venerdì 10 novembre 2017
Laboratori teatrali in sette città europee, un book fotografico degli spettacoli, e un documentario in cui alcuni giovani raccontano la loro vissuto da rifugiati e la loro esperienza a teatro
Una serie di laboratori teatrali avviati in sette città europee, un book fotografico delle fasi salienti di back-stage e degli spettacoli, e un documentario in cui alcuni giovani protagonisti raccontano il proprio vissuto di rifugiati politici e la loro esperienza all'interno dei laboratori.

Una serie di laboratori teatrali avviati in sette città europee, un book fotografico delle fasi salienti di back-stage e degli spettacoli, e un documentario in cui alcuni giovani protagonisti raccontano il proprio vissuto di rifugiati politici e la loro esperienza all'interno dei laboratori.

Si chiama Nicer (New approach to strengthen the Cultural Integration of young Refugees), ed è un progetto realizzato con un partenariato europeo e coordinato dal Ciofs-FP (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale). Durerà due anni e vedrà la partecipazione di 200 ragazzi sparsi tra le città di Roma, Molenbeek St. Jean, Liverpool, Siviglia, Berlino, Nicosia e Timisoara.

Si chiama Nicer (New approach to strengthen the Cultural Integration of young Refugees), ed è un progetto realizzato con un partenariato europeo e coordinato dal Ciofs-FP (Centro Italiano Opere Femminili Salesiane – Formazione Professionale). Durerà due anni e vedrà la partecipazione di 200 ragazzi sparsi tra le città di Roma, Molenbeek St. Jean, Liverpool, Siviglia, Berlino, Nicosia e Timisoara.

Dai laboratori di teatro nasce un documentario sulla vita dei migranti
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Un progetto che nasce per abbattere i principali ostacoli, identificati all’Acnur, che rifugiati e richiedenti asilo incontrano nella difficile fase di integrazione: incomprensioni linguistiche e culturali, atteggiamenti discriminatori e scarsa apertura nei confronti dei migranti. Spesso si tratta di difficoltà determinate anche dalle comunità ospitanti, ecco perché si è cercato di fare leva su fattori culturali per l’avvio di un processo di conoscenza reciproca e di inclusione sociale.

Un progetto che nasce per abbattere i principali ostacoli, identificati all’Acnur, che rifugiati e richiedenti asilo incontrano nella difficile fase di integrazione: incomprensioni linguistiche e culturali, atteggiamenti discriminatori e scarsa apertura nei confronti dei migranti. Spesso si tratta di difficoltà determinate anche dalle comunità ospitanti, ecco perché si è cercato di fare leva su fattori culturali per l’avvio di un processo di conoscenza reciproca e di inclusione sociale.

Dai laboratori di teatro nasce un documentario sulla vita dei migranti
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