martedì 13 agosto 2019
Settanta deputati hanno fatto ricorso al tribunale di procedura civile di ultima istanza scozzese per legare le mani al primo ministro britannico che vuole andarsene dalla Ue entro il 31 ottobre
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È una corsa contro il tempo, ma il gruppo di parlamentari che hanno deciso di fermare il tentativo di Boris Johnson di portare il Regno Unito fuori dall’Unione Europea senza un accordo potrebbero farcela. Un primo passo è già stato fatto perché i settanta politici contrari alla Brexit hanno convinto la “Court of Session” di Edimburgo, il tribunale di procedura civile di ultima istanza scozzese, ad ascoltare il loro caso il prossimo 6 settembre. Sperano che il giudice competente, Lord Raymond Doherty, deciderà che è “illegale e incostituzionale”, per il primo ministro britannico, sospendere il parlamento pur di completare la Brexit.

I parlamentari sono andati fino in Scozia perché in Inghilterra i tribunali sono, in questo momento, in vacanza. Il drappello di determinati “remainers” - cosi si chiamano i politici che non vogliono che il Regno Unito se ne vada dall’Unione Europea - sono gli stessi che hanno ottenuto, a dicembre dello scorso anno, dalla Corte di giustizia dell’Unione Europea, il permesso per la Gran Bretagna di revocare in modo unilaterale, ovvero senza il consenso degli altri ventisette stati, il processo di uscita dall’Unione Europea.

ANCHE WESTMINSTER POTREBBE INTERVENIRE

Secondo la Bbc non è escluso che anche Westminster torni alla carica per legare le mani del premier. Durante la seconda settimana di settembre, approfittando di un dibattito sul nord Irlanda, dove passa il controverso confine tra Regno Unito e Unione Europea, una coalizione di parlamentari potrebbe tentare di far approvare un’ulteriore legislazione che impedirebbe al premier Johnson di portare a termine il suo piano di uscita dalla Ue.

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