venerdì 18 ottobre 2019
Almeno 7 civili uccisi a Ras al-Ayn secondo le Ong. Erdogan: nessun problema se i «terroristi» se ne andranno da Manbij e Kobane. Sale la tensione fra Ankara e il governo italiano
Fumo nero sale nel cielo della città di Ras al-Ayn, Syria (Ap)

Fumo nero sale nel cielo della città di Ras al-Ayn, Syria (Ap)

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Il primo giorno di tregua nel Nord Est della Siria non fa cessare completamente le armi. Sono almeno 7 i civili uccisi a Ras al-Ayn e nella città vicine dai bombardamenti e dai mortai curdi, denuncia l’Osservatorio siriano per i diritti umani. E, riferiscono le Forze democratiche siriane a guida curda, un elicottero turco è stato abbattuto tra Raqqa e il confine con la Siria. Ignota, al momento, la sorte dell’equipaggio. «È tutta disinformazione» la replica di Erdogan, che aggiunge: «Rafforzeremo i passi che abbiamo fatto finora».

Tuttavia sono le reazioni al cessate il fuoco negoziato giovedì da Erdogan con il vice-presidente statunitense Pence a tenere banco. Ulteriori accordi potrebbero essere presi martedì nell’incontro a Sochi tra il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e quello russo Vladimir Putin. La Turchia non avrà problemi se la Russia rimuoverà «i terroristi» anche da Manbij e Kobane, ha assicurato Erdogan, precisando però che le sue truppe «resteranno per controllare se l’organizzazione terroristica lascerà effettivamente la zona» e gestire la successiva fase di messa in «sicurezza», con il trasferimento iniziale di almeno un milione di rifugiati. Nell’area saranno anche create 12 postazioni di monitoraggio militare.

Molto negativo il commento sulla tregua del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk: «Questo non è un cessate il fuoco ma una richiesta di capitolazione dei curdi» ha detto chiedendo alla Turchia di cessare immediatamente la sua azione militare unilaterale. È il leader turco, da parte sua, ad accusare i leader occidentali di «ipocrisia». E sale pure la tensione diplomatica tra l’Italia e la Turchia. L’ambasciatore a Roma, Murat Salim Esenli, ha precisato che – dopo la telefonata tra il premier Conte ed Erdogan – le critiche dell’Italia hanno provocato «un danno nelle relazioni diplomatiche» tra i due Paesi. Ma da Bruxelles Conte ha ribadito che Roma giudica «inaccettabile» l’operazione militare in Siria, respingendo le accuse di «ipocrisia» lanciate ai Paesi europei da Erdogan.


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