mercoledì 6 aprile 2016
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BRUXELLES Ogni anno gli europei spendono almeno 24 miliardi di euro per acquistare droghe illegali, e questo gigantesco business rappresenta un quinto dell’intero giro di affari del crimine, e quindi una grave minaccia per la sicurezza dell’Unione. È quanto emerge da un rapporto congiunto dell’Europol e dell’Emcdda (l’Osservatorio europeo delle droghe e delle dipendenze) presentato ieri a Bruxelles. Il commissario europeo agli Affari interni e all’immigrazione Dimitris Avramopoulos ha sottolineato che si tratta di un mercato enorme, che comporta costi sociali elevatissimi, in termini di danni alla salute, crimini connessi, distorsione dell’economia e distruzione dell’ambiente. Nelle indagi- ni sui recenti attentati a Parigi e Bruxelles, ha evidenziato Avramopoulos, è emerso chiaramente il legame del traffico di stupefacenti con le attività terroristiche, che utilizzano il mercato delle droghe per finanziarsi (anche se non è ancora possibile stabilire un legame «sistematico» tra droga e terrorismo, ha voluto precisare il direttore dell’Europol, Rob Wainwright). Il rapporto mette poi l’accento sulla crescente influenza di Internet come “facilitatore” del mercato, soprattutto per la distribuzione della droga. In particolare, stanno crescendo il “Deep Web” o il “Dark Web”, ovvero il Web sommerso, fatto di siti che non sono raggiungibili tramite i normali motori di ricerca, ma solo con browser particolari. Sfruttando questi nuovi sistemi e tecnologie, le attività criminose legate alla droga crescono esponenzialmente. La stima di 24 miliardi l’anno per il mercato europea della droga è definita «prudenziale» in un range tra i 21 e i 31 miliardi l’anno. La quota largamente maggiore del traffico (circa il 38%) viene dalla cannabis e suoi derivati, con una spesa valutata a 9,3 miliardi di euro l’anno. Al secondo posto, con il 28% circa del mercato, pari ad un giro d’affari di 5,8 miliardi di euo, c’è l’eroina. Al terzo, con circa il 24% (5,7 miliardi) la cocaina. Al quarto, le anfetamine e metanfetamine, con circa l’8% (1,8 miliardi) e al quinto la Mdma o ecstasy con circa il 2% (0,67 miliardi). Viene anche segnalato il fenomeno delle «nuove sostanze psicoattive» che vengono vendute legalmente come sostitutivi degli stupefacenti illegali, pur essendo altrettanto pericolose. ( B.U.) © RIPRODUZIONE RISERVATA
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