattina, le 3 in Italia, i jet dell'aeronautica israeliana hanno sparato munizioni di precisione in un edificio nella zona di Shejaiya nella città di Gaza, dove al-Ata alloggiava, uccidendolo. Anche una donna è stata uccisa e altre due persone sono rimaste ferite nel raid. Secondo l'esercito israeliano, al-Ata aveva in programma di eseguire attacchi missilistici e altre attività terroristiche contro Israele ed era anche direttamente responsabile di numerosi lanci di missili negli ultimi sei mesi. Secondo i militari, al-Ata era stato avvertito, attraverso mediatori non identificati, perché annullasse le sue operazioni, ma non ha prestato ascolto.

È la prima volta dal 2014, quando ci fu l'ultima guerra con Gaza, che l'esercito israeliano fa chiudere scuole e uffici. «Siamo pronti a diversi giorni di battaglia con uno scudo di difesa aerea anche nel centro del Paese», ha detto alla stampa un portavoce dell'esercito, Hidai Zilberman. «Siamo pronti per vari scenari, sia offensivi che difensivi», gli ha fatto eco un altro portavoce, gli ha fatto eco un altro portavoce dell'esercito, Jonathan Conricus.

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