sabato 2 maggio 2009
Eugenio Vagni, il volontario italiano della Croce Rossa Internazionale (Cicr) dal 15 gennaio in mano alla banda di Abu Sayyaf, ha telefonato alla sua famiglia. Nuovo appello per la sua liberazione.
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Eugenio Vagni, il volontario italiano della Croce Rossa Internazionale (Cicr) dal 15 gennaio in mano alla banda di Abu Sayyaf, ha telefonato alla sua famiglia. Lo ha reso noto Alain Aeschlimann, responsabile delle operazioni Cicr per il sud-est asiatico. L'ostaggio italiano è riuscito a telefonare giovedì notte: "È l'unica notizia che abbiamo avuto da lui da quando è stato visto per l'ultima volta, il 16 aprile, insieme al suo collega svizzero, Andreas Notter, che ora è libero ed è tornato dai suoi. Come sempre, rimaniamo davvero preoccupati per Eugenio". Attraverso il sito web dell'organizzazione, Aeschlimann ha rinnovato l'appello per il rilascio "sano e salvo, immediatamente e senza condizioni" dell'ingegnere italiano, ha detto che la Croce Rossa non risparmierà gli sforzi fino a che la crisi non sarà risolta e ha confermato che l'organizzazione non ha ricevuto alcuna richiesta di riscatto. "Finalmente ho avuto la prova che è vivo", ha confermato la moglie al Tgr Rai della Toscana. "Ha cercato di farmi coraggio dicendomi di stare tranquilla. Io spero che torni presto a casa".
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