Cerco famigliaDaniela Pozzoli
venerdì 2 novembre 2007
Occhi azzurri, lunghe treccine bionde e una gran passione per i dolci che le arrotondano la figura: Guenda ha quasi 11 anni e un problema serio che cerca di dimenticare mangiando. Tutto è cominciato con la separazione dei genitori che, impegnati com'erano a litigare furiosamente, si sono dimenticati di lei. Così Guenda si è sentita abbandonata, ha cominciato a bigiare la scuola, ha smesso di studiare, passando dalle crisi di pianto a quelle di rabbia con sempre maggiore frequenza. Vorrebbe una famiglia che l'accogliesse con slancio e calore, che l'aiutasse a colmare quei grandi vuoti d'affetto, che le garantisse la solidità di un rapporto sereno, soprattutto in previsione della difficile età dell'adolescenza. Per lei il Cam " Centro ausiliario per i problemi minorili " cerca una famiglia affidataria, con o senza figli, che abiti a Milano o in provincia e che desideri prendersene cura.
Info: Ufficio affidi Cam, Franca Assente, tel.: 02.4816980 (dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 12.30); email: affidi@cam-minori.org.

Ramakrishnan travolto dalla tsunami

Ramakrishnan sta frequentando la decima classe presso la St. Antony Hr Secondary School di Kanyakumari. Suo padre ha abbandonato la madre e ora lei lavora come facchino (un'attività che in India viene spesso svolta dalle donne) presso la stazione ferroviaria. È l'unica fonte di sostentamento della famiglia: con Ramakrishnan e la madre vive anche la nonna, che si occupa del bambino in quanto la madre, per lavorare, può rientrare a casa solo due volte alla settimana. Non hanno una casa loro, ma affittano una stanza nell'abitazione di un'altra famiglia. Soltanto con un sostegno (310 euro l'anno) il ragazzino potrà proseguire gli studi e garantirsi così un futuro. Casa sua, nel distretto di Kanyakumari, si trova nello Stato del Tamil Nadu. Si tratta di una delle zone dell'India più duramente colpite dalla violenta onda dello tsunami del 26 dicembre 2004. Nelle famiglie messe in ginocchio dal maremoto si è evidenziato un crescente rischio di abbandoni scolastici e in questa direzione fin dai primi mesi ha lavorato il Ciai, attivando numerosi sostegni a distanza. La tendenza è infatti mandare a lavorare prima possibile i figli. Ora la situazione sembra essere tornata alla normalità. Passata l'emergenza molte organizzazioni presenti nella zona hanno ritenuto concluso il loro lavoro, mentre Ciai è rimasto, attraverso il parnter locale, l'ong Indian couuncil for child welafare, per continuare a offrire supporto alle famiglie e soprattutto sostenere i ragazzi più grandi nel percorso formativo.
Molto spesso i sostegni a distanza sono rivolti ai bambini più piccoli, per i quali è importante garantire una formazione di base. Ciai, in questo caso, ha deciso di farsi carico anche dei casi di ragazzini più grandicelli ormai considerati dalle famiglie «in età da lavoro». È un vero peccato che quelli tra di loro che dimostrano particolare predisposizione per gli studi debbano lasciare la scuola, proprio in questa delicata fase di passaggio dalla formazione di base alle superiori. Ci sono poi i casi di tanti adolescenti ai quali un'adeguata formazione professionale potrebbe offrire più concrete possibilità lavorative.
Info: Ciai, tel.: 02.8484441; email: info@ciai.it.
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