giovedì 8 settembre 2022
L'evento globale ad Assisi si avvicina, per entrare nell'atmosfera di EoF la prefazione di Luigino Bruni al libro "The Economy of Francesco. Il racconto dei protagonisti per una nuova economia"
Le nuove Mille e una notte con le storie dei giovani di Economy of Francesco
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L'evento globale ad Assisi si avvicina, per entrare nell'atmosfera di EoF, la prefazione di Luigino Bruni al libro "The Economy of Francesco. Il racconto dei protagonisti per una nuova economia" edito da Vita e Pensiero con Avvenire, curato da Maria Gaglione e Marco Girardo, che raccoglie 24 storie pubblicate su Avvenire in questi due anni del grande movimento voluto da Francesco.



Il gran visir il quale era suo malgrado il ministro di tanta ferocia, aveva due figlie, la maggiore delle quali aveva nome Scheherazade, e laltra Dinarzade. Un dì che stavano insieme a colloquio, Scheherazade gli disse: Padre, io ho in animo di fermare il corso delle barbarie che il sultano esercita sulle famiglie di questa città; voglio dissipare il giusto timore che hanno tante madri di perdere le loro figliuole in sì funesta maniera.

Le Mille e una notte




Il re Shahriyar, tradito da sua moglie, sposa una nuova donna ogni notte e la mattina seguente la fa uccidere. Finché Shahrazad, figlia del visir, immagina una soluzione: intratterrà il re ogni notte narrandogli una nuova storia e rimandando la fine del racconto alla notte successiva. L’esperienza funziona, e alla fine dei ‘mille’ racconti, il re dimenticò anche il suo odio per le donne. Così Shahrazad salvò le donne del paese e salvò se stessa, riuscendo, semplicemente, a trovare ogni sera una nuova storia da raccontare. Ars narrandi, ars vivendi.

La narrazione è allora anche un luogo dove recarsi per provare a sconfiggere la morte. Sulla terra non c’è soltanto una lotta perpetua tra eros (amore) e tanatos (morte): ce n’è una ancora più radicale e decisiva tra tanatos e logos, tra morte e parola, tra la morte e le parole. Finché abbiamo ancora qualcosa da raccontare a qualcuno, possiamo rinviare di un giorno l’arrivo della morte, e, forse, quando giungerà perché avremo terminato il nostro racconto scopriremo che avevamo ancora una storia da raccontare - era l’ultima, ed era per lei.

Le donne hanno una particolare familiarità con le parole, perché hanno una intimità speciale con la vita. Forse perché da millenni hanno custodito la casa, e lì hanno sviluppato una delle relazioni primarie mentre gli uomini si dedicavano all’ economia delle relazioni produttive e militari fuori di casa. Hanno cambiato il mondo parlando, insegnando a parlare ai bambini, a decifrare sussurri di malati e di anziani. Voglio pensare che sia stata di una donna romana l’idea di avere una dea protettrice del ‘latte delle mamme’ (dea edulica) e un dio protettore della ‘prima parola dei bambini’ (dio fabulinus) - e anche se li avessero inventati i maschi, certamente saranno state le madri ad invocarli. Se oggi, in un tempo di parole logore e stanche, vogliamo riscoprire il senso del parlare e delle parole, dovremo ancora chiederle alle donne che ci donino le necessarie nuove parole prime.

L’Economy di Francesco (EoF), che ha preso il suo nome da due uomini, Francesco d’Assisi e Papa Francesco, in realtà ha anche una profonda ed essenziale dimensione femminile. Sono molte le giovani che si incontrano in questo libro, sono molte le giovani donne protagoniste dell’EoF, e chi la incontra sente la grazia e la graziosità tipiche femminili. Chi incontra l’EoF non incontra potere ma deponenza, pochi beni economici e molti beni relazionali, pochi capitali finanziari e molti capitali simbolici, non occupazione di spazi ma attivazione di processi - e chi più di colei che genera un figlio sa cosa significa attivare un processo? E quando una casa è apparecchiata e accudita da donne, la casa è l’oikos di tutti, la sua economia diventa oikonomia per il Bene comune. L’altro nome di Francesco è Chiara.


Leggendo le storie di queste giovani economiste e economisti, imprenditori, imprenditrici e change makers - le tre colonne di EoF fin dall’inizio - forte è l’impressione di trovarsi in una nuova Mille e una notte, dove, anche qui, ogni storia termina nell’inizio della storia successiva. Volti diversi eppure l’uno dissolve nell’altro, un poliedro stupendo con mille facce e, diversamente dalla sfera, un poliedro lo conosci solo quando hai conosciuto tutte le facce. Se te ne manca una, il poliedro non ha rivelato il suo segreto. Ecco perché l’EoF prima di essere un insieme di idee, di proposte, di teorie economiche, è un mosaico di volti, una comunità aperta di persone.

Leggendo si fa un autentico giro del mondo - da Nord a Sud, da Est a Ovest - nell’economia del ‘già’ che sta anticipando l’economia del non ancora che si intravvede all’orizzonte. Storie e vocazioni, storie di vocazioni, di giovani donne e uomini che hanno sentito una voce, che si sono sentite chiamate per nome incontrando quella benedetta lettera di Papa Francesco del 1 maggio del 2019. Vocazioni che diventano un economista medico, micro-credito per le donne in Uganda, l’economia locale Inkiri, l’inclusione educativa in India, gli occhiali intelligenti giapponesi, Olena, la studentessa ucraina che da sola è messaggio e grido, la lotta per i diritti delle donne in Mozambico, economisti e ricercatori dell’EoF Academy e della EoF School che raccontano storie diverse ma sempre storie meravigliose di giovani donne e uomini che stanno già cambiando il mondo inseguendo una voce. E stanno cambiando il mondo cambiando, ogni giorno, la loro economia.

Quando siamo partiti chiamati da Francesco eravamo prima della pandemia e prima della guerra in Ucraina. La crisi ambientale era già da tempo esplosa, e un capitalismo logoro e stanco era già sotto gli occhi di molti. Papa Francesco capì che ‘ridare anima’ all’economia sfiatata, per ‘ricostruire una casa (oikos) che stava andando in rovina’, doveva partire dai giovani. Fu una intuizione stupenda, e decisiva. Perché i giovani hanno alcune risorse che sono attive finché si è giovani.

La prima è la gratuità. Anche gli adulti conoscono e vivono la gratuità, perché fa parte del repertorio dell’umano. Ma mentre negli adulti e nei vecchi la gratuità sopravvive se sostenuta da molte virtù e da molto dolore per sconfiggere la naturale tendenza all’avarizia etica e spirituale, il giovane ha una vocazione naturale alla gratuità. Per loro il denaro è troppo poco: vogliono tutto, il mondo intero, il paradiso. Hanno bisogno del denaro, certo, a volte per loro è molto importante anche per vivere: ma lo usano come pista di decollo per il loro folle volo. Se vuoi capire cosa è veramente la gratuità - che non ha nulla a che fare con il gratis ma con la vita - guarda un giovane.

Hanno poi un rapporto molto speciale con il famigerato ‘principio di realtà’ che negli adulti blocca sul nascere quasi tutti i progetti grandi e innovativi. Davanti all’evidenza che ‘il mondo è così’ i giovani rispondono: ‘ok, ma se non ci piace cambiamolo’. Siamo ancora giovani fino a quando davanti ad un mondo che non ci piace speriamo e pensiamo di poterlo cambiare. Quando iniziamo a dire ‘questa è la realtà’ e poi ci fermiamo, la giovinezza è finita.

Per questo sono anti-cinici, credono alle promesse grandi degli amici, sono idealisti e concreti, una concretezza che include gli ideali e i sogni. Sanno che la terra promessa da qualche parte ci dovrà pur essere, e non smettono mai di cercarla. E sanno sognare, perché la giovinezza è il tempo dei sogni grandi e infiniti.

Un libro quindi fatto di sola vita, racconti vivi di sognatori ad ogni aperti, che Maria Gaglione e Marco Girardo, con i molti giornalisti di Avvenire hanno saputo incontrare, vedere e poi narrare con grande cura e premura.

Mi resta solo dire un grande grazie ai curatori e ad Avvenire e all’Editore Vita e Pensiero.

Che il vento della terra sia più buono di come è stato finora: che possa sostenere le grandi ali di questi giovani, di tutti i giovani.




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