L’esempio coraggioso di un adolescente che ricorda agli adulti dov’è la profezia
giovedì 15 giugno 2023
Quanto può ardere la passione di un giovane quando nella sua vita incontra qualcosa per la quale egli sente che vale la pena di spendersi e sacrificarsi fino alla fine. Una forza che è profetica e che ci fa comprendere ancora oggi la necessità di saperci porre in ascolto delle nuove generazioni e delle loro aspirazioni più profonde. Una forza che animò san Vito, martire adolescente, vissuto tra il III e il IV secolo, all’epoca della persecuzione di Diocleziano. I particolari biografici riguardanti la sua avventura esistenziale si perdono tra racconti mitici e Passioni non del tutto attendibili, ma il dato storico fondamentale che ne attesta la storicità è l’antichità del culto, risalente almeno al quinto secolo. Secondo il Martirologio Geronimiano Vito era nato a Mazara del Vallo e, rimasto orfano di madre, era cresciuto nella fede grazie agli insegnamenti del pedagogo Modesto e alla cura della nutrice Crescenzia (anche loro poi destinati al martirio a causa del Vangelo). Il padre, pagano, non accettava però la conversione del figlio al cristianesimo e cercò di farlo abiurare. Vito, però, decise di seguire la fonte da cui ormai sentiva dipendere tutta la sua vita e non volle rinnegare la fede. Fuggito in Lucania assieme a Modesto e Crescenzia, venne arrestato e condannato. Secondo alcuni racconti fu portato a Roma, secondo altri, invece egli morì martire in Lucania, probabilmente nel 303. È uno dei 14 santi ausiliatori ed è invocato per la guarigione da diverse malattie come il “ballo di San Vito”. Altri santi. Sant’Amos, profeta (VIII sec. a.C.); san Luigi Maria Palazzolo, sacerdote (1827-1886). Letture. Romano. 2Cor 3,4-11; Sal 98; Mt 5,17-19. Ambrosiano. Es 13,3a.11-16; Sal 113B (115); Lc 5,36-38. Bizantino. Rm 8,22-27; Mt 10,23-31. t.me/santoavvenire
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