sabato 14 novembre 2009
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L'ex-militante della lotta armata di sinistra Cesare Battisti ha iniziato lo sciopero della fame nel carcere brasiliano dove è detenuto, per protestare contro la sua possibile estradizione in Italia. Lo ha riferito il senatore brasiliano José Nery, a cui Battisti ha consegnato una lettera -- indirizzata al presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva -- in cui spiega di essere pronto a morire in Brasile piuttosto che rientrare in Italia, dove è stato condannato per quattro omicidi negli anni 70.Si attende che la Corte suprema brasiliana prende una decisione sull'estradizione di Battisti nei prossimi giorni. Attualmente i giudici sono divisi, quattro in favore e quattro contro l'estradizione.L'Italia, che sostiene che Battisti sia un terrorista, ha fatto forti pressioni sul Brasile per l'estradizione, da quando Lula ha deciso a gennaio di concedergli lo status di rifugiato politico.Battisti, 54 anni, è fuggito da un carcere italiano nel 1981 e ha vissuto in Francia per anni, prima che Parigi approvasse la sua estradizione nel 2006. È stato poi arrestato, mentre era in fuga in Brasile.Ora rischia l'ergastolo per una serie di omicidi avvenuti durante gli anni di piombo, a cui Battisti si proclama però estraneo.Lula: aspetto l'Alta Corte.  "Penso che il presidente della Repubblica del Brasile può fare poco quando il processo è giustamente in mano alla Corte Suprema Federale: devo aspettare la decisione della Corte per sapere se c'è qualcosa che il presidente della Repubblica può fare". È quanto ha detto il presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, rispondendo ad una domanda sul caso Cesare Battisti nel corso di una conferenza stampa con Nicolas Sarkozy a Parigi
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