lunedì 27 ottobre 2014
L'esponente del Partito dei lavoratori sconfigge di misura il conservatore Aecio Neves. Con lei la sinistra al governo da 16 anni.
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​​Il Brasile riparte da Dilma Rousseff. La presidente uscente ha ottenuto il 51,6% dei voti, battendo di misura lo sfidante Aecio Neves e risultando rieletta per un mandato di altri quattro anni. Nel suo primo discorso dopo la vittoria ha fatto un appello all'unità nazionale e al dialogo: "Chiedo a tutti i brasiliani senza eccezione di unirsi per il futuro del Paese". "Sono pronta al dialogo e sarà il mio primo impegno di questo secondo mandato", ha aggiunto la presidente, impegnandosi a promuovere riforme politiche e a combattere la corruzione. Interrotta più volte dagli applausi dei suoi sostenitori, Rousseff, vestita di bianco, era affiancata dal suo predecessore e mentore, Luiz Inacio Lula da Silva. Tra le chiavi per interpretare la sua vittoria c'è la sconfitta di Neves nel suo Stato originario, Minas Gerais, che è il secondo più popoloso del Paese e quello dove Neves ha governato otto anni. Rousseff è stata rieletta al secondo turno con il 51,64% dei voti, pari a 54.498.042 voti. Il suo sfidante Aecio Neves ha ottenuto il 48,36%, pari a 51.040.588 preferenze. Gli aventi diritto al voto erano 142.822.046, i voti validi sono stati 105.538.630. La percentuale di votanti è stata del 78,9%, quella degli astenuti il 21,1%. Le schede bianche sono state 1.921.803 (pari all'1,71%), quelle nulle 5.219.538 (4,63%). Dilma ha vinto in 15 stati, Aecio in 12. Lo stato natale dei due candidati, Minas Gerais, di cui Neves è stato governatore per due mandati fino al 2010, è stato conquistato da Rousseff. Clima di festa in pieno stile carnevale, in buona parte del Brasile, subito dopo il risultato del ballottaggio per le presidenziali. Ancora prima della divulgazione dei dati ufficiali, migliaia di simpatizzanti della neo presidente avevano già inondato le strade di molte città per manifestare il loro entusiasmo. "Grazie mille per la rielezione", ha subito twittato Dilma.Nonostante la differenza di voti abbastanza ridotta rispetto allo sfidante conservatore Aecio Neves la maggioranza dei brasiliani ha dunque voluto confermare la fiducia all'ex guerrigliera durante la dittatura militare. L'atteso appuntamento politico è stato tuttavia disputato al fotofinish, con una votazione tra le più incerte e combattute degli ultimi 25 anni.    A Rio de Janeiro - dove è stato scelto al secondo turno anche il nuovo governatore e l'attesa è stata dunque doppia - simpatizzanti del Partito dei lavoratori (Pt) hanno sfidato la pioggia inondando le vie del centro con bandiere e megafoni al seguito. In molti casi erano accompagnati dalle tipiche bande del samba. Ogni volta che veniva divulgato un nuovo exit-poll, suggerendo il vantaggio, anche se risicato, di Dilma, le strade erano invase da grida di euforia. Nei bar tipici della Lapa, il quartiere della metropoli carioca, era predominante il simbolo del Pt, rappresentato da una stella rossa. Striscioni del partito penzolavano da molti davanzali. Gli stessi da cui, l'estate scorsa, si vedevano sventolare le bandiere verde-oro per celebrare i Mondiali di calcio in casa. Il Brasile che doveva scegliere il suo nuovo capo di Stato ha vissuto insomma una vigilia di capodanno anticipata. Il risultato delle urne è stato atteso con l'agonia tipica del fischio finale di un derby. Quando i numeri hanno sancito il trionfo di Dilma, in parecchie regioni si è scatenato un tifo da stadio: caroselli di auto e clacson, come in una finale di Coppa del mondo, si sono svolti da più parti.    Grazie al risultato, il Pt fondato dall'ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva - principale autore del successo di Dilma, adesso come quattro anni fa - si proietta dunque al potere per 16 anni consecutivi. E il presidente del partito, Rui Falcao, ha già annunciato il ritorno dell'ex presidente-operaio alle prossime elezioni del 2018.
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