Roma. «Il turismo religioso è una risorsa». Al via la Borsa internazionale


Alessia Guerrieri domenica 18 giugno 2017
Dal 21 al 23 giugno a Roma la Borsa del turismo religioso internazionale. Nicola Ucci: il pellegrino è un viaggiatore semplice, ma carico di valori.
«Il turismo religioso è una risorsa». Al via la Borsa internazionale

La Borsa del turismo religioso internazionale (Btri), in programma dal 21 al 23 giugno a Roma, chiama a raccolta i più importanti esponenti del mondo ricettivo, tour operator e agenzie di viaggio, associazioni, enti pubblici, realtà religiose, compagnie di mobilità. L’evento, che ha ottenuto il patrocinio dell’Ufficio nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Cei, inizierà mercoledì alle 17 con la tavola rotonda Turismo religioso e culturale: contenuti e attori tra fede e mercato a cui parteciperanno, tra gli altri, monsignor Mario Lusek, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale del tempo libero, Adriano Meloni, assessore al Turismo di Roma e Federico Massimo Ceschin, direttore nazionale di Cammini d’Europa. Il 22 sarà il momento del workshop Antiche e nuove vie di pellegrinaggio: cammini e percorsi religiosi in Italia, con la presentazione di alcuni cammini e itinerari religiosi italiani. Nel pomeriggio l’evento dedicato al sisma del Centro Italia Terremoto, luoghi di culto, turismo: una speranza da ri/costruire. La manifestazione si concluderà venerdì 23 giugno con il workshop Btri, al quale parteciperanno un centinaio di operatori dell’offerta turistica italiana ed estera.

Per anni il turismo religioso «è stato sottovalutato dagli operatori turistici» perché considerato «povero», mentre è un turismo «semplice, ma dall’alto valore spirituale e culturale». Nicola Ucci, amministratore e direttore generale di Rete System, organizzatore della Borsa del turismo religioso internazionale (Btri), ci tiene a ricordare che i pellegrinaggi sono un’occasione di preghiera e di riflessione, ma anche «il modo con cui si promuove la cultura del territorio». Basta pensare a «quale volano possano diventare per le regioni terremotate».

Quali sono le novità della terza edizione?

Una premessa. Questi tre giorni saranno un importante momento d’incontro, non solo commerciale ma anche di scambio culturale, del mondo del turismo religioso e della domanda turistica religiosa che si divide in due gruppi: il pellegrinaggio tradizionale e dei cammini di fede e quell’altra fetta della richiesta che vede nei siti religiosi certo un luogo di fede, ma anche di interesse artistico. Ecco dove s’innesca il primo rapporto che tratteremo in apertura del Btri, il legame tra fede e mercato. Nella organizzazione turistica persino del pellegrinaggio infatti interviene una componente commerciale legata all’organizzazione del viaggio stesso, all’opportunità offerte dal territorio per servizi e ospitalità. Stesso discorso per l’accoglienza nelle case religiose. Qualunque viaggio religioso ha perciò comunque una relazione con l’organizzazione turistica e con gli attori del turismo.

Come è cambiato il turismo religioso?

Diciamo che si è evoluto. Pensiamo all’organizzazione dei cammini spirituali innescati dalla fede, ma legati pure ad una riscoperta dei valori etici, culturali, ambientali. Un modo di fare turismo meno massificato, più individuale e di piccoli gruppi con un’attenzione al percorso naturalistico che però ha in sé un’alta carica morale. Così come è anche cambiato il senso dell’ospitalità nelle case religiose. Per anni molti operatori turistici, italiani e non, hanno considerato il turismo religioso come un turismo povero e hanno un po’ snobbato questo segmento del mercato. Invece bisognava capire, come poi hanno fatto, che il turismo religioso non è povero, è più semplice. Cioè, non chiede che negli alberghi ci sia lo shopping centero la Spa, vuole una sistemazione alberghiera decente e tranquilla senza quelle complicazioni che poi fanno alzare il prezzo. Questa nuova considerazione è fondamentale, a ciò si è aggiunta negli ultimi tempi una complessità della domanda di turista che è legata a valori religiosi, a curiosità culturali e ambientali a seconda dei siti che va a visitare.

Quali saranno i momenti più significativi?

Il 22, nel primo workshop, le realtà religiose regionali avranno la possibilità di presentare il cammino del proprio territorio a un pubblico di professionisti. Il secondo incontro – e ne sono molto soddisfatto – è in programma giovedì pomeriggio sull’utilità del turismo per ricostruire le regioni terremotate. Cercheremo di approfondire il tema di come il grande patrimonio artistico, culturale e religioso del Centro Italia è elemento essenziale per il rilancio dell’offerta turistica di quei territori. Giovedì sera, invece, ci sarà un incontro con le associazioni turistiche cattoliche e laiche, perché da loro si sprigiona sempre una domanda molto interessante legata sia agli itinerari di fede che culturali.

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