lunedì 16 ottobre 2017
Nelle regioni vicine al lago Ciad oltre 335mila persone soffrono la fame a causa di siccità e delle violenze perpetrate da Boko Haram. Moltissimi in fuga dalla guerra, sono costretti in campi profughi
Crediti: Oxfam Italia

Crediti: Oxfam Italia

“In Ciad si muore di fame nel silenzio del mondo”. È l’allarme lanciato da Oxfam, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, di fronte ad una delle più gravi catastrofi umanitarie che il mondo stia affrontando.

“Oltre 335mila persone – si legge in una nota – continuano a soffrire la fame nella regione del Lago Ciad, un’area enorme dove a soccorrere la popolazione ci sono soltanto dieci medici. Il tutto, mentre dei 121 milioni di dollari richiesti per far fronte a questa immane crisi, ne sono arrivati dalla comunità internazionale solo 40”.

“Oggi, più di 200mila bambini sono malnutriti nella Regione del Lago Ciad, che comprende Paesi come Nigeria, Niger, Camerun e Ciad”, spiega Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia. “Qui – prosegue – le comunità potevano provvedere a sé stesse, fino a non molto tempo fa. Ora il conflitto innescato da Boko Haram e la strategia militare dei governi costringe alla fuga. Questa guerra sprofonda in un silenzio indicibile e il Ciad, la sua gente, sono dimenticati, tra i più dimenticati della terra”. Per Bacciotti, “serve invece una risposta immediata, qui e oggi, per affrontare la piaga della fame nel mondo e non impegni vaghi e futuri, come accaduto al termine del G7 dell’agricoltura”.

“Di fronte al drammatico status quo – prosegue la nota – Oxfam chiede al Governo del Ciad di garantire l’incolumità della popolazione e favorire il ritorno ad attività economiche, vitali per sopravvivere. Mentre i donatori internazionali devono immediatamente finanziare il Piano di risposta umanitaria per il 2017”.

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