sabato 29 marzo 2014
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Da venti anni in prima linea in difesa della vita nascente. non a parole, non con proclami: nel silenzio di chi con amore si affianca alle madri in difficoltà e si fa carico del suo fardello di dolore, paura, solitudine. Questo ha fatto dal 1994 a oggi il "Progetto Gemma", una forma straordinaria di adozione a distanza di una donna incinta, che per vari motivi rischia di scegliere la via dell’aborto. E in questi venti anni i bambini così salvati dalla morte e portati alla nascita sono ventimila: la popolazione di una città intera, una città ideale sparsa in tutto il territorio nazionale, dove operano i quasi 400 Cav (Centri aiuto alla Vita), abitata tutta da giovani dai 20 anni alle poche ore di vita, tutti i nati grazie a Gemma. Per festeggiare il traguardo e avviare un secondo ventennio ricco di prospettive domenica a Milano alle 10 il cardinale Angelo Scola inaugura la nuova sede di Progetto Gemma nel salone della parrocchia di Ognissanti (via Bessarione 25), mentre nella stessa sede alle 15 le voci delle madri aiutate in questi anni e dei volontari offrono un’anima ai numeri: dietro i 20mila aborti evitati, dietro le centinaia e centinaia di richieste d’aiuto che arrivano ogni anno, persino dietro ai dolorosi "no" che la crisi degli ultimi tempi costringe a dire, ci sono storie vere, persone in carne ed ossa, volti, sogni, speranze. Tra gli interventi, anche quello di Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, e Gianni Vezzani, presidente Fondazione Vita Nova Onlus, nata negli anni ’80 proprio per dare un sostegno concreto, anche economico, alle iniziative del Movimento per la Vita. La storia completa su Avvenire di domenica 30
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