venerdì 17 maggio 2013
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Caro direttore,
mi convinco sempre più che una retribuzione di almeno 12mila euro al mese rende molto lontani dalla gente e non aiuta a percepire i problemi che ha chi gode di un reddito dieci volte minore. Se poi si aggiungono tutti i privilegi e le attenzioni economiche extra che hanno certe categorie… I nostri problemi di persone normali sono solo teorie per chi non li vive... Per questo penso che chi ci rappresenta in Parlamento non può darci le risposte giuste! E penso anche che sia necessario raccontare a loro le nostre esperienze e quali sono le conseguenze su di noi della famosa 'crisi'. Le cronache informano spesso ormai sul fatto che noi italiani spendiamo sempre meno e siamo costretti a risparmiare su cibo e bollette, e questo è un fatto.
Ma visto che l’ultimo caso parlamentare riguarda l’assistenza sanitaria garantita non solo agli 'eletti' e ai loro coniugi, ma anche ai compagni di vita (o solo del momento presente) dello stesso sesso degli eletti, voglio parlare di me e mio marito che ha 60 anni, ha 40 anni di lavoro in un ente pubblico sulle spalle, ed è pensionato. Lui e io abbiamo 5 figli, due sono iscritti all’università. Non abbiamo depositi bancari, ma paghiamo un mutuo per la casa ogni mese. Alla seconda settimana i nostri soldi sono già finiti, ancora prima di quanto cantava Lucio Battisti nei “Giardini di marzo”.
Da tempo mio marito necessita di cure dentistiche e siccome non potevamo pagarle, a lungo non ha potuto effettuarle. Poi, per fortuna, la Provincia di Pordenone ha istituito un prestito senza interessi di 2.000 euro. Così ha potuto effettuare una prima tranche di lavori dentistici sulle gengive, e ha curato tre granulomi e due necrosi. I denti definitivi li abbiamo rimandati a data da destinarsi...
Ora, direttore, faccia lei le giuste proporzioni e calcoli lei la distanza che c’è tra un padre di famiglia così e un 'privilegiato' che è spesato in tutto ciò che riguarda l’aspetto sanitario solo perché, nel caso politico di cui stiamo parlando, si è messo insieme con un onorevole della nostra amata Repubblica.
La persecuzione che è in atto contro la famiglia è reale, e in queste condizioni e in questo clima politico per noi – famiglia numerosa – è anche più difficile mantenere, educare, far crescere, far studiare assicurando il necessario, i nostri figli. Lo slogan dell’Associazione nazionale famiglie numerose è: «Senza figli non c’è futuro».
Pensiamoci, riflettiamo. Davvero l’Italia ha priorità diverse da quella di rispettare finalmente l’impegno, scritto nella Costituzione, con la famiglia «cellula naturale» della società? Davvero dobbiamo rassegnarci a scelte a dir poco miopi? La saluto con stima.
Maria Assunta Muzzin
Associazione nazionale Famiglie numerose
Casarsa della Delizia (Pn)
Niente da aggiungere, tutto da condividere nella sua cronaca vera e nel suo inesorabile ragionamento, cara signora Muzzin. Qualcuno dirà che uno sguardo come il suo è «parziale», qualcun altro che è «antico», tantissimi – ne sono certo – troveranno che, invece, è straordinariamente saggio e rivelatore proprio perché rimette al centro l’ordinaria difficoltà e l’ordinario coraggio nella vita quotidiana delle nostre famiglie, della gente vera di questo nostro Paese. Giro la sua lettera a tutti coloro che siedono in Parlamento.
Tutti, compreso chi c’è arrivato sbandierando proteste anti-casta, facendosi portavoce di una esigente 'cittadinanza' e, magari, poi, si sta dando priorità insensate e si concede privilegi (come appunto l’assistenza garantita non solo ai familiari, anche ai conviventi e ai conviventi dello stesso sesso) che rappresentano schiaffi in faccia ai cittadini che guardano e giudicano. Accompagno le sue parole, cara signora, solo con un semplice consiglio ai parlamentari: decidetevi alla svelta ad ascoltare queste voci autentiche, a guardare in faccia la realtà dura che sempre più italiani sperimentano, e fateci umilmente e onestamente i conti perché altrimenti, se non lo farete, la distanza tra voi – vecchi e nuovi politici – e coloro che dovreste rappresentare e servire diventerà siderale. Un vuoto, reso più sgradevole da chiacchiere e fumisterie ideologiche, nel quale minaccia di perdersi il nostro futuro comune, e che certo sta già consumando la civile pazienza di tante madri e tanti padri di famiglia. ​​
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