lunedì 20 febbraio 2023
Il nostro Paese segue Germania e Svezia, con un incremento del 33% sul 2020. Indagine condotta nelle aziende associate ad Assolegno di FederlegnoArredo
L'Italia produce più case in legno

L'Italia produce più case in legno - Assolegno

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Italia terzo produttore di soluzioni abitative in legno dopo Germania e Svezia con un incremento del 33% sul 2020. Una buona pratica in un’ottica di sostenibilità per un’edilizia green e dove il nostro Paese ha registrato nel 2021 un turnover per una produzione di edilizia in legno di 1,795 miliardi di euro, confermando la grande vitalità del comparto. È quanto emerge dal VII Rapporto Edilizia in legno, l'analisi di mercato del Centro Studi FederlegnoArredo, che ogni anno fotografa la filiera delle costruzioni in legno in Italia e dal quale si evince che sono oltre 3.400 le nuove unità abitative realizzate, con una tendenza verso la realizzazione di opere caratterizzate da una complessità ingegneristica crescente. L’indagine è condotta nelle aziende, associate ad Assolegno di FederlegnoArredo, operanti nel settore della realizzazione di edifici a struttura portante in legno, e coinvolge i maggiori players del mercato, raggiungendo una rappresentatività di circa l’80% del fatturato generato. Le regioni dove si concentra il maggior numero di realizzazioni sono Lombardia (prima per numero di aziende con 70 imprese) Trentino, Veneto, Emilia Romagna e Marche; i maggiori players li troviamo nelle provincie di Trento e Bolzano (con un peso del 34% sul valore della produzione del settore). Circa una casa su 13 è costruita in bioedilizia in legno, raggiungendo così una percentuale, sul totale dei permessi di costruire, superiore al 7,3%. Aumenta anche il valore costruito al metro quadro e la dimensione media delle costruzioni, dati che riflettono la capacità dell’edilizia in legno di rivolgersi anche a realizzazioni sempre più complesse. Inoltre si sviluppa un trend che riguarda anche la realizzazione di edifici multipiano e che, per la maggior parte delle opere, abbraccia all’interno del circuito urbano, complessi realizzativi aventi 4-5 piani fuori terra. Questa tipologia costruttiva, intesa come nuova foresta urbana, può contribuire a uno sviluppo sostenibile del segmento edile, riuscendo di fatto ad essere un magazzino di carbonio e mitigando gli effetti del cambiamento climatico.

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