mercoledì 18 novembre 2009
Rapporto su «I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza»: il 61,2% ha meno di 11 anni. A rischio molti minori stranieri. E la pedopornografia on line continua ad essere un fenomeno in forte espansione.
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    Oltre 1 milione e 700 mila bambini vivono in condizioni di povertà nel nostro Paese. Lo sostiene il secondo Rapporto supplementare all'Onu sul monitoraggio della convenzione sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia, messo a punto dal Gruppo Crc, un network di 86 organizzazioni del terzo settore coordinato da Save de Children Italia.   I bambini poveri sono per la precisione 1.728.000, pari al 23% della popolazione povera. Il 61,2% di questi bambini ha meno di 11 anni e il 72% risiede nel Meridione.   Il Rapporto - diffuso alla Conferenza nazionale sull'infanzia che si è aperta oggi a Napoli - sostiene che nel nostro paese mancano alcune misure fondamentali dell'attuazione della convenzione, quali il piano nazionali infanzia. «Sono inoltre a rischio di discriminazioni particolari - sostiene il Rapporto - gruppi di minori, come i minori migranti e i minori residenti in regioni meno ricche. Non adeguatamente tutelato è il diritto alla partecipazione dei bambini e all'ascolto, in particolare nell'ambito dei procedimenti giudiziari, dove i minori sono spesso coinvolti sia come autori di reato sia come parte offesa o vittime di reati sessuali».Nel Rapporto si segnalano anche i gravi fenomeni di sfruttamento e abusi che coinvolgono i minori: sono stati 938 gli under 18 assistiti e protetti dal 2000 al 2007.MINORI E RETE. In questa occasione e stata presentata anche la proposta di legge  di considerare l'adescamento in rete e la pedofilia culturale o ideologica come reati: Lo ha annunciato oggi Alessandra Mussolini, presidente della Commissione bicamerale infanzia. «Dobbiamo prendere questi delinquenti che tentano di avvicinare i nostri figli utilizzando internet - ha spiegato - prima che arrivino al contatto fisico». E proprio ai giovani la presidente della Commissione ha rivolto un appello: «Non è vero che i social network sono chiusi. Chiunque di voi mette i propri dati e le proprie fotografie nella rete sarà schedato per sempre e quei dati non potranno più essere eliminati». Secondo i dati forniti, in Italia sono circa 30 mila i minori che vengono adescati attraverso internet, di cui appena 900 riescono a essere salvati grazie al lavoro degli agenti della polizia delle telecomunicazioni. La Mussolini inoltre si è scagliata contro tutti quei movimenti che, attraverso la rete, fanno apologia della pedofilia: «Contro di loro dobbiamo essere duri, li dobbiamo stroncare».
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