giovedì 22 dicembre 2016
A Rebibbia e nel carcere di Opera, Modena, Salerno e Palermo un pranzo raffinato servito da personaggi dello spettacolo, grazie a Rinnovamento nello Spirito Santo e Prison Fellowship Italia.
Un momento del pranzo servito da attori e comici nel carcere di Roma

Un momento del pranzo servito da attori e comici nel carcere di Roma

Dai fornelli, a metà mattina, è tutto un tintinnare di stoviglie. Tutto, infatti, deve essere perfetto, come nel migliore ristorante. In fondo per le quasi trecento detenute della sezione femminile del carcere di Rebibbia, compresi dieci bambini, questa è il pranzo della festa con tanto di camerieri speciali – attori e personaggi dello spettacolo – che, oltre a servire ai tavoli, fanno passare una giornata diversa a chi vive dietro le sbarre. A organizzare per il terzo anno consecutivo il banchetto della solidarietà L’ALTrA Cucina per un pranzo d’amore, Rinnovamento nello Spirito Santo e Prison Fellowship Italia. Così in contemporanea in cinque istituti italiani – oltre a Rebibbia (Roma) anche Opera (Milano), Sant’Anna (Modena), Pagliarelli (Palermo) e la Casa circondariale di Salerno – il Natale oggi ha un sapore più dolce grazie a chef stellati.

Le detenute di Rebibbia cantano insieme ad Amedeo Minghi

Le detenute di Rebibbia cantano insieme ad Amedeo Minghi


A Roma va in scena uovo poché con spuma di Grana padano e liquirizia, lasagnetta con carciofi e bottarga, guancia di manzo con patata americana e albicocca e per dessert tiramisù in sfera. Via via, intanto, i tavoli si vanno riempiendo. Visi truccati per le grandi occasioni, abiti migliori che si hanno in cella e tanta voglia di cantare e ridere con gli sketch dei comici. Per i più piccoli doni arrivati dalle scuole della Capitale e attori travestiti da Babbo Natale che provano a strappare loro un sorriso. «Le stelle oggi sono queste ospiti», sono le parole del presidente di Rns Salvatore Martinez, fratelli e sorelle che soffrono la pena della detenzione, a cui «è stato possibile portare il meglio della nostra società, in una straordinaria gara di solidarietà». Si è dimostrato insomma, continua, «che è possibile un altro modo di essere misericordiosi, aprendo il cuore».

Il presidente Salvatore Martinez insieme alla chef Bowerman e alle detenute in cucina

Il presidente Salvatore Martinez insieme alla chef Bowerman e alle detenute in cucina


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