mercoledì 28 dicembre 2016
Il Papa invia 6 milioni di euro per la crisi umanitaria in Ucraina
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Di fronte alla crisi umanitaria in Ucraina, che dall'inizio del conflitto, nel 2014, ha visto 9.758 morti e oltre 22mila feriti, papa Francesco sta portando un aiuto concreto alla popolazione. Dei 12 milioni di euro raccolti il 24 aprile scorso, con la colletta voluta dal Papa nelle chiese europee, quasi sei milioni sono in corso di stanziamento.

Lo riferisce il segretario di Cor Unum, monsignor Giovanni Dal Toso, in un'intervista alla Radio Vaticana.

«Prima di tutto, - spiega il sacerdote - il criterio doveva essere quello degli aiuti umanitari: per esempio garantire la sopravvivenza, poter offrire programmi di riscaldamento, garantire medicinali, il funzionamento quindi di ospedali, con la cura medica di tante persone che sono abbandonate a se stesse. Poi c'è anche il problema dei profughi, perché, anche se questo è meno noto, in Ucraina esistono due milioni di profughi che si sono allontanati dalle zone di guerra e si sono in parte riversati su Kiev o sulle zone di confine, e non hanno ancora un luogo stabile dove stare. Noi abbiamo voluto applicare alcuni criteri: i progetti devono essere comunitari, cioè non portati avanti da singole persone. Un altro criterio è la distribuzione geografica, un altro ancora è che non si facesse distinzione di appartenenza religiosa. Abbiamo escluso progetti di costruzione o di ricostruzione, perché ci sembrava che in questa prima fase la cosa più importante fosse garantire la sopravvivenza. In questo periodo, abbiamo vuto una grande collaborazione anche con alcune entità delle Nazioni Unite, le quali avevano anche una maggiore possibilità di accesso anche in zone difficili».

(Tutte le foto sono Lapresse)

(Tutte le foto sono Lapresse) - LaPresse


Sono attualmente in atto 20 progetti di larga scala e 39 iniziative di solidarietà. «Abbiamo stabilito - sottolinea monsignor Dal Toso - tre forme di progetti: i primi per le immediate necessità, che a volte si presentano e che non hanno bisogno di molta burocrazia: ci sono villaggi in cui mancano beni basilari. Per gli aiuti più strutturati, abbiamo diviso i progetti in due tipologie: i progetti piccoli e quelli più grandi. Progetti piccoli significa progetti fino a 20mila euro, quelli grandi fino a 250mila euro. L'iniziativa adesso ha visto l'utilizzo di una prima tranche di aiuti: dovremo vedere, nel prossimo futuro, anche di continuare con l'utilizzo del denaro arrivato, individuando nuovi progetti e nuove necessità».

Nei progetti per l'Ucraina, riferisce ancora monsignor Dal Toso, c'è stata «particolare attenzione per i bambini»: la questione educativa resta sempre centrale nelle situazioni di crisi. «Quindi anche in questa crisi abbiamo voluto garantire ai bambini un'attenzione speciale».

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